Corsica terra di benessere?

In Corsica siamo fortunati. Nei giorni scorsi, delle statistiche pubblicate da organizzazioni specializzate, tra cui l’INSEE (istituto nazionale delle statistiche), ci dimostrano che la Corsica è una terra di benessere. Sapevamo che la nostra isola era la più bella, “Kalliste“ come attestano i greci, e siamo così convinti che a volte ci va in testa e soffochiamo nell’orgoglio che falsifica il nostro giudizio. Ci crediamo quindi i più belli, i più intelligenti i più generosi e alcuni vanno addirittura oltre in una sorta di incredibile esagerazione scrivendo che la Bibbia colloca il paradiso terrestre in Corsica e che Dio stesso ha scolpito i dieci comandamenti a Mosè in Corsica sul monte Asinao, che gli stessi considerano il nostro Sinai. Siamo così, e siamo fortunati, beh non tutti! Ma le cifre pubblicate dimostrano una realtà.

La Corsica è l’unica regione in Francia in cui la popolazione sta crescendo di più. Questo risultato, tuttavia, non è la conseguenza di un alto tasso di natalità, ma quello della migrazione netta. Questi sono i pensionati che vengono a stabilirsi in Corsica.  È una categoria benestante o molto benestante. Una nuova prova di un’isola che offre benessere soprattutto per la mitezza del suo clima. Ci sono ora 340.000 abitanti in Corsica, ma con una percentuale di anziani più alta rispetto alla media nazionale. E così se vivi bene in Corsica vivi anche più a lungo, in media 84 anni mentre a livello nazionale la media è di 80 anni.

Le buone situazioni producono anche buoni atteggiamenti, spendiamo di più in Corsica che altrove. La Corsica è la regione della Francia che ha speso di più per le feste di Natale, soprattutto per la tavola. E non abbiamo lesinato su capretti, foie gras, capponi, pregiati vini e dolci che impreziosivano i pasti di Natale e Capodanno. Gli specialisti in sociologia spiegheranno che ci siamo lasciati andare dopo due anni di privazioni a causa del covid e avevamo bisogno di liberare il nostro stress, in un certo senso un richiamo di appetito. Ma oh tutto questo si paga ed è qui che le cose si complicano, che la nostra comprensione diventa torbida. Perché altre statistiche ci mostrano che la Corsica è la regione della Francia dove la percentuale di povertà è più alta. Il 20% dei corsi vive al di sotto della soglia di povertà, la percentuale di pensioni di vecchiaia è una delle più basse del paese, 884 euro al mese in media. L’isola ha quasi 20.000 disoccupati soprattutto giovani. Il numero di pazienti che rinunciano alle cure per mancanza di denaro è in aumento, le associazioni di beneficenza accolgono sempre più giovani e lavoratori perché la Corsica è anche la regione dove i salari sono più bassi.

La Corsica, come si vede, è un paradosso e queste due categorie di figure possono rendere falsa la sua immagine. Il benessere offerto dall’isola andrebbe a beneficio solo di una categoria della popolazione e non della maggioranza. Queste statistiche ci dicono una cosa: la Corsica è una terra di profonde disuguaglianze e il sole non splende allo stesso modo per tutti. E come dice così bene la canzone del famoso Aznavour “la miseria sarebbe meno dolorosa al sole”. Il sole a volte abbaglia gli occhi e quindi nasconde le verità.

Petru Luigi Alessandri

Petru Luigi Alessandri

Giornalista radiofonico di RCFM, si occupa tra l'altro anche della trasmissione Mediterradio, che mette in contatto gli ascoltatori di Corsica, Sardegna, Sicilia, e occasionalmente Malta e altre terre mediterranee. Per Corsica Oggi scrive in lingua corsa o, in traduzione, in italiano.

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