Il FLNC torna a parlare dalla clandestinità: sedici azioni rivendicate e un duro messaggio politico

L’organizzazione clandestina rivendica sedici azioni compiute nell’ultimo anno e interviene nel dibattito sull’autonomia dell’isola. Nel mirino la speculazione immobiliare, le seconde case e il cambiamento demografico. Dura anche la critica ai nazionalisti impegnati nel dialogo con Parigi.

 

Il Fronte di Liberazione Naziunale Corsu (FLNC) è tornato a intervenire nel dibattito politico dell’isola con un lungo comunicato trasmesso alla redazione di Corse-Matin. Il documento, diffuso il 5 agosto, rappresenta uno dei testi più significativi pubblicati dall’organizzazione negli ultimi anni e arriva in una fase particolarmente delicata del confronto tra la Corsica e lo Stato francese sul progetto di riforma dell’autonomia Il FLNC ha rivendicato sedici azioni (quattordici contro cantieri, imprese di costruzione e seconde case, due contro le forze di polizia).

Nel messaggio, il FLNC sostiene che «il popolo corso muore» e che l’identità dell’isola sarebbe minacciata da un insieme di fattori economici, sociali e demografici. Al centro dell’analisi vi sono la crescita delle seconde case, l’aumento degli acquisti immobiliari da parte di non residenti, la pressione turistica e la difficoltà, per molti giovani corsi, di accedere al mercato della casa. L’organizzazione definisce questo processo una «colonizzazione di popolamento», ritenendo che il cambiamento della composizione della popolazione rappresenti oggi il principale rischio per il futuro della Corsica.

Il comunicato non si limita a un’analisi politica. Il FLNC rivendica infatti sedici azioni condotte nel corso degli ultimi dodici mesi, indicando come obiettivi abitazioni secondarie, cantieri e imprese del settore edilizio. Vengono inoltre citati alcuni episodi che hanno coinvolto mezzi delle forze dell’ordine. L’organizzazione afferma di aver indirizzato le proprie azioni contro beni materiali e non contro le persone.

Un’ampia parte del documento è dedicata alla critica dei movimenti nazionalisti oggi alla guida delle istituzioni corse. Secondo il FLNC, il confronto istituzionale con Parigi avrebbe progressivamente sostituito gli obiettivi storici del movimento indipendentista. Nel testo si parla di «post-nazionalismo», accusando parte della classe politica corsa di aver privilegiato il compromesso rispetto alla rivendicazione della piena sovranità.

Il comunicato arriva mentre proseguono i negoziati tra il governo francese e gli eletti dell’isola per definire un nuovo assetto istituzionale della Corsica. Per il FLNC, una semplice estensione dell’autonomia amministrativa non sarebbe sufficiente se non accompagnata dal riconoscimento del popolo corso e dei suoi diritti collettivi. Il documento ribadisce quindi la necessità di una soluzione politica che affronti anche le questioni identitarie, linguistiche e territoriali.

La scelta di diffondere il testo proprio in questo momento appare significativa. L’organizzazione sembra voler riaffermare la propria presenza nel dibattito pubblico mentre il processo di riforma entra in una fase decisiva, ricordando che una parte del nazionalismo continua a ritenere insufficiente il percorso avviato con lo Stato francese.

Nel comunicato il FLNC torna a richiamare la figura di Yvan Colonna, che per una parte del nazionalismo corso continua a rappresentare un simbolo della lotta nazionale. Il riferimento va oltre la sua vicenda personale e assume un significato politico più ampio: Colonna viene presentato come l’emblema del rapporto conflittuale tra la Corsica e lo Stato francese e come una figura la cui memoria continua a influenzare il dibattito sull’autonomia e sul futuro istituzionale dell’isola.

Per il FLNC, la morte di Colonna nel marzo 2022, in seguito all’aggressione subita nel carcere di Arles, resta una ferita aperta. L’organizzazione collega quell’episodio alle grandi mobilitazioni che attraversarono la Corsica e che portarono il governo francese ad avviare un nuovo dialogo con gli eletti dell’isola. Nel comunicato, il suo nome viene così utilizzato non solo per ricordare un militante, ma anche per riaffermare la continuità della rivendicazione politica e nazionale corsa.

Il richiamo a Yvan Colonna assume quindi un valore simbolico: il FLNC lo inserisce in una narrazione che lega memoria, identità e autodeterminazione, sostenendo che il percorso istituzionale oggi in corso non debba far dimenticare le ragioni storiche del movimento nazionalista. In questo modo, la figura di Colonna viene presentata come un punto di riferimento per le nuove generazioni di militanti e come uno dei simboli della questione corsa contemporanea.

Va ricordato, tuttavia, che la figura di Yvan Colonna resta profondamente controversa. Per una parte del nazionalismo corso è un simbolo politico; per lo Stato francese e per la giustizia è stato definitivamente condannato per l’omicidio del prefetto Claude Érignac. Questa contrapposizione di letture continua ancora oggi a rappresentare uno dei principali elementi di divisione tra la Corsica e Parigi.

Dopo la pubblicazione del comunicato, la Procura nazionale antiterrorismo francese (PNAT) ha aperto un’indagine per verificare le rivendicazioni contenute nel documento e gli eventuali collegamenti con gli attentati citati. Le autorità francesi continuano infatti a considerare il FLNC un’organizzazione clandestina, le cui azioni rientrano nell’ambito della legislazione antiterrorismo.

Fondato nel 1976, il FLNC ha rappresentato per decenni il principale movimento armato del nazionalismo corso. Dopo l’annuncio della cessazione della lotta armata nel 2014, l’organizzazione non si è sciolta e negli ultimi anni è tornata periodicamente a diffondere comunicati politici e a rivendicare alcune azioni dimostrative. Il messaggio di agosto 2026 conferma la volontà del movimento di continuare a influenzare il dibattito sul futuro istituzionale della Corsica, ponendo al centro della propria analisi la difesa dell’identità nazionale corsa e il controllo del territorio.

Tra le parti più importante del comunicato risalta questa frase:

«Nessun accordo tra la Corsica e la Francia potrà essere definito storico finché non riconoscerà i diritti del popolo corso sulla propria terra come unica comunità di diritto.»

Immagine Copyright: 2006 AFP, Autore: STEPHAN AGOSTINI

Fonte: Corse Matin

Andréa Meloni

Nato a Genova nel 1986, laureato in Scienze Geografiche nel 2013. Ha collaborato nel 2016 e 2017 con la Geo4Map (ex DeAgostini) di Novara, nel 2018 ha scritto alcuni articoli sul Secolo XIX. Insegna dal 2018 Geografia nelle scuole superiori a Genova, è socio dell'Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG) e abita nell'Appennino Ligure al confine tra Piemonte e Liguria. Ama anche la storia e ama la Corsica dal 2010 e ha visitato due volte l'isola. Dal 2026 è insegnante di ruolo a Biella.

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By Andrea Meloni

Nato a Genova nel 1986, laureato in Scienze Geografiche nel 2013. Ha collaborato nel 2016 e 2017 con la Geo4Map (ex DeAgostini) di Novara, nel 2018 ha scritto alcuni articoli sul Secolo XIX. Insegna dal 2018 Geografia nelle scuole superiori a Genova, è socio dell'Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG) e abita nell'Appennino Ligure al confine tra Piemonte e Liguria. Ama anche la storia e ama la Corsica dal 2010 e ha visitato due volte l'isola. Dal 2026 è insegnante di ruolo a Biella.

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