Scola Corsa: migliaia in piazza a Bastia, ma lo Stato tace ancora

La manifestazione del 30 maggio ha tenuto fede alle attese. Le strade di Bastia si sono riempite di genitori, insegnanti, bambini, imprenditori e amministratori locali, tutti uniti attorno a un’unica rivendicazione: salvare Scola Corsa. Tra le 2.000 e le 3.000 persone — 1.700 secondo la polizia, 3.000 secondo gli organizzatori — hanno sfilato dal palazzo di giustizia fino alla prefettura dell’Alta Corsica, scandendo lo slogan Scola Corsa deve campà. A quel punto, 200 comuni corsi — più della metà dell’isola — avevano già adottato una mozione di sostegno, 10.000 persone avevano firmato il manifesto e 500 imprese, insieme a sei parlamentari, si erano rivolte direttamente al Primo ministro.

Una delegazione ricevuta in prefettura

A margine della manifestazione, una delegazione composta dal senatore Paul-Toussaint Parigi, dal sindaco di Bastia Gilles Simeoni e dal deputato Michel Castellani è stata ricevuta dal prefetto. Un gesto formale, ma che non ha sbloccato nulla di concreto. Una settimana dopo la mobilitazione, Scola Corsa non aveva ancora ricevuto alcuna risposta ufficiale sui nodi essenziali: la validazione giuridica dei finanziamenti della Collectivité de Corse, il ritiro del ricorso al tribunale amministrativo e la contrattualizzazione degli insegnanti.

Il nodo dei posti: ancora irrisolto

È su questo punto che il braccio di ferro rimane più duro. Degli undici insegnanti attualmente in forza alla struttura, solo due risultano contrattualizzati; sei posti lo saranno dalla prossima rentrée e altri cinque non prima del 2027-28. Per Scola Corsa, una soluzione così diluita nel tempo non offre le garanzie necessarie alla sopravvivenza del progetto educativo.

Vi terremo aggiornati sugli sviluppi di questa battaglia importantissima per la difesa della lingua e della cultura corse.
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