Dopo settimane di mobilitazione crescente e un forte sostegno popolare, l’associazione delle scuole immersive lancia un appello alla vigilia di un incontro cruciale. Sul tavolo ci sono il futuro dei finanziamenti, i posti per gli insegnanti e i ricorsi legali dello Stato.
BASTIA. La vertenza attorno a Scola Corsa è giunta a un punto di svolta. Dopo le grandi mobilitazioni che hanno segnato la fine di maggio e l’inizio di giugno — capaci di aggregare un consenso trasversale in tutta l’isola —, le prossime ore saranno determinanti per il futuro della rete di scuole immersive in lingua corsa. È infatti previsto un incontro decisivo, descritto come una vera e propria “ultima mediazione”, che vedrà seduti allo stesso tavolo gli eletti della Alta Corsica impegnati a sostegno della rete scolastica, il prefetto di regione e il rettore dell’accademia.
L’obiettivo è chiaro: sbloccare una situazione di stallo e di incertezza che si trascina ormai da troppi mesi.
I tre nodi da sciogliere
Per garantire la sopravvivenza e lo sviluppo di Scola Corsa, l’associazione attende risposte concrete da Parigi su tre dossier principali che rimangono tuttora in sospeso:
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La validazione dei finanziamenti: È urgente che il governo centrale convalidi la soluzione giuridica, già elaborata a livello locale con i servizi statali, per sbloccare i sussidi stanziati dalla Collettività di Corsica (CdC), finora contestati dallo Stato.
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Il ritiro del ricorso amministrativo: Si attende che la prefettura ritiri formalmente il ricorso presentato davanti al Tribunale Amministrativo contro il finanziamento pubblico della rete.
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I contratti per i docenti: È considerata imprescindibile la contrattualizzazione di undici posti di insegnanti richiesti dalla struttura per garantire la continuità didattica.
Un sostegno che unisce l’isola
Il braccio di ferro non è più soltanto una questione tecnica o burocratica, ma un tema fortemente politico e identitario. I difensori dell’insegnamento immersivo si presentano a questo appuntamento forti di un consenso popolare e istituzionale senza precedenti.
I numeri parlano da soli: la petizione a sostegno di Scola Corsa ha raccolto oltre 10.000 firme cittadine, l’appoggio di 550 imprese locali, il sostegno compatto di tutti e sei i parlamentari corsi e l’adesione formale di ben 231 comuni dell’isola. Una spinta dal basso che dimostra come la difesa della lingua corsa sia un sentimento ampiamente condiviso dalla società civile e dalle istituzioni locali.
Oltre la burocrazia: in gioco c’è il futuro dei locutori
Dall’esito di questo incontro dipenderà il destino dell’insegnamento immersivo. Per Scola Corsa, la posta in gioco supera di gran lunga la mera questione di bilancio: si tratta di salvaguardare uno strumento fondamentale per la creazione di nuovi locutori attivi, considerati l’unica vera garanzia per la sopravvivenza della lingua nel lungo periodo.
Se da Parigi non arriverà il via libera definitivo per convalidare l’accordo giuridico, la mediazione rischia di fallire, aprendo le porte a una fase di rottura istituzionale e a nuove, inevitabili proteste. La palla passa ora allo Stato.
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In copertina: immagine da pagina facebook di Scola Corsa Federazione

