Dopo l’incontro cruciale di oggi in Prefettura, la delegazione incassa l’apertura tecnica dei rappresentanti dello Stato, ma nessun via libera definitivo. Il nodo resta politico: l’ultima parola spetta al Ministero dell’Istruzione. Intanto il sostegno dell’isola tocca numeri record.
BASTIA. Si è concluso con un nulla di fatto sostanziale, seppur in un clima di formale ascolto, l’atteso incontro di mediazione quadripartita tenutosi oggi, venerdì 12 giugno, presso la Prefettura di Regione. Attorno al tavolo, i rappresentanti di Scola Corsa, gli eletti locali, il Prefetto e il Rettore dell’Accademia si sono confrontati sull’ormai cronica crisi che minaccia la sopravvivenza della rete di scuole immersive in lingua corsa.
Una mobilitazione che avevamo già ampiamente documentato nei nostri articoli del 29 maggio e del primo giugno, e che oggi attendeva una risposta politica definitiva. Risposta che, purtroppo, non è arrivata.
Sensibilità locale, blocco parigino
Al termine del vertice, la delegazione di Scola Corsa ha confermato che sia il Prefetto che il Rettore si sono mostrati sensibili alle rivendicazioni e hanno validato la “soluzione giuridica” elaborata sul territorio per sbloccare i sussidi della Collettività di Corsica (pari a 1,3 milioni di euro, corrispondenti al 70% del budget associativo), attualmente congelati dal ricorso dello Stato davanti al Tribunale Amministrativo.
Tuttavia, lo stallo rimane totale. I rappresentanti dello Stato nell’isola hanno ribadito che le decisioni finanziarie e normative finali non possono essere prese a Ajaccio o Bastia: l’accordo deve essere trasmesso e ratificato direttamente dai ministeri a Parigi. “Capiamo che le decisioni si prendono a Parigi”, è stato il commento amaro dei responsabili della rete scolastica.
Il muro sui cinque insegnanti
Il vero punto di attrito immediato resta la contrattualizzazione dei docenti per il prossimo anno scolastico. Per garantire l’apertura delle classi e la stabilità dei cinque siti attuali (Bastia, Biguglia, Corti, Sarrula è Carcupinu, Sartè), Scola Corsa necessita della contrattualizzazione statale di 11 insegnanti.
Lo Stato, al momento, ha confermato la copertura solo per 6 posti, lasciandone 5 in un limbo burocratico. Per l’associazione non si tratta di un dettaglio secondario: sotto la soglia degli 11 posti, la struttura non è in grado di garantire l’equilibrio finanziario né la continuità pedagogica per gli oltre 200 alunni (destinati a diventare quasi 300 con i nuovi ingressi).
Un’isola schierata a difesa della sua lingua
Mentre le istituzioni parigine prendono tempo, la società corsa ha già votato. Il movimento in difesa dell’insegnamento immersivo si presenta a questo braccio di ferro con una forza numerica impressionante. Ad oggi, ben 231 comuni dell’isola (un terzo del totale) hanno votato mozioni formali di sostegno. A loro si affiancano più di 500 imprese locali, la totalità dei parlamentari corsi e persino endorsement culturali di rilievo nazionale, come quello del cantante Francis Cabrel tramite l’associazione Voix du Sud.
Quale futuro?
Con l’incontro odierno si chiude la fase della mediazione tecnica sul territorio. La palla passa ora interamente al Governo centrale. Se da Parigi non arriverà un segnale forte prima della pausa estiva, la delusione per questo ennesimo rinvio rischia di trasformare il dibattito sulla lingua in una nuova e calda stagione di scontro politico e di piazza.
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In copertina: immagine da corsicainfurmazione.org di Laetitia Leca

