Primo turno delle elezioni presidenziali: cosa aspettarsi oggi in Corsica?

I seggi elettorali hanno aperto stamattina alle 8.00 per ospitare i 243 330 persone iscritti sulle liste elettorali in Corsica. Il contesto è speciale quest’anno. Ci si aspetta un forte tasso d’astensione sull’isola come nell’intera Francia e nel frattempo, l’identità del prossimo Presidente della Repubblica non è mai stata così importante per l’avvenire del progetto politico còrso.

Ci si può aspettare una sorpresa stasera per la chiusura del primo turno delle elezioni presidenziali? E una possibilità che ha cresciuto nelle ultime settimane. A livello nazionale, il Presidente uscente Emmanuel Macron è stato per molto tempo in vetta dei sondaggi con un netto vantaggio sugli altri partecipanti. Però il distacco con Marine Le Pen (Rassemblement National) si è nettamente ridotto, facendo cambiare il discorso degli osservatori e porre seriamente la questione della possibilità di una vittoria della candidata di estrema destra. Rammentiamo che nel 2017, Emmanuel Macron aveva vinto con 66,10% dei suffragi espressi, contro 33,90% per la Le Pen. E anche necessario di prendere in conto la crescita importante del candidato Jean-Luc Mélenchon (France Insoumise): diventato “il voto utile” a sinistra, potrebbe essere la sorpresa del primo turno che si sta giocando oggi. Alla fine, il risultato dipenderà anche e soprattutto dal tasso d’astensione, aspettato come il più importante dal 2002.

In tal contesto, il voto che verrà espresso oggi in Corsica riveste particolare importanza. Dal 2 marzo e l’aggressione che è costata la vita a Yvan Colonna, una parte del popolo ha fatto sentire sua voce fino a Parigi per chiedere, oltre alla verità sulla morte di Colonna, l’inizio di un progetto politico per la Corsica. Un passo verso l’autonomia. Anche se le discussioni sono state sospese dallo Stato per causa degli ultimi incidenti tra manifestanti e forze dell’ordine, si sta giocando in quel momento una partita importante per l’avvenire della Corsica.

Ma esiste un voto utile per la Corsica? O è meglio seguire l’appello all’astensione lanciato da partiti nazionalisti come Core in Fronte e Corsica Libera? Stiamo entrando in un campo minato. Niente è semplice quando si tratta di elezioni in Corsica. Nel 2017, gli elettori còrsi avevano votato in maggiorità per Marine Le Pen al primo turno (27,88%) e a 48,52% al secondo, dando alla candidata di estrema destra uno dei suoi migliori risultati regionali. Ricordiamo che Marine Le Pen si espressa categoricamente contro l’idea di un’autonomia per la Corsica, nel dritto filo della sua politica nazionalista francese. Al contrario, candidati come Jean-Luc Mélenchon o Yannick Jadot (ecologista) si erano espresso in favore di una certa autonomia, prima degli eventi di marzo 2022. Eppure, non è così sicuro che faranno un grande risultato in Corsica, l’isola essendo conosciuta per favorire da sempre, con poche eccezioni, i partiti di destra. Nel 2017, Mélenchon aveva ottenuto 13,74% dei voti al primo turno (19,58% al livello nazionale).

Da parte sua, il Presidente Macron era arrivato terzo al primo turno dell’elezioni del 2017 in Corsica, con 18,48% dei suffragi. Difficile da dire se sua posizione ambigua nei confronti della Corsica avrà un impatto significativo sui risultati. Ma “allo stesso tempo” (espressione favorita del Presidente) la sua indiscutibile svolta a destra potrebbe pesare sulle scelte degli elettori.

Fonti: Le Monde