La barca che ha ucciso Andrea Busca è poi fuggita: la polizia indaga per omicidio

L’imprenditore italiano Andrea Busca, morto pochi giorni fa nelle acque vicino a Bonifacio mentre praticava la pesca subacquea, non è stato ucciso dalla barca che l’ha soccorso – come sembrava inizialmente – ma da un’altra imbarcazione che poi si sarebbe data alla fuga. A rivelarlo è il quotidiano italiano La Repubblica.

A smentire la prima ricostruzione dei fatti è stata l’autopsia fatta sul cadavere di Busca, i cui risultati sono stati resi noti martedì: “Il corpo ha subito due diversi urti mentre era in acqua. È stato il primo a provocare la morte dell’uomo” ha spiegato il medico legale nel referto consegnato agli investigatori che proprio in queste ore stanno di nuovo ascoltando i testimoni dell’incidente.
A soccorrere l’imprenditore era stato il conducente del gommone a chiglia rigida che per diversi giorni è stato considerato il responsabile della morte. È lui ad essersi accorto di aver colpito qualcosa e ad aver issato a bordo il corpo di Busca e a lanciare l’allarme, ma in quei minuti concitati non si sarebbe accorto che quell’uomo era già morto da tempo: “Poteva esser morto già da alcune ore – conferma Eva Busca, sorella del quarantanovenne – Non sappiamo niente però della prima barca che ha colpito e ucciso Andrea. Solo sappiamo che non si è fermata e non ha prestato aiuto. Resta il dubbio che se fosse intervenuta subito forse si sarebbe potuto salvare”.

I famigliari ieri hanno dato l’ultimo saluto all’imprenditore proprio a Bonifacio, ma nei prossimi giorni la salma, contrariamente a quanto deciso in un primo momento, sarà riportata a Torino.

Il tratto di mare è molto frequentato e gli investigatori stanno interrogando decine di testimoni che possano dare indicazioni sull’imbarcazione responsabile della morte dell’uomo.

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Fonte: Repubblica.it