Intervista al regista e ai protagonisti di Les Exilés

lesexiles-filmIn occasione del “Festival du film Anglais et Irlandais” di Ajaccio, i professori di lingua e cultura còrse hanno portato gli studenti di lingua ad assistere all’anteprima del film “Les Exilés” di Rinatu FRASSATI. Prima di tutto, bisogna dire che questo mediometraggio di 50 minuti evoca la storia della Corsica del XVIII secolo, e quindi di Pasquale PAOLI e Napoleone BONAPARTE. Un film storico, ma soprattutto una scommessa linguistica in cui si mescolano quattro lingue: il francese, l’inglese, l’italiano ed evidentemente il corso presente nei due terzi dei dialoghi.

Gli studenti dell’Università hanno avuto la possibilità di incontrare gli attori, il regista, il costumista e anche uno degli autori della colonna sonora, e di fare domande che riportiamo qui sotto.

Questa giovane squadra è composta di Jérémy ALBERTI (Napoleone BONAPARTE), Jean-Philippe RICCI (Pasquale PAOLI), Marie-Ange CASTA (Letizia BONAPARTE), Gray ORSATELLI (Carlu BONAPARTE), e Jean-Claude ACQUAVIVA (Ghjacintu PAOLI).

Come Le è venuta l’idea di associare Pasquale PAOLI e Napoleone BONAPARTE in uno stesso progetto ?

Rinatu FRASSATI : Prima, ho voluto parlare del mio rapporto personale con la Corsica, la sua cultura e il passato dell’isola. Attraverso il personaggio del giovane Napoleone, (che ha vent’anni durante il film) ho voluto fare il legame tra la gioventù corsa attuale, e lui che si costruisce riguardo alla sua insularità. Era infatti una corrispondenza interessante, tra noi, giovani còrsi di oggi, e lui giovane còrso dell’epoca.”

 

Lei ha scelto di far parlare i suoi personaggi nelle lingue dell’epoca, è stato necessario fare ricerche ? 

Michele FRASSATI :  Sì e no, siccome avevamo un desiderio, quello di essere il più vicino possibile alla realtà del XVIII secolo, bisognava dunque essere consapevole che il parlare còrso dell’epoca era molto differente da quello che sentiamo oggi. 

Inoltre, bisogna sapere che c’era un vero problema di coesistenza di numerose lingue su uno stesso territorio. Di conseguenza, abbiamo dovuto fare ricerche linguistiche e sociolinguistiche affinché ogni Còrso potesse parlare con il  proprio accento.”

 

Per curiosità… Gli attori sono tutti Corsi ?

Maria-Anghjula CASTA : Personalmente, è stato molto difficile. Infatti, sono nata in Corsica (a Lumio) ma non parlo bene il Corso, dunque è stato un duro lavoro con Michele FRASSATI e Ghjuvan-Maria ARRIGHI che mi hanno insegnato la lingua come l’accento. Già sono una donna, avevo paura di deludere il pubblico, e visto che interpreto la parte di Letizia BONAPARTE, icona e simbolo della femminilità corsa, avevo ancora più pressione.”

 

Appunto, come Lei ha vissuto l’interpretazione di Letizia ?

M-A. CASTA : “Prima, l’ho scoperta attraverso i libri che mi hanno aiutato a capire meglio questa grande Donna. In effetti, era una donna fortissima, eccezionale, con valori e costumi moderni. Perciò, penso che ogni donna debba ispirarsi a lei.”

 

In questo modo, si può fare la stessa domanda a Jean-Philippe RICCI.

Jean-Philippe RICCI : “Avevo voglia di capire meglio il suo personaggio in quanto Uomo, e non solo come icona del popolo Corso, infatti attraverso questo film, di offrire agli spettatori, un volto umano. Per di più, ho lavorato molto per poter capire il suo spirito, e di mettermi a posto suo per rendere la mia interpretazione più realistica.”

 

Preparando la sceneggiatura, Lei aveva già in mente un’idea per la scelta degli attori ?

R.FRASSATI : “Sì, sì. Ad esempio, per il ruolo di Letizia BONAPARTE, lo sapevo subito subito. Ma… per certi avevo pensato a degli attori internazionali, ma alla fine non si è fatto, ed è meglio cosi!”

 

Per quanto riguarda la scelta dei costumi, Lei si è ispirato a libri o pitture ?

Pasquale GIACOMINI, il costumista : “Infatti, è stato prima di tutto un lavoro pittorico e di ricerche storiche, nei musei, nei libri, come quello di Rennie PECQUEUX-BARBONI che è stato il nostro libro prediletto, durante più di due anni di lavoro.

La scelta dei colori è stata un lavoro minuzioso, cercavo di avere per ogni personaggio un colore specifico, possiamo notare ad esempio :

All’inizio del film, cominciamo con un PAOLI in bianco e dorato, un po’ angelico e lo ritroviamo nella scena del discorso, un momento importantissimo, in bianco e nero, colori che fanno un riferimento alla bandera Corsa.

Poi, Letizia, rappresenta la passione e la nascita di Napoleone, perciò è associata al colore rosso.

Infine, Napoleone, simboleggia un militare francese, quindi è soprattutto vestito di azzurro.”

 

Dopo questa spiegazione, noi giovani Corsi ci interroghiamo sui diversi scenari. Nel film, c’è ovviamente l’onnipresenza della città di Corte, ma vorremmo sapere come si è svolta la realizzazione di queste scene… Tutte riprese a Corte, o no ?

R.FRASSATI : “Scusi per la delusione, ma… no. Solo nell’inquadratura in cui vediamo la cittadella da dietro è autentico. Invece, lo studio di PAOLI e la scena nella sala d’arme li abbiamo filmati a Calvi, poi la scena del discorso è stata ripresa a Pigna e quella con Carlu e Letizia nel convento di Corbara.
Ecco qua, la magia del cinema : far credere che tutto si svolge in uno stesso luogo, ma sono solo illusioni.”
  

 

Qual’è stata la scena più difficile da girare ?

R.FRASSATI : “Senza alcun dubbio, è quella del discorso di PAOLI. In effetti, c’erano molte riprese da fare, in un caldo afoso, dovevamo badare a molte comparse, comparse che erano secondo me in numero insufficiente. Tutto questo soli in due giorni. Ora, con il tempo, mi dico che questa scena meritava veramente un giorno supplementare di riprese, e con un numero di comparse più importante. Ciò nonostante, è questa scena che qualificherò come la migliore, perché è quella che colpisce di più lo spettatore. L’idea era di dare un’impressione di orgoglio, e di appartenenza ai giovani Corsi. Inoltre la perfetta recitazione dell’attore, Jean-Philippe RICCI e la colonna sonora, mettono in risalto la voglia di commuovere lo spettatore.”

 

Parlando di musica, come si realizza una colonna sonora per un “film storico” sulla Corsica ?

Federicu POGGI : “Prima di tutto, il regista aveva chiesto qualcosa che faceva pensare a un film epico. Poi, come per i costumi, ogni personaggio doveva avere la sua musica.

Il tema principale del film era quello di BONAPARTE, perché è quello che sentiamo di più, dopo il tema di PAOLI doveva assomigliarsi a un inno, perciò abbiamo messo alcune note del “Dio Vi Salvi Regina”, e infine per Letizia c’era un tema previsto ma alla fine, nel momento del montaggio, il regista ha deciso che Letizia doveva alludere al silenzio e di conseguenza di non inserirla.”

 

Come si realizza una sfida così ambiziosa ?

R.FRASSATI : “C’è una regola nel mondo del cinema : mai mollare, e sempre crederci !

In realtà, occorre dire che è difficilissimo prima trovare una squadra (tanto) entusiasta quanto me, e soprattutto mai lasciare la presa. E’ stato un lungo e intenso lavoro durante quasi tre anni, e dobbiamo confessarlo, la fortuna ha un posto importantissimo, ma… la fortuna anch’essa si provoca.”

 

Ultima domanda, Lei ha già una nuova idea per un prossimo film ?

R.FRASSATI : “Grazie a questo progetto ho e abbiamo vissuto un’esperienza umana straordinaria, e senza dubbio questo mi motiva per l’avvene… Ho già scritto qualcosa di nuovo, dunque un altro film ci sarà, ovviamente sempre con un forte legame con la Corsica.

Infatti, il cinema è una vera passione, e perciò continuerò fino alla fine !

Eh ragazzi… Sapete ? Penso di tornare sull’argomento de “Les Exilés” un giorno forse per farne un lungometraggio.”

  

Ecco, ora non resta più che ad andare a vederlo!

 

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Intervista a cura di Mélanie Emanuelli e Serena Carpentier

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