Gli incendi che hanno colpito l’Alta Corsica a metà luglio non hanno soltanto devastato centinaia di ettari di vegetazione. Hanno anche riacceso una polemica che da anni divide l’isola e lo Stato francese: quella sulla disponibilità dei Canadair e, più in generale, sulla gestione dei mezzi aerei antincendio.
A far esplodere il caso è stato Hyacinthe Vanni, presidente del Servizio dipartimentale dei vigili del fuoco dell’Alta Corsica (SIS 2B), che durante una visita della prefetta Véronique Deprez-Boudier al posto di comando operativo allestito ad Albertacce, nel Niolo, ha contestato apertamente la gestione dell’emergenza. Il confronto, ripreso dalle telecamere di France 3 Corse ViaStella, è diventato rapidamente uno dei temi più discussi sui media francesi.
Gli incendi e la richiesta di più mezzi
I roghi erano scoppiati il 12 luglio in seguito a una serie di fulmini che avevano colpito le montagne tra Albertacce e Corte, interessando aree particolarmente impervie, dove il lavoro delle squadre a terra dipende in larga parte dal supporto dei mezzi aerei.
Per oltre una settimana centinaia di vigili del fuoco hanno operato in condizioni difficili, tra temperature elevate, vento e vegetazione estremamente secca.
Secondo Vanni, però, il problema non è stato tanto il numero dei Canadair disponibili quanto la loro mancata continuità operativa.
«Avevamo due mezzi aerei. Se fossero rimasti con noi in modo continuativo sarebbero stati sufficienti. Il problema è che erano presenti un’ora e poi sparivano», ha dichiarato in un’intervista rilasciata al termine dell’emergenza.
Il presidente del SIS 2B sostiene che i velivoli venissero frequentemente richiamati su altri fronti, lasciando le squadre impegnate sul terreno prive del supporto necessario proprio nelle fasi decisive delle operazioni di spegnimento.
Lo scontro con la prefetta
Durante la visita al posto di comando operativo di Albertacce, Vanni ha espresso il proprio malcontento direttamente alla prefetta dell’Alta Corsica, Véronique Deprez-Boudier.
La rappresentante dello Stato ha ricordato che la gestione dei Canadair non dipende dalla prefettura, ma dal comando nazionale della Sécurité civile, che assegna gli aerei in funzione delle emergenze presenti sull’intero territorio francese.
Per Vanni, invece, è proprio questo il limite del sistema.
«Siamo alla mercé delle decisioni prese a Parigi», ha affermato, sostenendo che una regione insulare e montuosa come la Corsica dovrebbe poter disporre di mezzi aerei stabilmente presenti durante tutta la stagione degli incendi.
Il sostegno della politica corsa
La polemica è stata rilanciata anche dal deputato corso Michel Castellani, che ha chiesto al Governo francese di rafforzare in modo permanente il dispositivo antincendio destinato all’isola.
Castellani ha sollecitato un incremento dei Canadair e degli altri mezzi aerei basati in Corsica durante l’estate, sostenendo che l’insularità, il territorio montuoso e l’aumento del rischio incendi dovuto ai cambiamenti climatici richiedano una pianificazione specifica e non una semplice ripartizione nazionale delle risorse. Ha inoltre invitato l’esecutivo a investire nel rinnovo e nel potenziamento della flotta della Sécurité civile, ritenuta sempre più sotto pressione durante le estati mediterranee.
Un dibattito che dura da anni
La richiesta di maggiori mezzi non è nuova. Le autorità corse sostengono da tempo che l’isola rappresenti un caso particolare: vaste aree montuose sono difficilmente raggiungibili via terra, i venti possono favorire una rapida propagazione delle fiamme e, durante l’estate, la popolazione cresce sensibilmente per l’afflusso turistico.
Per questo motivo amministratori locali e responsabili della protezione civile chiedono una presenza stabile di Canadair e altri velivoli sull’isola, senza dover dipendere esclusivamente dalle decisioni del centro di coordinamento nazionale.
Conclusa l’emergenza, lo stesso Vanni ha comunque precisato che le sue critiche non erano rivolte personalmente alla prefetta, ringraziandola per essersi attivata nel tentativo di ottenere ulteriori mezzi. Il dissenso, ha ribadito, riguarda il modello di gestione centralizzata della flotta antincendio, ritenuto non sempre adeguato alle esigenze operative della Corsica.
Fonte: France 3 Corse Via Stella
Andréa Meloni
Nato a Genova nel 1986, laureato in Scienze Geografiche nel 2013. Ha collaborato nel 2016 e 2017 con la Geo4Map (ex DeAgostini) di Novara, nel 2018 ha scritto alcuni articoli sul Secolo XIX. Insegna dal 2018 Geografia nelle scuole superiori a Genova, è socio dell'Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG) e abita nell'Appennino Ligure al confine tra Piemonte e Liguria. Ama anche la storia e ama la Corsica dal 2010 e ha visitato due volte l'isola.

