I sindaci di Corsica a Macron: priorità il lavoro e abbassare il costo della vita

Un centinaio di sindaci sui 365 dell’isola hanno partecipato oggi a Cozzano, Corsica del Sud, all’ultimo incontro del Grande dibattito nazionale, alla presenza del Presidente Emmanuel Macron che l’ha fortemente voluto.

Il grido di dolore dei sindaci, da nord a sud, è molto simile: “Da anni fronteggiamo da soli una situazione di povertà e disagio” ha detto la presidente dei sindaci della Corsica del Sud – “Cosa intende fare lo Stato in concreto per favorire l’accesso all’impiego e la diminuzione del costo dell vita?”.

Il tema del lavoro è stato quello più ricorrente, ma il dibattito, durato circa sei ore, ha toccato anche altri argomenti importanti per i rappresentanti dei paesi di Corsica, molti dei quali rurali: l’energia, l’agricoltura, l’urbanizzazione, il divario digitale, la fiscalità, la legge NOTRe, l’indice demografico, i criteri di investimento che sfavoriscono e spopolano i piccoli centri… Quest’ultimo punto è stato ribadito anche dal rappresentante dei primi cittadini dell’Alta Corsica, che ha sottolineato il circolo vizioso dei piccoli paesi, dove dopo lo spopolamento arriva la diminuzione dei servizi e delle risorse pubbliche che causa ulteriore fuga, soprattutto dei giovani.

Non solo lamentele e richieste di aiuto, però, ma invece anche proposte concrete. Marc Albertini, sindaco di Ghisoni, suggerisce una fiscalità specifica per l’isola, che possa valorizzare la sua posizione geografica: « une zona franca a favore di aziende e dettaglienti per spingerli a installarsi nell’entroterra e che faccia della Corsica una testa di ponte economica verso i porti e le economie del Mediterraneo. Questo ci renderebbe anche meno dipendenti dal turismo e dall’impiego statale. Potrebbe permetterci di offrire ai nostri bambini, ai nostri abitanti, ai nostri villaggi, un futuro economicamente più sicuro e stabile ».

Davanti a tutto questo, Macron ha dato poche risposte davvero concrete. Ha più che altro ricordato piani nazionali votati di recente, come il piano di rivitalizzazione delle zone rurali, citando proprio Cozzano come “esempio perfetto di un piccolo villaggio dove si concretizzano progetti”. Non ha risposto direttamente alle proposte, ma ha detto in modo generico di essere d’accordo col fatto che “le ineguaglianze naturali date dal territorio vadano compensate con investimenti specifici per creare uguali possibilità per tutte le regioni di Francia”. Non ha però mancato di sottolineare che “la Repubblica investe 1 miliardo di euro l’anno per compensare l’insularità còrsa”.

Il convitato di pietra di questa discussione però, è l’esecutivo Nazionalsta, che ha boicottato in massa l’incontro. Jean-Baptiste Luccioni, sindaco di Pietrosella, ha detto al Presidente Macron: « La vostra visita ha un forte valore simbolico in un’isola che ha le sue specificità, la sua storia, il suo status e, oso dire, il suo popolo. Tutti questi temi formano ciò che noi chiamiamo la Questione Còrsa. IO credo fermamente nel dialogo franco, senza tabou, alla discussione sincera e gli atti concreti. Lei però ha detto parole che sono un intralcio verso un cammino di pace. Io ho votato il PADDUC, la legge sulla residenza, la coufficialità, non rinnego nulla di tutto questo.  Voi dite di essere animato da uno spirito girondino, di essere aperto e disponibile, io auspico che ciascuno faccia la sua parte in questo cammino, perché l’unica politica che produce risultati è quella della mano tesa verso l’altro ».

« Non ho mai negato l’identià della Corsica, la sua particolarità … » risponde Macron, che ripercorre alcuni avvenimenti della storia dell’isola, divenendo un po’ esitante quando cita Edmond Simeoni e il fatti di Aléria. Il tono torna fermo e calmo quando affronta la questione dell’atteggiamento dei Nazionalisti, il cui atteggiamento di rifiuto definisce “triste”, accusati di “non essere chiari sulla denuncia dei crimini” dei cosiddetti prigionieri politici. Poi precisa: « La bellezza di questo cammino della Corsica è proprio il suo essere una sfida impegnativa: il riconoscimento delle identità in seno alla Repubblica».

Una sfida che in molti Paesi, dalla Spagna all’Italia, dalla Svizzera al Belgio, alla Germania, è stata da tempo affrontata e vinta, ma che per la Francia sembra essere una montagna insormontabile.


Fonte e immagini: CNI