Corsica, sospensione delle discussioni: una grande opportunità per tutti?

Gli anni passano e le situazioni si ripetono come se la Corsica si divertisse a sistemarsi su un palcoscenico teatrale per recitare la stessa commedia per quasi 50 anni. Da quando i regionalisti, mutati in autonomisti, frammentati in nazionalisti, hanno occupato il pavimento della politica, non hanno perso occasione in questo lungo periodo di trovare un pretesto per sospendere le discussioni avviate con un governo. E il rilascio dei prigionieri nazionalisti è stato quasi sempre la ragione. Nel 1981 Mitterand, grazie alla tradizionale legge di amnistia che accoglieva l’elezione di un nuovo presidente, aveva cancellato la lista di fronte alla richiesta dei clandestini di una tregua delle bombe. Seguirono altre discussioni punteggiate da richieste simili. Oggi siamo allo stesso punto. Il rifiuto della Corte d’Appello di rilasciare uno degli assassini del prefetto Erignac dopo 23 anni di carcere, sospende le discussioni con il ministro dell’Interno.

 

Ma la novità di questo episodio è che, con i nazionalisti, i partiti tradizionali così come la destra si aspettano, hanno detto in una dichiarazione, “una parola forte dello Stato”. Se i nazionalisti che non sono molto preoccupati per l’organizzazione dei poteri pubblichi francesi si permettono di ignorare la separazione dei poteri, i partiti repubblicani non possono ignorarlo e tuttavia si allineano con la posizione nazionalista. Anche se si può essere sorpresi dalla decisione della Corte d’Appello che ribalta quella del tribunale, a priori il Potere Esecutivo non ha alcun controllo sul Potere Giudiziario e il Ministro dell’Interno non può agire a favore della richiesta delle altre parti. Allora sorge la domanda. Dovremmo continuare a parlarci o entrare in una procedura di silenzio? Solo i separatisti di Corsica Libera scelgono di interrompere le discussioni fino a quando non fosse stata data soddisfazione alla richiesta di libertà dei prigionieri. Gli altri, tra cui i simeonisti, attendono e aspettano un gesto da parte del Governo. Un altro ancora!

Il Ministro Darmanin ha annullato, per il momento, la sua visita in Corsica e in questa fase sembra che il processo di discussione sia effettivamente sospeso per molto tempo. Dalla parte della maggioranza territoriale, si solleva lo spettro dei disordini guidati come qualche mese fà da giovani teppisti determinati, e armati di cocktail molotof distruttivi, che chiedevano chiarezza sul dramma di Yvan Colonna. Poche settimane prima delle elezioni presidenziali, il governo aveva capitolato rapidamente e proposto la possibilità di autonomia.

Ci si può pensare, tuttavia, se questa situazione può soddisfare tutte le parti e in particolare i simeonisti ? Erano comparsi davanti al Ministro portando grandi principi come il requisito della piena autonomia ma senza alcun progetto dettagliato in particolare economico.

Durante l’ultima discussione parigina, il ministro ha consigliato loro di non venire a mani vuote ma con un progetto. Mettere cosi ciascuno dei partecipanti di fronte alle proprie responsabilità. Il presidente Simeoni si è diffuso sulla stampa annunciando l’organizzazione di una grande consultazione, anche con le parti che non partecipano alle discussioni. Si sarebbe pensato che per decenni che hanno fatto bollire l’autonomia avrebbero avuto un progetto legato? Sembra di no. Ed è molto fastidioso per loro. Potrebbero così approfittare del tempo della sospensione per affinare un progetto che regge la strada? La fine della stagione turistica e la manna di miliardi che getta sulla Corsica potrebbe dare loro l’opportunità di dimostrare che la Corsica può anche mettere il suo vaso nelle escarcelle. Perché spesso ci chiediamo dove vada il suo reddito da turismo? come innervano l’economia dell’isola? quali benefici ne traggono i corsi?

Ma se da un lato si rischia di lasciare il tavolo delle discussioni, altri vogliono partecipare. I sindaci dell’isola, i sindacati e in particolare il nazionalista STC. Molto più persone potrebbero così riempire i salotti dei palazzi repubblicani parigini, tutti desiderosi di costruire una corsica nuova, ma probabilmente non tutti con lo stesso scopo. E questo il governo lo sà !

Pierre louis Alessandri

 

About Petru Luigi Alessandri

Giornalista radiofonico di RCFM, si occupa tra l'altro anche della trasmissione Mediterradio, che mette in contatto gli ascoltatori di Corsica, Sardegna, Sicilia, e occasionalmente Malta e altre terre mediterranee. Per Corsica Oggi scrive in lingua corsa o, in traduzione, in italiano.

View all posts by Petru Luigi Alessandri →