Il progetto di autonomia alla prova del Senato

L’approvazione del progetto di revisione costituzionale da parte dell’Assemblea nazionale segna un momento che fino a pochi anni fa sarebbe sembrato impensabile. Per oltre due secoli la Francia ha costruito la propria identità politica attorno all’idea di uno Stato fortemente centralizzato, nel quale tutti i territori sono soggetti alle stesse regole e alle stesse istituzioni. La Corsica ha rappresentato spesso un’eccezione culturale e politica, ma mai fino a oggi Parigi aveva accettato di riconoscerne formalmente la specificità all’interno della Costituzione.

Il testo approvato il 23 giugno dall’Assemblea nazionale è il progetto di legge costituzionale n. 2697 “per una Corsica autonoma all’interno della Repubblica”, presentato dal governo francese nell’aprile 2026. Non si tratta di una legge ordinaria ma di una revisione costituzionale, destinata quindi a modificare direttamente la legge fondamentale dello Stato.

Il progetto prevede l’introduzione di un nuovo articolo 72-5 nella Costituzione francese. Il nuovo articolo riconosce che la Corsica possiede caratteristiche proprie legate alla sua storia, alla sua cultura, alla sua lingua e alla sua condizione insulare e stabilisce che l’isola possa beneficiare di uno statuto di autonomia all’interno della Repubblica.

Sul piano pratico, la novità più importante riguarda la possibilità di attribuire alla Collettività di Corsica competenze specifiche e la facoltà di adattare determinate disposizioni legislative e regolamentari nazionali alle esigenze del territorio. Per uno Stato tradizionalmente centralista come la Francia si tratta di un cambiamento significativo. Tuttavia il testo non attribuisce all’isola un vero potere legislativo autonomo comparabile a quello delle comunità autonome spagnole o delle regioni italiane a statuto speciale. Sarà infatti il Parlamento francese a continuare a definire il quadro generale delle competenze e saranno successive leggi organiche e ordinarie a precisare l’effettiva portata dell’autonomia.

La riforma nasce da un lungo processo di dialogo tra il governo francese e gli eletti corsi, accelerato dopo la morte di Yvan Colonna nel 2022 e le tensioni che ne seguirono. L’obiettivo dichiarato da Parigi è quello di costruire un nuovo rapporto istituzionale con l’isola senza mettere in discussione l’unità della Repubblica.

Proprio questo equilibrio emerge chiaramente nel testo. L’autonomia dovrà infatti esercitarsi nel rispetto dell’indivisibilità della Repubblica, della sovranità nazionale, dell’uguaglianza tra i cittadini e degli impegni internazionali della Francia. Non vengono riconosciuti il popolo corso come soggetto giuridico distinto, la co-ufficialità della lingua corsa né uno status di residente destinato a limitare l’accesso al mercato immobiliare. Si tratta di tre richieste storiche del movimento nazionalista che continuano a essere escluse dalla posizione ufficiale dello Stato francese.

Il voto dell’Assemblea nazionale ha evidenziato profonde divisioni politiche. A favore della riforma si sono schierati il campo presidenziale di Emmanuel Macron, i socialisti, gli ecologisti, i comunisti e la maggioranza degli eletti corsi. Secondo i sostenitori, il progetto rappresenta il compromesso più avanzato mai raggiunto tra Parigi e l’isola e costituisce una risposta concreta alle richieste di maggiore responsabilizzazione delle istituzioni locali.

Anche tra i deputati corsi la maggioranza si è espressa a favore del testo. I rappresentanti autonomisti e nazionalisti hanno sostenuto la riforma, pur sottolineandone i limiti e la necessità di ulteriori sviluppi. Favorevole si è dichiarato anche Laurent Marcangeli, figura di primo piano del centrodestra corso e presidente del gruppo Horizons all’Assemblea nazionale. Più critica invece la posizione del deputato François-Xavier Ceccoli, esponente della destra repubblicana, che ha espresso forti riserve sull’ampiezza dei futuri poteri attribuiti all’isola.

Le opposizioni principali provengono infatti dalla destra francese, in particolare da Les Républicains e da una parte del Rassemblement National. I loro timori riguardano soprattutto il rischio che l’autonomia corsa possa creare un precedente per altri territori caratterizzati da una forte identità regionale, come la Bretagna, i Paesi Baschi francesi o l’Alsazia. Per i difensori del tradizionale modello repubblicano francese, concedere uno statuto speciale alla Corsica potrebbe aprire la strada a nuove rivendicazioni territoriali.

Paradossalmente, critiche arrivano anche da una parte del fronte nazionalista corso. Molti indipendentisti considerano infatti il progetto insufficiente. Secondo questa lettura, il riconoscimento costituzionale della specificità dell’isola rappresenta certamente un progresso, ma non affronta le questioni considerate essenziali per la sopravvivenza dell’identità corsa, a partire dalla tutela della lingua e dal controllo del territorio.

La partita, però, è tutt’altro che conclusa. L’approvazione dell’Assemblea nazionale costituisce soltanto la prima fase dell’iter costituzionale. Il testo dovrà ora essere esaminato dal Senato, dove la maggioranza di centrodestra e di destra appare decisamente più scettica. I senatori potranno approvare il progetto oppure modificarlo. In quest’ultimo caso il testo dovrà tornare all’Assemblea nazionale e inizierà una nuova fase di confronto tra le due camere.

Per una revisione costituzionale, infatti, Assemblea nazionale e Senato devono approvare esattamente lo stesso testo. Una volta raggiunto questo risultato, il Presidente della Repubblica potrà scegliere se sottoporre la riforma a referendum oppure convocare il Parlamento in seduta comune in Congresso a Versailles. L’ipotesi più probabile è proprio quella del Congresso, dove deputati e senatori voteranno insieme. Per l’approvazione definitiva sarà necessaria una maggioranza qualificata dei tre quinti dei voti espressi (circa 540 parlamentari su 925).

Per alcuni il progetto rappresenta l’inizio di una nuova fase nei rapporti con Parigi. Per altri resta un compromesso limitato, lontano dalle aspirazioni autonomiste dell’isola e rimane un’autonomia comunque limitata. In ogni caso, il voto del 23 giugno ha già segnato una svolta: la questione corsa è entrata ufficialmente nel dibattito costituzionale francese e il suo esito potrebbe ridefinire il rapporto tra la Repubblica e le regioni della stessa Francia metropoliatana.

Immagine Wikipedia

Andréa Meloni

Nato a Genova nel 1986, laureato in Scienze Geografiche nel 2013. Ha collaborato nel 2016 e 2017 con la Geo4Map (ex DeAgostini) di Novara, nel 2018 ha scritto alcuni articoli sul Secolo XIX. Insegna dal 2018 Geografia nelle scuole superiori a Genova, è socio dell'Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG) e abita nell'Appennino Ligure al confine tra Piemonte e Liguria. Ama anche la storia e ama la Corsica dal 2010 e ha visitato due volte l'isola.

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By Andrea Meloni

Nato a Genova nel 1986, laureato in Scienze Geografiche nel 2013. Ha collaborato nel 2016 e 2017 con la Geo4Map (ex DeAgostini) di Novara, nel 2018 ha scritto alcuni articoli sul Secolo XIX. Insegna dal 2018 Geografia nelle scuole superiori a Genova, è socio dell'Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG) e abita nell'Appennino Ligure al confine tra Piemonte e Liguria. Ama anche la storia e ama la Corsica dal 2010 e ha visitato due volte l'isola.

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