Core in Fronte si mobilita contro l’espansione e l’inquinamento della base militare di Solenzara

Alcuni membri del movimento “Core in Fronte” si sono riuniti, questo sabato 12 ottobre, davanti alla base di Solenzara. Essi denunciano il progetto di espansione della base militare su terreni richiesti dal comune per costruirvi alloggi destinati a chi compra casa per la prima volta.

“Core in Fronte” si mobilita per gli alloggi. Questo sabato 12 ottobre una quindicina di sostenitori del movimento nazionalista si sono radunati a Solenzara.

Essi denunciano il progetto d’espansione della base militare su terreni richiesti dal Comune  di Ventiseri per costruirvi alloggi destinati a chi compra casa per la prima volta.

Un’occasione per affrontare anche la «delocalizzazione del deposito di munizioni per mettere in sicurezza la popolazione» e «l’impatto ambientale della base», ha comunicato “Core in Fronte” in un tweet.

Le richieste di Core in Fronte sono:

  • la restituzione di terreni militari per creare degli alloggi per i Corsi;
  • la delocalizzazione del deposito di munizioni per mettere in sicurezza la popolazione;
  • l’impatto ambientale della base.

Se questa mobilitazione assume una dimensione molto politica, la problematica degli alloggi è ricorrente per i vari movimenti nazionalisti.

Infine il campo da tiro di Diana nel comune di Linguizzetta a 50 km dalla base in uso dal 1956 dove sono presenti proiettili, munizioni e bombe nel terreno e nel mare è una fonte di preoccupazione per Core in Fronte.

La base militare di Solenzara vicino alla costa del mar Tirreno

Articolo di Enrico Priarone

Fonte:  France 3 Corse Via Stella