Per collaborare con Malta Talamoni sceglie… la francofonia!

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Il presidente dell’Assemblea di Corsica Jean-Guy Talamoni, di recente in visita a Malta, ha reso noti i programmi allo studio per instaurare un nuovo rapporto tra la Corsica e l’arcipelago maltese, nell’ambito della politica di vicinato mediterranea intrapresa dalla CTC a guida nazionalista.

Uno dei perni di questa nuova collaborazione sarà lo scambio linguistico.

Malta e la Corsica hanno una grande storia linguistica in comune! Quale? Quella della lingua italiana, che in entrambe le isole fu per diversi secoli (almeno 4 a Malta e 5 in Corsica) l’unica lingua ufficiale, scritta, usata per l’istruzione,l’educazione, l’amministrazione, la giustizia, la letteratura, i riti religiosi della chiesa, il catechismo.  L’uso ufficiale dell’italiano fu abolito per motivi politici, dalla Francia in Corsica nel 1859 e dalla Gran Bretagna a Malta nel 1934. I Britannici avevano conquistato Malta nel 1800, dopo il fallimento del Regno Anglo-Corso del 1794, che li costrinse a cercare una nuova “base” strategica nel Mediterraneo dopo LanguagesOfmaltache la Francia si era impadronita della Corsica. Nella Malta britannica, l’italiano restò comunque ufficiale per 134 anni!

Oggi l’italiano è conosciuto a Malta dal 66% della popolazione e parlato dal 40%. Molto staccato, al 17%, c’è il francese. Ma proprio sugli studenti di francese maltesi la CTC vuole puntare, creando un programma di scambio con studenti còrsi che vadano a studiare l’inglese (conosciuto solo dall’88% dei maltesi) a Malta, e di maltesi che vengano in Corsica per migliorare il loro francese.

In tutto questo, naturalmente, non c’è nulla di male. Stupisce però che si ignori il passato linguistico comune tra le due isole… e anche il presente. Infatti l’intercomprensione pressocché totale tra italiano standard e lingua corsa potrebbe suggerire di tentare qualche esperimento linguistico che provi a usare il còrso come strumento di comunicazione con i maltesi che parlano italiano. La stessa lingua maltese, semitica, è stata fortemente influenzata dal siciliano e dall’italiano.

Non dimentichiamo che Malta partecipa una volta al mese, con un servizio in lingua italiana, alla trasmissione Mediterradio di RCFM/Rai, che usa l’italiano e il còrso contemporaneamente, in conversazioni miste. La radiotelevisione pubblica maltese fa anche parte della Comunità Radiotelevisiva Italofona.

Potrebbe valere la pena di tentare, accanto alle vie tradizionali, qualche strada innovativa che potrebbe far fare un salto di qualità alla dimensione identitaria e alle prospettive geopolitiche e culturali della Corsica.

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Immagine copertina: TheEconomist

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