Autonomia della Corsica: discussioni in stallo, “di comune accordo” dice Gilles Simeoni

By Guillaume Bereni Ott 7, 2022 #autonomia
Le Ministre de l'Interieur Gerald Darmanin repond a une interview du journal Corse Matin dans son bureau de la place Beauvau a la veille de son deplacement en Corse.

Nella continuazione delle discussioni iniziate quest’estate tra la delegazione còrsa e lo Stato, il Ministro dell’Interno era atteso sull’isola in questa fine di settimana. Tuttavia, il ministero ha annunciato che la delegazione governativa, composta tra l’altro da Gerald Darmanin e da Christophe Béchu (Ministro della transizione ecologica), ha scelto di posticipare la sua visita di un paio di settimane.

Il motivo evocato dal ministero degli affari interni in un comunicato stampa è che “le condizioni di un dibatto sereno con i sindaci, a proposito di questioni di politica pubblica come la gestione dei rifiuti o dell’acqua, non sussistono”. La decisione di rinviare quei dibatti, iscritti nel processo che deve definire a lungo termine un nuovo statuto politico per la Corsica, non è però solamente quella della delegazione governativa. Gilles Simeoni ha confermato il comunicato che sta evocando una decisione presa di comune accordo tra il Ministro dell’Interno e il Presidente dell’Esecutivo dell’Assemblea di Corsica.

Ma perché parlare dell’assenza di condizioni di un dibatto sereno? Il punto iniziale nasce con una decisione di giustizia, sfavorevole alla liberazione condizionale del detenuto Pierre Alessandri. L’uomo, condannato nel 2003 all’ergastolo per la sua partecipazione all’assassinio del Prefetto Erignac nel 1998, è liberabile da sei anni. Però, ogni volta che una prima decisione di giustizia è resa favorevole alla sua liberazione, il processo di appello l’annulla per motivo di “disturbo dell’ordine pubblico”.

Questo schema che si sta ripetendo da anni ha provocato la scorsa settimana la rabbia della maggioranza degli eletti dell’Assemblea di Corsica. In un comunicato comune, i presidenti dell’Assemblea della Corsica, dell’Esecutivo e dei gruppi politici hanno ribadito la necessità di un’azione dello Stato francese sulla questione dei prigionieri. Secondo loro, e come lo ha precisato il Presidente Simeoni, non è la liberazione di Pierre Alessandri che rappresenta un motivo di disturbo dell’ordine pubblico, ma proprio la scelta di mantenerlo in detenzione. “Spetta al Governo di ricreare in fretta le condizione di un dialogo calmato e di una confidenza reciproca” dice il comunicato di Presidenti, rammentando che la questione della verità sulla morte di Yvan Colonna rimane ugualmente centrale.

In tali condizioni, il processo politico per la Corsica è dunque in stallo. Ma Gilles Simeoni lo assicura, è solo un riporto e per nulla una cancellazione. Il futuro rimane tuttavia oscuro, Simeoni e gli altri chiedendo un atto sulla questione dei “prigionieri politici”, ciò che rappresenta un punto di blocco da parte dello Stato che – con fermezza – non riconosce la presenza di “prigionieri politici” sul territorio francese.

Ancora lunga è la strada da percorrere.

Fonte: Twitter, Corse Net Infos

Guillaume Bereni

Di Felce (Castagniccia), è padre di 3 bimbi e lavora sia nell'azienda agricola di famiglia, che produce farina di castagne, sia come redattore freelance, per noi e per altre testate, scrivendo in lingua corsa, francese e italiana.

By Guillaume Bereni

Di Felce (Castagniccia), è padre di 3 bimbi e lavora sia nell'azienda agricola di famiglia, che produce farina di castagne, sia come redattore freelance, per noi e per altre testate, scrivendo in lingua corsa, francese e italiana.

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