Lega Nord, dall’autonomismo locale al sovranismo nazionale

In questi giorni in Italia il quotidiano La Repubblica ha pubblicato un articolo che parla della Lega Nord, il partito di destra guidato da Matteo Salvini, che sta guadagnando di anno in anno sempre più consensi elettorali.

Salvini ha appoggiato apertamente Marine Le Pen non solo nella corsa alle Presidenziali ma anche al parlamento europeo, sposando le sue posizioni euroscettiche e sovraniste, favorevoli al ritorno di sovranità dall’Unione europea agli stati nazionali.

Ma il motivo per cui l’articolo di Repubblica ha fatto notizia, è che mostra un voltantino della Lega Lombarda (che nel 1990 unendosi alla Liga Veneta diede origine alla Lega Nord) in cui le posizioni su Le Pen (padre) e il Front National erano ben diverse da quelle di oggi:

La Lega Lombarda attaccava le posizioni centraliste di Le Pen, che “imbavagliava l’autonomia dei popoli francesi” come facevano all’epoca in Italia “i partiti di Roma”, i partiti nazionali contro i quali la Lega combatteva una battaglia per l’autonomia locale, il federalismo e, alcuni anni più tardi, la secessione dell’Italia del nord dal resto del paese per formare lo stato indipendente della Padania. Abbandonata l’idea della secessione, alcuni risultati in termini di passaggi di poteri dallo stato alle regioni furono comunque ottenuti, e il partito raggiunse la coalizione di governo.

La Lega era guidata allora da Umberto Bossi, che oggi è in aperta polemica con Salvini, che ha trasformato il partito in un movimento non più locale e territoriale ma nazionale. Un segno dei tempi che cambiano e del centralismo e la burocrazia che si sono forse spostati a un livello più alto, a Bruxelles. Certamente un cambiamento radicale, che la posizione rispetto al Front Natonal mette immediatamente in evidenza.