Il Comune presenta il bilancio delle misure introdotte nel 2023. Aumenta l’offerta di locazioni annuali e nella Cittadella calano i prezzi delle abitazioni. Simeoni: «Non vogliamo vietare gli Airbnb, ma trovare un equilibrio».
A due anni dall’avvio della politica di regolamentazione degli affitti turistici, il Comune di Bastia traccia un primo bilancio e rivendica risultati significativi. Secondo i dati presentati dall’amministrazione comunale, 233 abitazioni hanno lasciato il circuito degli affitti turistici per tornare disponibili sul mercato della locazione annuale, contribuendo ad ampliare l’offerta di case per i residenti.
Il sindaco Gilles Simeoni, intervenendo durante la presentazione del bilancio nella Cittadella, ha ribadito che l’obiettivo dell’amministrazione non è quello di contrastare il turismo o impedire ai proprietari di affittare i propri immobili ai visitatori, bensì di limitare gli effetti della crescita incontrollata delle locazioni brevi.
«Gli Airbnb rappresentano anche un’importante fonte di reddito per molte famiglie e costituiscono un elemento dell’offerta turistica cittadina», ha spiegato il primo cittadino. «Il nostro compito è però evitare che questo fenomeno provochi una riduzione delle abitazioni disponibili, un aumento dei prezzi e lo spopolamento dei quartieri storici».
Le regole introdotte
Le misure, entrate in vigore nel 2023 e successivamente rafforzate, prevedono l’obbligo di registrazione degli alloggi turistici, controlli più stringenti sul cambio di destinazione d’uso degli immobili e specifici vincoli per i proprietari che possiedono più appartamenti.
Tra le novità più significative figura anche il cosiddetto “status di residente”, che nelle zone interessate impedisce di destinare ad affitto turistico gli immobili acquistati da meno di cinque anni. Una misura che, secondo il Comune, mira a scoraggiare gli acquisti effettuati esclusivamente a fini speculativi.
Le disposizioni interessano l’area urbana compresa tra Toga e Saint-Joseph, dove si concentra circa il 70% degli alloggi turistici presenti a Bastia.
I numeri
Nel dettaglio, il Comune evidenzia che:
- 70 richieste di autorizzazione non sono state accolte;
- 14 abitazioni sono tornate a essere residenze principali;
- 149 proprietari hanno deciso di interrompere volontariamente l’attività di locazione turistica.
Nel complesso, questi interventi hanno consentito il ritorno di 233 immobili sul mercato degli affitti a lungo termine.
Parallelamente è cresciuta anche l’offerta di abitazioni disponibili per la locazione annuale: la media degli annunci è passata da 72 a 115 alloggi nell’arco di due anni.
Effetti sul mercato immobiliare
L’amministrazione comunale segnala inoltre alcuni primi effetti sul mercato immobiliare cittadino. Nel quartiere della Cittadella il prezzo medio delle abitazioni sarebbe diminuito di circa il 10%, passando da 3.440 euro al metro quadrato nel 2022 a 3.100 euro nel 2025.
Nel centro cittadino gli affitti hanno comunque continuato a crescere negli ultimi anni, anche se, secondo il Comune, la dinamica non sarebbe imputabile esclusivamente allo sviluppo delle locazioni turistiche.
Un modello osservato da altri comuni
L’esperienza di Bastia sta attirando l’attenzione anche al di fuori della Corsica. L’amministrazione riferisce di essere in contatto con numerosi comuni dell’isola e della Francia continentale interessati ad adottare strumenti analoghi per affrontare la crescente difficoltà di accesso alla casa nelle città a forte vocazione turistica.
Per il sindaco Simeoni la sfida resta quella di conciliare due esigenze fondamentali: sostenere un settore strategico come il turismo e, allo stesso tempo, garantire ai residenti un mercato immobiliare più accessibile e un’offerta abitativa stabile. Un equilibrio non semplice, ma che i primi dati presentati dal Comune sembrano indicare come possibile.
Fonte: Corse Net Infos
Immagine Wikipedia
Andréa Meloni
Nato a Genova nel 1986, laureato in Scienze Geografiche nel 2013. Ha collaborato nel 2016 e 2017 con la Geo4Map (ex DeAgostini) di Novara, nel 2018 ha scritto alcuni articoli sul Secolo XIX. Insegna dal 2018 Geografia nelle scuole superiori a Genova, è socio dell'Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG) e abita nell'Appennino Ligure al confine tra Piemonte e Liguria. Ama anche la storia e ama la Corsica dal 2010 e ha visitato due volte l'isola.

