Corsica da amare – Parte 11

Il locale si trovava alla cittadella di Calvi, nell’ insegna c’ era scritto: “Chez Tao” …Sii felice oggi perché domani sarà troppo tardi. Dopo aver letto questa frase che trovavo assolutamente vera, entrammo.

Il locale fu aperto nel 1935 da Tao Kerefoff, in un’ edificio del XVI secolo, che un tempo era la casa di Laurent Giubega, padrino di Napoleone Bonaparte. Fu la prima discoteca della Corsica e  grazie al lavoro di Tao, questo Club con piano bar e discoteca, è diventato un luogo unico frequentato oggi come allora dal jet set internazionale.

Laura e Adrien non erano ancora arrivati. Una cameriera ci indicò i tavolini riservati a Monsieur Orezza.

Non c’ era ancora molta gente e una band suonava musica internazionale. Uscendo sulla terrazza si intravedeva un fantastico colpo d’ occhio notturno sulla baia di Calvi.

<<Eccovi qui…wow che vista!>> Disse Laura che arrivò in quel momento, anche lei sorpresa dal panorama davanti a noi.

<<Allora com’ è andata?>> Chiesi incuriosita.

Barbara: <<Dove avete cenato?>>

Squillò il telefono di Laura.

Laura: <<E’ Cristina, mi ha chiesto indicazioni del locale, forse viene con Larse. Comunque, ragazze, tutto bene…poi vi racconto, entriamo dentro.>>

Il locale si era riempito, c’era gente al bancone del bar e anche i tavolini riservati da Adrien erano quasi tutti occupati da suoi amici e conoscenti. Una volta seduti facemmo le varie presentazioni e tra i presenti, c’era anche Akim, il marinaio Keniota, quello della moto ad acqua, che per poco finiva disperso insieme a Barbara.

Quasi non lo riconoscevamo in versione notturna, con la camicia bianca faceva ancora più contrasto con il suo bell’ incarnato color bronzo…sì proprio un bronzo di Riace. Akim approfittò subito della mia assenza, mentre ero alla toilette a sistemarmi il trucco, per occupare il mio posto vicino a Barbara.

Lei per niente dispiaciuta cominciò a parlare con lui, non curante minimamente di tutto quello che la circondasse.

Io e Laura la guardavamo e commentavamo tra di noi con battute spiritose.

La musica e l’atmosfera erano molto piacevoli. Sentì vibrare il mio cellulare: era Luca.

Risposi e per riuscire a parlare vista la musica alta e la gente, mi spostai fuori sulla terrazza.

Luca: <<Ciao Anna sei viva?>>

<<Io sì e anche tu immagino>> risposi con tono pacato…volevo vedere dove sarebbe arrivato

Luca: <<Ti diverti? Dalla musica che sento direi di sì>>

<<Abbastanza, ma lavoro pure. Tu invece?>>

Luca: <<Niente di che, lavoro tanto anch’ io, per il resto solita vita… ho visto qualche sera Stefano>>

<<Strano, mi è giunta voce che ti vedi con una>> dissi in tono ironico

Luca:<<Chi io? Chi ti ha detto una sciocchezza simile, magari mi hanno visto con un’amica>>

<<Conosco tutte le tue amiche…dalla descrizione non direi, comunque tranquillo, d’ altronde non è detto che uno debba riflettere da solo, magari in compagnia si riflette meglio>>

Luca: <<Vabbè se la metti così…non ti fidi di me allora>>

<<Mi fido di quello che ho visto in tutti questi anni, comunque sono in un locale, ti saluto e ti auguro una buona riflessione.>>

Chiusi la telefonata, non avevo voglia di discutere al telefono e non volevo rovinarmi la serata.

Rimasi qualche minuto a guardare il porto e la baia di Calvi illuminata dalle mille luci, che nella notte rendevano tutto alquanto suggestivo.

Pensavo a Luca, il nostro rapporto era fermo, non si andava da nessuna parte ed ero stufa di provare inutilmente a convincerlo per costruire un futuro insieme.

Mi sentivo frastornata dagli ultimi avvenimenti e mi venne in mente il film “Sliding doors” che raccontava una storia sul destino; forse se fossi rimasta a Stoccolma le cose sarebbero andate in maniera diversa. Vedendo un Kaj indifferente rispetto a quello che avevo conosciuto a Maiorca, appena intuì che c’era la presenza di un’ altra, feci le valigie, aprì la porta e me ne andai via per sempre.

Chissà invece… se quella porta non l’avessi aperta? O magari prima di aprirla avessi aspettato un po’ di tempo in più?

Una voce che mi chiamava mi distolse dai pensieri. Mi girai e vidi una persona che conoscevo bene.

<<Ciao Serge, anche tu qui? Ma sei fuori zona?>> Dissi scherzando e stupita di vederlo

<<Anna è da un po’ che ti osservo, ma non ero sicuro fossi tu, ti trovo in splendida forma>> si avvicinò per salutarmi.

Serge era il proprietario di un bellissimo hotel di Bonifacio, avevo previsto un incontro di lavoro con lui appena ci saremmo spostate nel sud dell’ isola.

Ero sorpresa e anche un po’ imbarazzata, perché lui era un uomo che mi aveva sempre affascinata; gli davo circa cinquantacinque anni, era un tipo che non si faceva notare, anche se era alto, con un bel fisico, almeno così sembrava da vestito, con capelli castani, un bel sorriso e due grandi occhi scuri. Mi piacevano i suoi modi pacati e gentili, aveva un tono rassicurante ed un atteggiamento professionale. Avevo già da tempo percepito di piacergli, ma era sempre rimasto al suo posto anche perché ci eravamo costantemente visti con altri miei colleghi.

Per questo rimasi molto stupita quando mi salutò così calorosamente e mi invitò al bar a bere. In effetti, ci eravamo frequentati esclusivamente per motivi professionali. Non sapevo molto della sua vita privata, tranne che avesse un figlio che faceva il direttore d’ hotel a Porto Vecchio.

Mi raccontò che era a Calvi perché stava trattando la ristrutturazione di un hotel della zona; oltre ad avere un albergo, aveva anche un’ impresa edile.

Parlammo per lo più di lavoro, fino a quando mi chiese se ero li sola o in compagnia.

L’atmosfera nella sala cambiò improvvisamente; il gruppo che suonava venne rimpiazzato da un Dj. Era consuetudine da “Chez Tao” alternare in prima serata musica da piano bar e da mezzanotte in poi discoteca anni 80 e 90. Da lì a poco misero i lenti, ormai non più di moda… un vero peccato… bravo Tao!

<<Vuoi ballare?>> mi chiese Serge timidamente.

Il mio imbarazzo persisteva, ma accettai. Cosa gli era capitato…sembrava molto meno cane di marmo di quando entravo nel suo ufficio e lo trovavo seduto alla scrivania, pronto a firmare il contratto con la mia Agenzia di viaggio.

Non mi ero accorta che nel frattempo erano arrivati nel locale anche il gruppo di svedesi. Cristina mi salutò da lontano, non aveva una bella faccia e stranamente Larse non era con lei.

Notai che Kaj mi continuava a guardare, pur essendo lì con Ulrika. Feci finta di non vederlo e continuai a ballare e a parlare con Serge.

Non mi dispiaceva questa vicinanza, aveva un buon profumo e mi teneva in maniera delicata. Era lì con due colleghi che nel frattempo si erano dispersi nella sala.

Finito il lento, mi propose di bere ancora qualcosa e ci sedemmo al bancone del bar.

Kaj con indifferenza controllava la situazione da lontano, e più guardava e più assumevo con Serge un atteggiamento disinvolto: ridevo, lo fissavo intensamente negli occhi e ad un certo punto gli presi la mano che era appoggiata al bancone del bar.

Seguivo Kaj con la coda dell’ occhio e notai di avere perennemente il suo sguardo puntato su di me: mi divertivo da morire. Vederlo un po’ rosicare era una goduria unica, quasi meglio di un massaggio Thailandese ai piedi.

Nel mentre arrivò Cristina trafelata e le presentai Serge.

<< Cri cosa succede, perché quella faccia? Dov’ è Larse?>>

<<Non mi dire niente, abbiamo litigato per una battuta che ho fatto al loro amico Peter. Lui si è ingelosito e mi ha detto di tutto>> Cristina era preoccupata e abbattuta

<<Mi sembra impossibile, avrà mica degli antenati siciliani?>>

In quel preciso istante vidi Barbara parlare con Akim, fuori in terrazza, con un bicchiere di vino in mano. Barbara era astemia, che cavolo stava combinando?

<<Scusate, torno subito, Serge ti lascio un attimo con Cristina>>

Serge:<< Tranquilla, Cristina ti posso offrire qualcosa da bere?>>

Andai di corsa a salvare la mia amica dal bel marinaio.

<<Barbara, cosa fai? Dammi quel bicchiere, sei astemia, vuoi stare male?>>

Barbara con un’espressione sognante: <<Ma no, è solo un goccio!>>

Le tolsi immediatamente il bicchiere dalle mani.

<<Dai Barbara vieni con me, andiamo dentro>> risposi in maniera perentoria

<<Non ti preoccupare, stiamo solo parlando>> replicò Akim scocciato.

Un vociare e dei rumori distolsero la mia attenzione; la gente entrava e usciva in terrazza borbottando qualcosa agli amici. Quando vidi un vero andirivieni decisi di entrare per capire che cosa stesse accadendo e Barbara venne con me.

Eravamo letteralmente sbalordite, davanti a noi una scena a dir poco raccapricciante.

Era successo che Larse, probabilmente mezzo alticcio, quando entrò nel locale e vide Cristina che beveva al bar con il malcapitato Serge, andò letteralmente su tutte le furie, al punto che gli sferrò un pugno in faccia.

E da lì si scatenò una vera e propria rissa. Mi sembrava di essere dentro ad un film western; mancavano solo Clint Eastwood e John Wayne. Cristina cercava inutilmente di fermare Larse, ma Serge di certo non le stava a prendere. Anche Kaj e gli altri svedesi tentarono di dividerli. Il caos assoluto fu quando i colleghi corsi di Serge , andarono ad aiutarlo…un vero incontro Svezia VS Corsica.

Avrei voluto fare qualcosa, ma forse la situazione sarebbe solo peggiorata, rischiando pure qualche cazzotto. Volavano pugni, calci, finirono a terra tavolini e bicchieri.

La musica si fermò, intervennero gli uomini della sicurezza e arrivò la polizia, che fece sgombrare il locale; portarono via Larse e Serge.

Quella notte io e Cristina, non riuscimmo a chiudere occhio. Avrei voluto chiamare Serge, ma non avevo il suo numero di cellulare e Cristina, furente per l’accaduto, si guardava bene dal chiamare Larse, del resto aveva avuto un comportamento intollerabile.

La mattina decisi di mandare un messaggio su whatsapp a Kaj, chiedendo che cosa fosse successo a Larse e Serge dopo che la polizia li aveva portati via. Dopo il mio messaggio, mi chiamò:

<<Ciao Anna. Hanno fatto qualche domanda ad entrambi, e vedendo Larse ubriaco, gli hanno dato una multa. Comunque il tuo amico ha minacciato di denunciare Larse>>

<<E lo credo bene, non ci si comporta così…ti rendi conto vero? Cristina ci è rimasta molto male e credo proprio che non lo voglia più rivedere>>

Kaj: <<Ascolta, non so cosa gli sia successo, non voglio giustificarlo, non l’ ho mai visto comportarsi in questo modo. Che dire, vedrai che proverà a chiamare Cristina per scusarsi>>

<<Mi spiace molto per Serge, è una bravissima persona…che figuraccia!>>

Kaj: <<Sì immagino…tra l’altro vi ho visti molto intimi ieri sera, chi è?>>

<<Smettila e poi non sono affari tuoi>> chiusi la telefonata con un pizzico di soddisfazione femminile… avevo centrato l’obbiettivo!

Provai a chiamare l’ hotel di proprietà di Serge, ma alla reception mi dissero che era fuori Bonifacio, chiesi allora il numero di cellulare, ma come avevo immaginato non me lo diedero. Lasciai il mio numero, raccomandando di richiamarmi al più presto.

<<Ciao Anna, sono Vivienne, allora domani posso confermare il trekking per te e le tue amiche?>> era la ragazza della società che si occupava di organizzare le escursioni per i gruppi. Mi ero completamente dimenticata del trekking al sentiero dei doganieri.

<<Ciao Vivienne, ma ti direi di sì, devo solo capire se vogliono aderire tutte. Non è faticoso vero?>>

<<Si tranquilla, facciamo solo una parte di percorso, come ti ho già detto, sarete in gruppo con altre persone>> mi rassicurò Vivienne.

Comunicai il tutto alle mie amiche, e come immaginavo…

<<No ragazze se c’ è troppo da camminare non me la sento>> ero certa della risposta di Laura

<<Ma non eri tu quella che voleva girare e vedere? Un trekking in Corsica è fondamentale per poter dire di avere visitato l’ Isola, e poi è un percorso facile adatto a tutti…giuro! Anzi, ho un’ idea migliore, andiamo a dormire la notte prima a Saint Florent, così siamo più vicini alla partenza del trekking…che ne dite?>>

Le ragazze nonostante un primo momento di esitazione, accettarono. Sapevo come convincerle; bastò accennare al pernottamento in un bellissimo hotel quattro stelle con piscina in riva al mare.

<<D’ accordo allora! Chiamo subito il proprietario dell’ albergo e avviso il mio capo del cambio di programma>> cambiare zona e allontanarci dai vichinghi, certamente ci avrebbe aiutato…almeno per quel che mi riguarda.

Salutammo Jean Francois e Jojo, lasciammo la regione della Balagna e partimmo per Saint Florent, nella regione del Nebbio.

<<Ecco, adesso attraverseremo il “Deserto des Agriates”, che si trova tra Ile Rousse e Saint Florent. Non immaginate un vero e proprio deserto, si tratta di una zona estremamente arida e disabitata, un tempo era il granaio della Corsica, chiamato infatti “ Deserto dei granai”. Vasti incendi colpirono questa zona nel passato, ed ora è una riserva naturale se non l’angolo più selvaggio dell’Isola.>>

Ci fermammo lungo la strada a scattare qualche foto, con falchi e poiane che ci volavano sopra la testa, un panorama assolutamente suggestivo, con il mare sullo sfondo. Prima di arrivare a Saint Florent, c’è una strada sterrata che conduce alla spiaggia della Saleccia. Da qui, si può organizzare un trasferimento in fuoristrada con l’ autista.

Infatti facemmo proprio così. Considerata la tortuosità del percorso, non era assolutamente consigliato intraprendere questo tratto di strada con l’ auto propria, a meno che non si disponesse di un mezzo adeguato.

Ed eccoci in questo piccolo angolo caraibico, sabbia bianca, acqua trasparente e natura incontaminata.

Il tempo di sistemare gli asciugamani ed eravamo tutte e quattro a mollo, non saremmo più uscite dall’ acqua. Le spiaggie di Saleccia come quella di Loto, si potevano raggiungere anche in battello da Saint Florent.

<<Vi assicuro che questa e altre spiagge che andremo a vedere, non hanno veramente nulla da invidiare a quelle dei Caraibi>>

Barbara: <<Anna, avevi ragione quest’ isola è bellissima, selvaggia e suggestiva>>

<<Pensare che c’ è ancora molto da vedere>> dissi orgogliosa dell’ isola che consideravo quasi la mia seconda casa

Laura: <<Confermo…mi devo ricredere! Mi ha appena messaggiato Adrien, vuol sapere dove ci troviamo. L’ altra sera ci siamo salutati molto velocemente dopo la rissa da Chez Tao. A parte la cena al ristorante, non siamo mai rimasti soli. Comunque mi piace moltissimo, ma non vorrei essere considerata soltanto l’ennesima avventura>>

Barbara: <<Sembra molto interessato e continua a cercarti>>

Cristina: <<Vacci cauta Lauretta…aspetta prima di cadere fra le sue braccia. Gli hai spiegato cosa è successo l’altra sera? Il motivo della rissa?>>

<<Non ho neanche avuto il tempo… meglio così!>> esclamò Laura sollevata.

Foto: OTI Calvi – Balagne (aut. settembre 2020)

Fulvia Ottonello

Grande appassionata di viaggi! Vive a Genova, da sempre lavora nel settore turistico, dove ha maturato diverse esperienze; dalla Hostess su navi da Crociera in America e Isole dei Caraibi a assistente turistica in Spagna a impiegata in agenzia di viaggio con mansione di vendita e programmazione. Oggi è responsabile di prodotto e contract manager per un Tour Operator genovese sulla destinazione Corsica, isola che conosce e ama da più di 15 anni e che considera la sua seconda casa.

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A proposito di Fulvia Ottonello

Grande appassionata di viaggi! Vive a Genova, da sempre lavora nel settore turistico, dove ha maturato diverse esperienze; dalla Hostess su navi da Crociera in America e Isole dei Caraibi a assistente turistica in Spagna a impiegata in agenzia di viaggio con mansione di vendita e programmazione. Oggi è responsabile di prodotto e contract manager per un Tour Operator genovese sulla destinazione Corsica, isola che conosce e ama da più di 15 anni e che considera la sua seconda casa.

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