Cambiamenti climatici: un ghiacciaio della Val d’Aosta scivola a valle di 40 cm al giorno

Corsica Oggi ha sostenuto simbolicamente la settimana di protesta e sensibilizzazione per la lotta contro i cambiamenti climatici, e dalla Valle d’Aosta, regione del nord Italia ai confini con la Francia, giungono in questi giorni notizie allarmanti. A breve potrebbe crollare una parte del ghiacciaio Planpincieux, sulle Grandes Jorasses, lungo il versante italiano del massiccio del Monte Bianco.

La massa a rischio collasso è di circa 250mila metri cubi. A dare l’allarme sono state le strutture tecniche della Regione Valle d’Aosta e della Fondazione Montagna sicura, registrando un’accelerazione del movimento che ha raggiunto la velocità di 40-50 centimetri al giorno. Il comune di Courmayeur con un’ordinanza del sindaco, Stefano Miserocchi, ha disposto la chiusura della strada comunale della Val Ferret. Il sindaco ha convocato per oggi, alle 17.45, in municipio, una riunione con i proprietari, i residenti e gli esercenti della Val Ferret.

Impossibile prevedere l’esatto momento del crollo. L’analisi dei dati di movimento correlati ad altre osservazioni della massa glaciale del Planpincieux hanno evidenziato, da quanto riportato dalle Strutture regionali e da Fondazione Montagna Sicura, un potenziale pericolo di crollo, senza tuttavia poterne prevedere da un punto di vista temporale l’esatto momento, di un volume stimabile in massimi 250.000 metri cubi. In questa situazione, spiegano dal Comune, non si ha a disposizione un vero sistema di monitoraggio tale da consentire l’attivazione di preallarmi o allarmi al superamento di soglie definite. La montagna è sempre più vulnerabile a causa del cambiamento climatico “Tali fenomeni testimoniano ancora una volta come la montagna sia in una fase di forte cambiamento dovuto ai fattori climatici, pertanto è particolarmente vulnerabile”, spiega il sindaco di Courmayeur. Il ghiacciaio Planpincieux è oggetto di studi sperimentali fin dal 2013 da parte della Fondazione Montagna sicura in collaborazione con il Geohazard Monitoring Group del CNR-IRPI di Torino, centro di competenza nazionale, allo scopo di studiare i crolli di ghiaccio che avvengono con frequenza dalla fronte glaciale. Nella stessa zona, un altro ghiacciaio, il Whymper, è sotto osservazione perché ci si attende un imminente cedimento del seracco terminale. Anche in questo caso il sindaco ha emanato a inizio settembre un’ordinanza con cui ha disposto la chiusura dei sentieri sottostanti.

Ipcc: scioglimento ghiacciai destinato a crescere “La perdita globale dei ghiacciai, la fusione del permafrost e il declino nella copertura della neve e nella estensione dei ghiacci artici sono destinati a continuare,a causa dell’aumento della temperatura dell’aria in superficie,con inevitabili conseguenze per straripamenti di fiumi e rischi locali. La grandezza di questi cambiamenti della criosfera è destinata ad aumentare ulteriormente nella seconda metà del 21/o secolo”. Lo scrive l’Ipcc, il comitato scientifico dell’Onu, nel rapporto su oceani e ghiacci.