Corsica del Sud in allerta siccità: scattano le restrizioni sull’uso dell’acqua fino al 31 ottobre

La Corsica del Sud entra ufficialmente in stato di allerta siccità. Con un decreto firmato il 3 luglio 2026, il prefetto Eric Jalon ha disposto il passaggio dell’intero dipartimento dal livello di vigilanza al livello di allerta, introducendo una serie di restrizioni obbligatorie sull’utilizzo dell’acqua. Il provvedimento resterà in vigore almeno fino al 31 ottobre, ma potrà essere modificato o irrigidito qualora la situazione idrica dovesse peggiorare ulteriormente.

La decisione arriva al termine di una primavera eccezionalmente difficile sotto il profilo climatico. Secondo quanto riportato nel decreto prefettizio, la primavera 2026 è stata la terza più secca registrata dal 2000, oltre a essere la più calda dall’inizio delle rilevazioni meteorologiche. Il mese di giugno ha fatto segnare un dato particolarmente allarmante: è caduto appena il 20% delle precipitazioni normalmente attese, mentre le previsioni stagionali indicano il proseguimento di condizioni molto calde e con scarse piogge.

Gli effetti della siccità sono ormai evidenti in tutto il territorio. I terreni presentano livelli di aridità eccezionali, soprattutto lungo la costa occidentale, nell’estremo sud dell’isola e nell’area di Porto-Vecchio. Numerosi corsi d’acqua hanno raggiunto livelli di magra molto severi e alcuni risultano già completamente asciutti. Anche la falda alluvionale del Baracci ha raggiunto la soglia di allerta, mentre il consumo di acqua potabile è aumentato del 24% rispetto alla media dello stesso periodo dell’anno, un incremento favorito anche dall’arrivo della stagione turistica e dall’aumento della popolazione presente sull’isola. Le autorità francesi sottolineano che, senza un’immediata riduzione dei consumi, il rischio è quello di compromettere la disponibilità di acqua per gli usi essenziali e di aggravare ulteriormente lo stato degli ecosistemi acquatici.

Per questo motivo il Prefetto ha disposto una serie di misure obbligatorie che coinvolgono cittadini, imprese, agricoltori ed enti pubblici. Sarà vietato irrigare orti, giardini, prati, aiuole, alberature, spazi verdi, impianti sportivi e ippodromi tra le 11 e le 18, ossia nelle ore di maggiore evaporazione. Nei campi da golf l’irrigazione sarà invece consentita soltanto nelle fasce orarie autorizzate e con una riduzione dei consumi compresa tra il 15% e il 30%.

Entrano inoltre in vigore limitazioni per gli usi ricreativi dell’acqua: sarà vietato riempire o svuotare le piscine private, salvo alcune eccezioni previste dalla normativa, mentre il lavaggio delle automobili sarà consentito esclusivamente negli impianti dotati di sistemi di riciclo dell’acqua o ad alta pressione. Sarà invece vietato il lavaggio domestico dei veicoli e delle imbarcazioni con acqua dolce. Il decreto dispone inoltre il divieto di pulire facciate, tetti, marciapiedi e altre superfici impermeabili, salvo esigenze di sicurezza o interventi effettuati da imprese specializzate o enti pubblici. Dovranno inoltre essere spente le fontane ornamentali a circuito aperto, salvo comprovate impossibilità tecniche.

Anche il settore agricolo sarà chiamato a contribuire al risparmio idrico. L’irrigazione per aspersione sarà vietata nelle ore centrali della giornata, mentre resterà consentita l’irrigazione localizzata, come quella a goccia, ritenuta molto più efficiente dal punto di vista dei consumi. Saranno inoltre vietati il riempimento e lo svuotamento dei laghetti artificiali, salvo specifiche autorizzazioni, mentre le industrie soggette ad autorizzazione ambientale dovranno rinviare tutte le attività non indispensabili che comportano un elevato utilizzo di acqua o la produzione di acque reflue.

Restano invece esclusi dalle limitazioni tutti gli usi considerati prioritari. Non subiranno restrizioni l’approvvigionamento di acqua potabile, i servizi sanitari, la sicurezza civile, l’abbeveraggio degli animali, gli allevamenti, l’utilizzo di acqua piovana recuperata e il riuso delle acque reflue depurate. Il decreto prevede inoltre che i sindaci possano adottare ordinanze ancora più restrittive qualora particolari aree del territorio dovessero registrare un ulteriore peggioramento della situazione.

L’allerta rappresenta il secondo livello del sistema francese di gestione della siccità, dopo la semplice vigilanza e prima dell’allerta rafforzata e della crisi, fase nella quale vengono introdotte limitazioni molto più severe anche per le attività economiche. Le autorità invitano pertanto residenti e turisti a limitare ogni consumo non essenziale e ad adottare comportamenti responsabili, nella consapevolezza che la scarsità d’acqua sta diventando una delle principali sfide ambientali del Mediterraneo. Se le alte temperature e la mancanza di precipitazioni dovessero proseguire anche nelle prossime settimane, la Corsica del Sud potrebbe essere costretta a innalzare ulteriormente il livello di emergenza.

 

Fonte: Comunicato stampa prefetto Corsica del Sud

Andréa Meloni

Nato a Genova nel 1986, laureato in Scienze Geografiche nel 2013. Ha collaborato nel 2016 e 2017 con la Geo4Map (ex DeAgostini) di Novara, nel 2018 ha scritto alcuni articoli sul Secolo XIX. Insegna dal 2018 Geografia nelle scuole superiori a Genova, è socio dell'Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG) e abita nell'Appennino Ligure al confine tra Piemonte e Liguria. Ama anche la storia e ama la Corsica dal 2010 e ha visitato due volte l'isola.

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By Andrea Meloni

Nato a Genova nel 1986, laureato in Scienze Geografiche nel 2013. Ha collaborato nel 2016 e 2017 con la Geo4Map (ex DeAgostini) di Novara, nel 2018 ha scritto alcuni articoli sul Secolo XIX. Insegna dal 2018 Geografia nelle scuole superiori a Genova, è socio dell'Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG) e abita nell'Appennino Ligure al confine tra Piemonte e Liguria. Ama anche la storia e ama la Corsica dal 2010 e ha visitato due volte l'isola.

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