“A San Ghjisè” a Bastia: al di là di una semplice festa

Questo mese di marzo è segnato da una delle più importanti feste di Bastia: “A San Ghjisè”.
Ogni anno moltissime persone si riuniscono davanti alla chiesa per festeggiare e pregare, ma anche per assaggiare i famosi panzarotti.
Il quartiere Saint Joseph si trova al sud di Bastia, è riconosciuto per essere particolarmente pittoresco con le sue case dai tetti di ardesia, la sua atmosfera, e soprattutto per la sua chiesa edificata. I Bastiacci dimostrano una devozione particolare a questo Santo che è onorato anche per il suo ruolo di protettore della famiglia.
Per saperne di più sulla festa di San Ghjisè ho avuto la possibilità di intervistare uno dei membri dell’arciconfraternita il signore José Gandolfi abitante del quartiere.

La ringrazio per il tempo che ci dedica, in primo luogo ci può parlare del quartiere che accoglie la festa di San Ghjisè?
Bisogna sapere prima di tutto che il quartiere è costruito intorno alla chiesa dedicata a San Giuseppe trae il suo nome. Da sempre i festeggiamenti dedicati al suo Santo protettore hanno sempre avuto importanza. In questo periodo che siamo religiosi o meno i festeggiamenti del 19 marzo sono sempre stati molto importanti per la vita del quartiere. Il profondo legame degli abitanti del quartiere porta alla venerazione del loro Santo e del loro quartiere ciò che rivela tutta la sua importanza quel giorno. Questo è probabilmente dovuto al fatto che la presenza di un oratorio dedicato a San Giuseppe è il risultato di una fortissima volontà popolare.Peraltro oggi confinato a un semplice via, via San Giuseppe. Dai tempi antichi un vero e proprio sobborgo ciò che significa una città nella città. Nel corso della giornata migliaia di persone vagano per strada alla ricerca dei migliori panzarotti, specialità della San Giuseppe (sono delle frittelle a base di farina di ceci), fiadone (dolce a base di brocciu), vino, e moscato, perpetuando la tradizione di questa giornata di San Giuseppe

Chi si occupa dell’organizzazione della festa?
Questi festeggiamenti sono totalmente gestiti e organizzati dall’arciconfraternita di San Giuseppe. Tuttavia va anche notato che tutti gli abitanti membri o non della confraternita, si impegnano nell’organizzazione della festa.

Qual è dunque il ruolo della confraternita di San Giuseppe?
Inoltre il fatto di organizzare le attività della San Giuseppe, di mantenere l’oratorio San Giuseppe cui è proprietaria l’arciconfraternita vuole essere un legame sociale tra gli abitanti del quartiere. Il suo incarico non si ferma alle porte della chiesa ma si deve di prendere in considerazione i problemi sociali che colpisce sempre più persone. L’arciconfraternita di San Giuseppe quando è possibile porta la sua assistenza alle persone bisognose e dolorose. Essere membro della confraternita è prima di tutto imparare a vivere insieme perché la confraternita è un modello di organizzazione sociale ed è anche prendere in considerazione i bisogni della società.

Da quando la festa e la chiesa esistono?
Dopo molte disavventure dovute a dei problemi di costruzione e a problemi politici (rivoluzione francese), quest’oratorio dedicato ai servitori di Maria fu grazie alla volontà degli abitanti del quartiere ricomprato e consegnato all’arciconfraternita di San Giuseppe che porta il suo nome. All’inizio della sua costruzione attorno al 1633 è stato trasformato in convento, in granaio, in stalla, per essere finalmente restaurato e diventato il magnifico oratorio che oggi conosciamo, riprese il suo vero posto e la sua importanza per gli abitanti del quartiere e di Bastia di cui San Giuseppe è il Santo protettore. Attraverso i secoli la lista dei donatori che hanno tenuto a partecipare a questo restauro è molto importante. Ciò dimostra il fervore che anima un gran numero di abitanti di Bastia.

Come diventare membro dell’arciconfraternita?
Storicamente ogni abitante del quartiere poteva pretendere fare parte dell’arciconfraternita e indossare il suo abito blu. E questo dal fatto che erano gli eredi degli abitanti che avevano permesso l’acquisizione dell’edificio. Comunque dovevano piegarsi e conformarsi ad un certo funzionamento. Da una trentina d’anni la confraternita ha dovuto far fronte a una penuria di nativi del quartiere « San ghjisippani » e aprire le sue porte a chiunque lo desiderava. Un anno di noviziato è chiesto a tutti prima di diventare membro della confraternita. La confraternita è gestita come un’associazione di legge 1901, guidata amministrativemente da un presidente e un consiglio. Ogni anno un priore è nominato, questo titolo non è soltanto onorifico, ma fa di lui durante l’anno un’ufficialità, e la sua parola sarà predominante per ogni decisione nel corso dell’anno, questo fino al 19 marzo successivo in cui un nuovo priore prenderà il suo posto.

Allora essere membro della confraternita esercita delle costrizioni?
Essere membro della confraternita apre dei diritti ma soprattutto dei doveri, anche al di là della manutenzione permanente dell’edificio i confraterni devono essere presenti alle cerimonie a San Giuseppe, ma anche al momento della via crucis del periodo di Pasqua, durante le celebrazioni dell’otto settembre “A Madonna di Ficaghjola”, ma anche per le celebrazioni della Vergine Maria nella cattedrale di Santa Maria. Spetterà ai membri dell’arciconfraternita di accompagnare pure le famiglie del defunto nella loro sofferenza. Al livello sociale dovrà prendere delle iniziative per contribuire a venire in aiuto alle persone bisognose.

Ci puoi parlare dello svolgimento della festa?
Il culmine è ovviamente il 19 marzo, ma bisogna sapere che le novene cioè la messa della celebrazione di San Giuseppe inizia la sera del 10 marzo. A partire dal 17 marzo la via diventa pedonale e i giostrai con le loro bancarelle di dolcetti occupano tutto il quartiere. Aree ristoro sono ugualmente installate, dove i panzarotti, i fiadoni, e frappe fanno la goia di tutti. Il 19 la messa comincia alle sette di mattina e la granda messa alle 10 e mezza. Questa messa è generalmente celebrata dalle maggiori autorità del clero, vescovo, dei cardinali, del Nunzio apolistico che ci fanno l’onore di essere presente. Il pomeriggio una processione porterà la statua di San Giuseppe attraverso tutto il quartiere fino alla cattedrale Santa Maria. Questa processione attira abitualmente più di una centinaia di fedeli.

Ma allora perché la presenza ogni anno di un membro importante del clero?
Soprattutto perché San Giuseppe è il Santo patrono della città di Bastia ma anche della chiesa universale. Poi perché San Giuseppe è senz’altro il luogo che ha saputo conservare le più anziane tradizioni di celebrazioni, sia a livello religioso che profane e poi abbiamo la pretenziosità alla confraternita di pensare che la reputazione della festa di San Ghjisè è conosciuta anche all’estero. Perché è vero che da anni abbiamo visto a San Giuseppe 6 cardinali, 3 Nunzi apolistici e un gran numero di sostegni della chiesa di Roma. Anche quest’anno avremo la fortuna di accogliere Monsignore Sanguinetti vescovo della Sardegna che accompagnerà evidentemente il vescovo Oliver de Germay vescovo della Corsica. Da notare anche la presenza ogni anno delle più grandi istanze politiche dell’isola.

Avete un rapporto con altre confraternita? anche straniere?
È spesso rimproverato alle confraternita corse di non essere sufficientemente unite, non è affatto così. Infatti prossimamente un evento importante lo dimostrerà. Quel che sia la specificità di ogni confraternita attraverso la Corsica è senza dubbio una grande ricchezza e nessuno non tiene ad uniformarle. Le numerose sollecitazioni che la confraternita di San Giuseppe riceve nel corso degli anni vengono a dimostrare i legami stretti che uniscono le confraternita di Corsica. Abbiamo anche da poco creato stretti legami (gemellaggio) con la confraternita del Trastevere a Roma dove siamo presenti ogni anno per la celebrazione della Vergine “FIiumarole” e i nostri omologhi italiani ci fanno l’onore di essere presenti per la San Giuseppe.

Per finire, per te che cosa rappresenta la San Giuseppe e il fatto di essere membro dell’arciconfraternita?
Per quanto mi riguarda nativo del quartiere di San Giuseppe da parecchie generazioni essere presente alla confraternita per me è un andamento assolutamente “normale”. Questo attaccamento profondo al mio quartiere quello dei miei antenati poteva solo portarmi ad impegnarmi nella confraternita. Ovviamente la fede Cristiana mi ha aiutato e mi aiuta a riempire adeguamente il mio ruolo di membro della confraternita. Ogni 19 marzo per me è un momento solenne pieno di ricordi di momenti felici.

Grazie al signor Gandolfi per il tempo dedicato. Possiamo dunque dire che il 19 marzo si iscrive incontestabilmente alla volta nel patrimonio culturale e religioso della città di Bastia ma anche di tutta la Corsica.

Don Joseph Luccisano

Luccisano Don Joseph è uno studente in terzo anno d'italiano all'Università di Corsica e nella vita ama giocare e guardare le partite di calcio.

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