249 anni fa, la battaglia di Ponte Nuovo consegnava l’isola ai francesi

Oggi ricorre il 249° anniversario della battaglia perduta dal generale Pasquale Paoli e che segna ufficialmente la fine del breve periodo della Repubblica Corsa indipendente, dal 1755 al 1769, appunto. Le truppe paoline si opposero a quelle di Luigi XV, su questo ponte di costruzione genovese che attraversava il Golo, Ponte Nuovo, in lingua corsa Ponte Novu.

Le truppe francesi, sbarcate a Bastia, seguirono l’attuale strada N193 con l’obiettivo di raggiungere Corte, capitale della Repubblica Corsa e centro nevralgico del potere.

L’idea del generale Paoli era quella di bloccarli nel momento in cui dovevano attraversare il fiume Golo, attraversando appunto la strettoia del Ponte Nuovo. Paoli dunque stabilì il quartier generale a Rostino, e piazzò un ingente numero di truppe su entrambi i lati del ponte, per decimare le truppe nemiche all’arrivo e impedire che si ammassassero prima del ponte.

La ricostruzione della dinamica della battaglia non è chiara, ci sono diverse versioni, ma un elemento in comune è che le truppe che avrebbero dovuto reggere per prime l’impatto con i Francesi, rincularono sotto la loro spinta e cercarono di attraversare il ponte. Dall’altra riva i mercenari prussiani assoldati da Paoli per dare man forte alle truppe Corse, per ragioni non chiare, continuarono a sparare, e così molti soldati Corsi morirono sotto il fuoco incrociato.

Centinaia di soldati morirono nello scontro, i Corsi furono sconfitti, la Francia prese ufficialmente possesso dell’isola, ceduta dalla Repubblica di Genova nel 1768, e Paoli fu costretto all’esilio in Inghilterra.

Il ponte venne distrutto durante la seconda guerra mondiale, ma ciò che en rimane rappresenta ancora oggi un simbolo per molti Corsi. L’associazione “Ricordu di Ponte Novu”, che raccoglie una quarantina di membri che vogliono perpetuare il ricordo di questo avvenimento storico, dal 2014 commemorano l’8 maggio con varie iniziative.