1° maggio in Corsica: Un appello a combattere il progetto del Governo

By Petru Luigi Alessandri Mag 3, 2026

In Francia si sono svolti quasi 350 manifestazioni per celebrare l’80º anniversario del Primo Maggio. Fu infatti il 26 aprile 1946 che il governo dichiarò ufficialmente il 1° maggio come giorno non lavorativo e fu nel 1948 che divenne un giorno di riposo retribuito.

In Corsica, a Bastia, la manifestazione convocata dai sindacati CGT e FO iniziò al Palazzo di Giustizia e terminò davanti al monumento della resistenza di fronte al municipio. I sindacati volevano dimostrare così che quel giorno “non era una giornata di festa del lavoro ma una giornata di lotta.” Il piano del Governo di permettere a determinate categorie di mestieri di poter lavorare in questo giorno (fornetti, fioristi, alimenti, ecc.) ha suscitato un vento di disapprovazione da parte di tutti i sindacati. La legge del 1946 consente l’apertura dei negozi, ma far lavorare i dipendenti è punibile con una multa di 750 euro per lavoratore, al capo. Il 1° maggio è diventato una giornata internazionale dei lavoratori. La storia della lotta del Primo Maggio iniziò negli Stati Uniti nel 1886, quando i lavoratori di Chicago manifestarono per i tre 8 (8 ore di lavoro, 8 ore di sonno e 8 ore di tempo libero). In questo giorno, sfilano con un triangolo rosso appeso alle bottonine, che simboleggia le loro richieste. La manifestazione si concluse con morti. Cinque anni dopo, il 1° maggio 1891, in Francia, nella città di Fourmies, una città mineraria a nord, i lavoratori manifestarono per ottenere la giornata lavorativa di 8 ore. A capo della processione cammina l’organizzatrice, Marie Blondeau, con le braccia piene di fiori per mostrare lo scopo pacifico della manifestazione. Cadde sotto i primi proiettili sparati dall’esercito insieme ad altri 9 suoi compagni, inclusi due bambini. Una tragedia che commosse tutta la Francia e scosse la giovane nascente terza repubblica. Georges Clemenceau salì al podio dell’Assemblea Nazionale per chiedere (senza ottenerla) in un vivace discorso l’amnistia degli organizzatori della manifestazione. Fu solo nel 1919 che si ottenne la giornata di 8 ore, cioè 48 ore a settimana. Il governo di sinistra del Fronte Popolare nel 1936 concesse la settimana di 40 ore e i dipendenti dovettero aspettare quella del socialista Lionel Jospin nel 2000 per beneficiare della settimana di 35 ore con una quinta settimana di congedo retribuito.

Un patrimonio che deve essere preservato

Questa storia mostra tutto il simbolismo del Primo Maggio in Francia. “Non si tratta,” dicono i sindacati e i partiti di sinistra, “di rendere il riposo in questo giorno flessibile per certe professioni, ma di rispettare l’eredità dei successi ottenuti da chi ha dato la vita come Marie Blondeau.” È dunque, come possiamo vedere, un giorno che porta con sé un simbolo forte. Il progetto del Governo è quindi visto come un tentativo di deviare dalla legge del 1946 e di smantellare i progressi ottenuti durante la lotta.

I sindacati hanno fatto di questo 1° maggio una giornata di lotta e resistenza, e il discorso del segretario generale della CGT dell’Alta Corsa davanti al monumento della resistenza a Bastia invitò i “lavoratori a difendere i loro successi. Inviò un messaggio di solidarietà a tutti i lavoratori che oggi soffrono le bombe dei paesi per i quali la guerra non è una liberazione per i popoli ma una sottomissione ai loro interessi politici. “Gli edifici che crollano sotto le bombe sono quelli dei lavoratori, le fabbriche bombardate, le popolazioni sfollate raggiungono la classe operaia,” disse Charles Casabianca. La manifestazione si concluse con un omaggio ai combattenti della resistenza corsa che lottarono contro il fascismo italiano e il nazismo .

Francis Riolacci “Il 1° maggio è un giorno di lotta”

L’ex vicesindaco di Bastia con il comune di sinistra, membro della direzione dell’Alta Corsa del Partito Comunista e capo della sezione CGT dei pensionati, Francis Riolacci, che stava manifestando a Bastia, ha ricordato il significato del giorno del 1° maggio.

Petru Luigi Alessandri

Giornalista radiofonico di RCFM, si occupa tra l'altro anche della trasmissione Mediterradio, che mette in contatto gli ascoltatori di Corsica, Sardegna, Sicilia, e occasionalmente Malta e altre terre mediterranee. Per Corsica Oggi scrive in lingua corsa o, in traduzione, in italiano.

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Giornalista radiofonico di RCFM, si occupa tra l'altro anche della trasmissione Mediterradio, che mette in contatto gli ascoltatori di Corsica, Sardegna, Sicilia, e occasionalmente Malta e altre terre mediterranee. Per Corsica Oggi scrive in lingua corsa o, in traduzione, in italiano.

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