Pasquale Paoli ispirò la Costituzione degli Stati Uniti? Lo storico dibattito si riaccende

Nel 250° anniversario dell’indipedenza degli Stati Uniti, lo Smithsonian riporta l’attenzione sulla figura del generale corso. Non esistono prove di un’influenza diretta sulla Costituzione americana, ma la Repubblica di Corsica rappresentò uno dei modelli politici più avanzati del Settecento e contribuì a diffondere gli ideali di libertà che animarono anche la Rivoluzione americana.

Il 4 luglio 1776 è una delle date simbolo della storia mondiale. Con la Dichiarazione d’Indipendenza, le tredici colonie britanniche diedero vita agli Stati Uniti d’America, ponendo le basi di una nuova democrazia fondata sui principi di libertà, rappresentanza e autodeterminazione.

Ma quelle idee nacquero esclusivamente oltreoceano? Secondo un recente approfondimento pubblicato dallo Smithsonian Magazine, la risposta è più complessa. Tra le esperienze politiche che contribuirono a diffondere gli ideali della Rivoluzione americana vi fu anche quella della Repubblica Corsa guidata da Pasquale Paoli, uno dei protagonisti dell’Illuminismo europeo.

Vent’anni prima degli Stati Uniti

Nel 1755, oltre due decenni prima della Dichiarazione d’Indipendenza americana, Pasquale Paoli proclamò l’indipendenza della Corsica dalla Repubblica di Genova e diede vita a uno Stato che molti storici considerano uno dei più avanzati esperimenti costituzionali del XVIII secolo.

La Repubblica Corsa si dotò di una Costituzione scritta, istituì un governo rappresentativo, organizzò un’amministrazione moderna e fondò nel 1765 l’Università di Corte. Al centro del progetto politico vi erano principi destinati a segnare la storia delle democrazie moderne: sovranità popolare, separazione dei poteri, tutela delle libertà civili e responsabilità del governo nei confronti dei cittadini.

Per questo motivo Paoli viene spesso ricordato come uno dei grandi protagonisti dell’Illuminismo europeo.

L’eco della rivoluzione corsa attraversò l’Atlantico

La fama del generale corso superò rapidamente i confini dell’isola.

Determinante fu il viaggio dello scrittore scozzese James Boswell, che nel 1765 incontrò personalmente Paoli e, tre anni dopo, pubblicò il volume An Account of Corsica. Il libro divenne un autentico successo editoriale in Gran Bretagna e nelle colonie nordamericane, contribuendo a trasformare Paoli in un simbolo internazionale della lotta contro l’oppressione.

Nelle colonie britanniche il suo nome iniziò a circolare sui giornali, nei circoli politici e nei dibattiti pubblici. Alcuni quotidiani dell’epoca arrivarono a definirlo “il più grande uomo della Terra”, mentre numerosi genitori scelsero di chiamare i propri figli Paschal Paoli in suo onore. Ancora oggi diverse città statunitensi portano il nome Paoli, testimonianza di una popolarità oggi poco conosciuta ma straordinaria per l’epoca.

La Costituzione americana si ispirò davvero a quella corsa?

È il punto più dibattuto dagli storici.

Lo Smithsonian Magazine sottolinea che non esistono documenti nei quali Thomas Jefferson, James Madison o gli altri Padri Fondatori dichiarino esplicitamente di essersi ispirati alla Costituzione corsa del 1755. Parlare di una derivazione diretta sarebbe quindi storicamente scorretto.

Esistono però numerose affinità tra i due modelli istituzionali: la centralità della sovranità popolare, il governo rappresentativo, la separazione dei poteri, la presenza di una costituzione scritta e la tutela delle libertà individuali.

Secondo gli studiosi, queste somiglianze derivano principalmente dalla comune matrice dell’Illuminismo europeo. Tuttavia, la Repubblica Corsa rappresentò uno dei primi esempi concreti di applicazione di quei principi e costituì un’esperienza osservata con interesse anche nelle colonie americane.

Un simbolo della libertà

La Repubblica di Corsica ebbe vita breve. Nel 1768 Genova cedette l’isola alla Francia e, l’anno successivo, la sconfitta di Ponte Novu pose fine all’esperienza indipendentista. Paoli fu costretto all’esilio in Gran Bretagna, dove continuò a essere accolto come uno dei grandi difensori della libertà europea.

Il suo prestigio, però, sopravvisse ben oltre la caduta della Repubblica. Quando gli americani iniziarono il loro percorso verso l’indipendenza, la figura del generale corso era già diventata un punto di riferimento morale per molti sostenitori della causa rivoluzionaria.

Una storia che merita di essere riscoperta

Nel 250° anniversario dell’Independence Day, il richiamo dello Smithsonian alla figura di Pasquale Paoli contribuisce a riportare alla luce una pagina di storia spesso dimenticata.

Non si può affermare che gli Stati Uniti siano nati copiando la Costituzione corsa. Le prove storiche non lo consentono. È però ormai ampiamente riconosciuto che la rivoluzione guidata da Paoli rappresentò uno dei laboratori politici più innovativi dell’Europa del Settecento e che la sua figura esercitò un’influenza culturale significativa nel mondo anglosassone.

In questo senso, la piccola Corsica del XVIII secolo non fu soltanto protagonista della propria lotta per l’indipendenza, ma contribuì anche a diffondere quell’idea di libertà e di governo rappresentativo che avrebbe trovato una delle sue espressioni più celebri nella nascita degli Stati Uniti d’America.

 

Fonte: Corse matin

Andréa Meloni

Nato a Genova nel 1986, laureato in Scienze Geografiche nel 2013. Ha collaborato nel 2016 e 2017 con la Geo4Map (ex DeAgostini) di Novara, nel 2018 ha scritto alcuni articoli sul Secolo XIX. Insegna dal 2018 Geografia nelle scuole superiori a Genova, è socio dell'Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG) e abita nell'Appennino Ligure al confine tra Piemonte e Liguria. Ama anche la storia e ama la Corsica dal 2010 e ha visitato due volte l'isola.

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By Andrea Meloni

Nato a Genova nel 1986, laureato in Scienze Geografiche nel 2013. Ha collaborato nel 2016 e 2017 con la Geo4Map (ex DeAgostini) di Novara, nel 2018 ha scritto alcuni articoli sul Secolo XIX. Insegna dal 2018 Geografia nelle scuole superiori a Genova, è socio dell'Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG) e abita nell'Appennino Ligure al confine tra Piemonte e Liguria. Ama anche la storia e ama la Corsica dal 2010 e ha visitato due volte l'isola.

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