40 Anni Chjami Aghjalesi: Quando la grande musica incontra le grandi voci

1 9 cantanti, 3 chitarristi e un’orchestra di 21 musicisti si sono riuniti al teatro di Bastia per festeggiare i 40 anni del gruppo bastiaccio I Chjami Aghjalesi. Il pubblico era presente, il 24, 25 e 26 marzo, durante tre giorni, il teatro ha registrato il tutto esaurito. Una bellissima iniziativa, e un meraviglioso scambio culturale tra professionisti affermati nel settore della canzone e musicisti, professori, alunni e ex alunni del Conservatorio di Musica di Bastia; una prima volta per tutti noi! Un arcobaleno di suoni e di colori musicali da cui è nato un’ondata indiscrivibile di emozioni tra i musicisti e il pubblico. L’osmosi perfetta fra gli accordi avvincenti del maestro François Pesce e la dolcezza dei violini. Un grande applauso a Marcè Lepidi Acquaviva, artista còrso di talento per la creazione del manifesto in questa occasione.

Per capire un po’ di più questa meravigliosa esperienza musicale e umana, che c’è di meglio dell’opinione personale del direttore d’orchestra?

E cco il ritratto di un giovane direttore d’orchestra, violinista, professore d’orchestra alla Scuola Prizma a Boulogne e direttore di coro al Centro di Musica Barocca di Versailles, diplomato al Conservatorio Nazionale Superiore di Musica di Parigi senza il quale questa meravigliosa avventura non sarebbe stata possibile.

Originario di Bastia, Marinu Leccia, 24 anni ha risposto con gentilezza alle mie domande per spiegarci la sua meravigliosa ascensione musicale.

A che età la musica ti è entrata dentro?

All’età di 6 anni! Da bambino volevo fare il “musicista e l’uomo di teatro” come dicevo. I miei genitori mi hanno iscritto al Conservatorio di Musica di Bastia.

Quando hai capito che saresti diventato un direttore d’orchestra, quale è stato il momento decisivo?

Per me è il miglior modo di unire le mie due passioni, l’arte musicale e l’arte teatrale. Comunque mi ricordo di momenti specifici, in particolare quando ho scoperto e ascoltato “Les variations Bridge de Benjamin Britten”, a 10 anni, hanno sconvolto la mia infanzia. Poi, dirigere un’orchestra e sicuramente il modo migliore di suonare la musica da orchestra che ci piace!

Perché e quando hai preso la decisione di lasciare l’isola? Perché sei arrivato a Parigi?

Ho avuto la fortuna dopo qualche anno di avere un nuovo professore di violino, appena giunto a quei tempi. Con lui il livello della classe si è rapidamente migliorato. Dopo ho incontrato Bertrand Cervera al FestivalSorru in musica” dove facevo uno stage come studente; Quest’ultimo mi ha proposto di andare a studiare a Parigi perché partire era l’unico modo per continuare i miei studi musicali.

La tua famiglia ti ha sempre appoggiato nel tuo percorso?

Senza mia madre, nulla sarebbe stato possibile. È andata a Parigi con me, per aiutarmi, avevo solo 14 anni, gliene sarò eternamente grato. Mio padre, penso che avrebbe preferito che io fossi calciatore!

Quale è il tuo ricordo più bello in Corsica? Il più brutto?

Le classi di musica CHAM con orari particolari penso… E soprattutto i miei amici. Penso sicuramente a Sergio, un amico flautista con cui ho passato dei momenti meravigliosi. Mi ricordo anche di bellissimi progetti al teatro di Bastia con grandi opere per piccoli di Isabelle Aboulker o di Bruno Coulais.

Il più brutto…Mi ricordo di un evento che mi ha traumatizzato, oggi me ne ricordo ancora. È successo in una delle mie lezioni di violino con Raphael Pierre, il mio professore. Andava tutto bene quando all’improvviso, si è aperta la porta e una professoressa dell’epoca è entrata infuriata e ha aggredito il mio professore davanti a me in un modo abbastanza violento. C’erano all’epoca, spero che oggi la situazione sia cambiata, tantissime tensioni, abbastanza ridicoli, ripensandoci, da parte di alcuni professori. Una questione di ego come sempre.

Qual è stato il momento più difficile della tua esperienza parigina? Il più bello?

La più grande difficoltà quando sono arrivato a Parigi è stata la differenza di livello di studio e le aspettative del Conservatorio. Bisogna sempre qualche anno in più ai provinciali per adattarsi e mettersi al passo con gli altri. Un grande spirito di competizione può anche essere demoralizzante. Ma oggi mi sento finalmente di avere un mio posto.

Per quanto riguarda il “bello” della capitale, si tratta ovviamente dell’emulazione culturale, la profusione dei progetti e d’incontri, in particolare di studenti stranieri che ci fanno scoprire nuovi orizonti.

Chi è all’origine del progetto dei concerti per i 40 anni dei Chjami Aghjalesi con i tuoi arrangiamenti musicali?

Raphael Pierre, il mio vecchio professore di violino è all’origine del progetto. È grazie a lui che sono partito ed è grazie a lui che sono tornato. L’idea era di trovare qualcuno capace di scrivere gli arrangiamenti musicali per i cantanti e i musicisti ma anche per dirigere l’orchestra, tutto in uno scopo pedagogico rispetto ai suoi allievi.

Che cosa rappresenta quest’incontro per te? È la realizzazione di un sogno?

È un incontro simbolico! Sono partito 10 anni fa, ero uno studente in cerca di avventura e ora ritorno per dirigere i nuovi allievi, i miei vecchi professori che diventano dei colleghi per me. Non riesco ancora a crederci tutto quello che mi è successo. Simbolicamente ancora, quest’evento mette in luce il successo di un giovane corso sulla terraferma in un ambiente professionale difficile, perché sappiamo quanto la Corsica non ha ancora oggi una politica culturale naturalmente favorevole per questo.

Se tu dovessi ringraziare alcune persone?

Credo di avere già in parte indicato una risposta a questa domanda ma ringrazio mia madre, Raphael Pierre, tutti i musicisti dell’orchestra che hanno portato a termine il progetto con il loro entusiasmo e senza i quali nulla sarebbe stato possibile, i cantanti dei Chiami Aghjalesi ma non abbiamo bisogno di presentarli, tutti conoscono il loro talento, i loro musicisti, soprattutto Stéphane Leca e naturalmente François Pesce. Poi, tutti i sorrisi che ho incrociato durante tutta la realizzazione di questo progetto, di uno spettatore conquistato, di un parente entusiata dell’evento o dell’occhiolino da un tecnico; tutto ciò che, finalmente è il motivo per cui facciamo questo mestiere!

Hai altri progetti con la Corsica o altrove?

Il 13 maggio 2017 rinnoviamo l’esperienza a Ajaccio, al Palatinu per un unico concerto. Tra poco dirigerò anche qualche concerto a Parigi, in particolare della musica barocca, Venus e Adonis del compositore inglese John Blow.

Come ti vedi tra 10 anni?

Tra 10 anni? Più vecchio, più pelato, un po’ più grasso spero, ma sempre con la stessa passione, la stessa invidia, la stessa gioia di fare un mestiero straordinario.

Questa meravigliosa parentesi, non rappresenta soltanto 40 anni di canzoni ma anche un’identità culturale e la storia di un popolo. Ora, ognuno per la sua strada, in continente o sull’isola, il cuore pieno di emozioni e di ricordi incancellabili fino al prossimo 13 maggio al Palatinu ad Ajaccio, dove ripeteremo l’esperienza con il pubblico aiaccìno.

Collegamenti utili:

http://www.palatinu.fr/evenement/40-anni-chjami-aghjalesi

http://chjamiaghjalesi.free.fr/

http://www.deezer.com/artist/85074

https://www.facebook.com/marinu.leccia.3?fref=ts

https://www.youtube.com/watch?v=0FOqAQkBGZQ&ab_channel=JeanPhilippeFilidori

https://www.luli-shop.com/fr/lithographies-et-carnets/4-0-a-n-n-i

https://www.youtube.com/watch?v=yZWGZL4lKzU&ab_channel=France3CorseViaStella

https://www.youtube.com/watch?v=tZ85iX2IgpI&ab_channel=JeanPhilippeFilidori

https://www.facebook.com/Chjami-Aghjalesi-31429433675/?fref=ts

https://www.youtube.com/watch?v=4uHA50VavMg&feature=share&ab_channel=T%C3%A9l%C3%A9PaeseCorsica

Lucie Gaspari

Lucie Gaspari

Lucie Gaspari di San Fiurenzu in Corsica, prima di tutto isolana e libera, professoressa di musica, nel terzo anno di studi di lingua italiana all'Università di Corte, ma anche mamma di un bel ragazzo di 16 anni. Appassionata di musica tradizionale, di scrittura, di cultura, di natura, di fotografia, di gastronomia, ma soprattutto di tutto ciò che riguarda l'Italia.

Lucie Gaspari

A proposito di Lucie Gaspari

Lucie Gaspari di San Fiurenzu in Corsica, prima di tutto isolana e libera, professoressa di musica, nel terzo anno di studi di lingua italiana all'Università di Corte, ma anche mamma di un bel ragazzo di 16 anni. Appassionata di musica tradizionale, di scrittura, di cultura, di natura, di fotografia, di gastronomia, ma soprattutto di tutto ciò che riguarda l'Italia.

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