Andria, l’ultimo mazzeru di Sangavinu Di Fiumorbu

Nella letteratura corsa, i mazzeri si presentano come persone che vivono lontane dagli altri, sono stregoni che combattono durante le notti dei solstizi sulle montagne con mazzi di asfodeli.

Nel mio villaggio dell’Alto Fiumorbo, viveva un mazzeru che era molto bene integrato nella comunità e se la gente aveva paura, non era di lui ma delle visioni che poteva avere.                                                                                                                     Prima di proseguire, bisogna ricordare che il mazzeru è una persona che si interessa al soprannaturale. Nei suoi sogni, va a caccia, uccide l’animale (il più delle volte un cinghiale) e quando rivolta la spoglia, scopre che l’animale che è ucciso ha un viso umano.

E’ questa persona che morirà durante i giorni che seguono.

Sto per raccontarvi la storia dell’ultimo mazzeru di Sangavino Di Fiumorbo, come mia prozia me l’ha raccontata.

Quella storia si svolge dopo il secondo conflitto mondiale. Andria, il pastore, vuole andare a vedere le sue bestie che sono nella montagna, vicino alla Bocca di Laparò, che separa la Corsica del Sud dalla Corsica del Nord e dove passa il GR20. Porta con sè un giovane uomo che si chiama Francescu.

Siamo al mese di febbraio, fa brutto tempo, nevica e i due uomini non possono camminare bene. Andria è il più stanco perché ha già sessanta anni. Manca ancora un’ora prima di arrivare al passo.

Andria sente un violento dolore al petto ma  vuole continuare di camminare  perché sta preoccupendosi per le sue bestie perché possono morire sotto la neve.

Improvvisamente, cade portando la sua mano al cuore. Francescu, sconvolto, corre verso lui. Andria gli chiede di scendere fino al villaggio per cercare soccorso. Il giovane non vuole abbandonarlo ma sa che da solo non potrà portarlo. Allora, lo porta fino a una grande roccia e lo lascia al riparo dal freddo, poi parte correndo. Andria sa che non sarà più in vita quando Francescu e i giovani del villaggio arriveranno fino a lui.

Sa perché l’ultima notte, mentre  cacciava nel suo sogno, ha visto il viso dell’animale che ha appena amazzato…

Quel viso era il suo.

Al ritorno con i soccorsi, lo ritrovano seduto laddove Francescu lo aveva lasciato ed era come una fantastica statua di ghiaccio, con lo sguardo perso su quel mondo strano che solo lui vedeva… il mondo delle sue cacce eterne.

Molta gente pensa che i mazzeri non siano mai esistiti, che siano leggende che ci  raccontavamo durante le vigilie per farci paura.

Eppure , esistevano persone molto vicino alla natura, che sviluppavano poteri straordinari, i mazzeri e i signadori.

Vorrei ringraziare mia prozia per avermi raccontato la storia dell’ultimo mazzeru del mio villaggio.

 

Bibliografia :

 

Roccu Multedu, le Mazzerisme. Editions L‘Originel

Jules Stromboni , Mazzeru. Editions Casterman

 

Sitografia :

 

www.kallistea.com/la-corse/culture-et-traditions/i-mazzeri-les-faiseurs-de-morts.html

http://www.loriginel.com/livre/chamanisme_corse_terre_de_traditions/roccu_multedo/mazzerisme_un_chamanisme_corse.html

https://www.franceinter.fr/culture/bd-l-etrange-et-beau-mazzeru-de-jules-stromboni

https://fr.wikipedia.org/wiki/Mazzérisme

 

Foto dell’articolo :

 

www.kallistea.com/la-corse/culture-et-traditions/i-mazzeri-les-faiseurs-de-morts.html

Livia Maria Bartoli

Ha 24 anni ed è studentessa all'Università di Corte al terzo anno di Licenza di Lingue Straniere Inglese-Italiano.