U paese di Speluncatu in Balagna: un tesoro di contrasti e di armonia

Un gioiello intagliato dal vento, edificato su un picco roccioso a 570 metri di altitudine, tra il monte Tolu (1132 metri) e la pianura del Regino, a Nord Ovest dalla Corsica. Il villaggio di Speloncato è sospeso tra il cielo e il mare di Balagna, e da qui si possono ammirare i più suggestivi tramonti dell’isola.

Ci sono numerose grotte attorno a Speloncato, e dalla piazza centrale, due volte all’anno, l’8 aprile e l’8 settembre, si può ammirare lo spettacolo del sole attraverso la Pietra bucata.

Il paese si è sviluppato attorno a due chiese. La prima è la Chiesa San Michele, del XVI secolo, costruita sulla base di una chiesa romana del VI secolo, forse la più antica chiesa di Balagna. Nel 1766, la chiesa prende la sua forma attuale dopo che sia stata distrutta una grande roccia chiamata “ la grotta”. L’origine del nome di Speloncato è probabilmente dovuta a questa grotta, dato che “la grotta”, in latino, si dice proprio “Spelunca”.

Nel 1812, l’organo storico di Crudeli arriva nella chiesa di San Michele e nel 1820 Antò Giuseppe Saladini, un ebanista del villaggio, realizza la tribuna.

La seconda è la Chiesa pievana di Santa Catalina, sede della Confraternita Sant’Antone Abbate. Sotto l’invocazione della Santa Croce, “casazza”, antico oratorio dipendente dalla chiesa San Martino di Giustiniani (prima del 1582) e promosso in chiesa parrocchiale, conseguenza della desertificazione del villaggio di Giustiniani.

Al centro del villaggio si trova l’Hôtel A Spelunca, antico palazzo del Cardinale Savelli, e la meravigliosa fontana della piazza centrale.

La cosa che rende speciale e meraviglioso questo paesino sono proprio gli abitanti, che sono molto legati alla loro terra, ma anche attivi nel proteggere il ricco patrimonio culturale, religioso, umano, musicale e architettonico del loro villaggio, e nel contribuire al mantenimento di legami sociali duraturi tra le generazioni.

È impossibile parlare di Speloncato senza dire qualche parola su un uomo: Raphael Quilici. Appassionato e molto impegnato per il suo villaggio, la sua terra, la sua lingua e anche per la trasmissione delle tradizioni. Legato molto anche all’Italia e alla nostra storia condivisa, aperto sul mondo e soprattutto con grandi qualità umane, è un eccellente ambasciatore per portare gli abitanti di Speloncato e d’altrove nei suoi viaggi, al di là dei confini umani.

Presidente dell’associazione Stelle di Mare che opera per mantenere il legame tra la Corsica e l’Italia, membro della Confraternita Sant’Antone Abbate di Speloncato, organizza molti scambi e azioni durante tutto l’anno.

La confraternita è il cuore della comunità rurale, ha un ruolo sociale molto importante e favorisce le azioni comuni nel villaggio, come intrecciare le croci della settimana santa, insieme in piazza, o mobilitarsi attraverso la partecipazione ad azioni di soccorso fuori dal villaggio, come per esempio per sostenere le vittime delle alluvioni in Sardegna. Dopo il terremoto che ha colpito Amatrice nell’agosto del 2016, la Confraternita Sant’Antone Abbate si è mobilitata con le confraternite di Bastia e della regione per raccogliere fondi. La confraternita è anche importante per valorizzare il patrimonio orale, religioso e storico.

A maggio, la Confraternita Sant’Antone Abbate è andata a Calci, in Toscana, per firmare un gemellaggio con l’associazione il Cammino di Santa Giulia. Uno scambio tra storia, cultura e spiritualità. Carlo Pichietti, Presidente dell’associazione Santa Giulia di Toscana, ha invitato la Confraternità Sant’Antone Abbate con la reliquia di Santa Giulia e ha fatto la proposta di fare del cammino di Santa Giulia anche in Corsica, un modo di approfondire e di sviluppare i legami storici, culturali e linguistici tra la Corsica e l’Italia. Questo cammino proseguirà in Corsica, per la prima volta, il 6 settembre a Speloncato.

Raphael Quilici è anche Vice Presidente dell’associazione Isule Maestre nata a Speloncato nel 2006, che permette scambi, principalmente tra Sardegna e Corsica. Nel 2018, il progetto si è sviluppato con l’integrazione della confraternita di Volpajola e quella di Orosei.

Ogni anno la Confraternita Sant’Antone Abbate organizza il pellegrinaggio di San Filippu Neri, con quest’anno la presenza della Confraternita di Nughedu San Nicolò di Sardegna. Un momento di scambio tra le due isole sorelle con i canti e lo spuntinu preparato da tutti i partecipanti e condiviso tutti insieme.

Con l’Associazione la Guardia Corsa Papale, ogni anno dal 2015, la Confraternita Sant’Antone Abbate di Speloncato guidata quindi da Raphael Quilici, si trasferisce a Roma nel quartiere del Trastevere per festeggiare la Madonna di Noantri. Con numerose confraternite corse, si partecipa alla processione dalla Madonna Fiumarola sul Tevere e accompagna la Madonna con i loro canti fino alla Basilica di Santa Maria di Trastevere. Un momento molto emozionante e importante, un bel esempio di condivisione delle tradizioni tra popoli vicini e diverse generazioni.

A luglio 2017, con quasi tutti gli abitanti di Speloncato, siamo andati fino a Napoli, durante un viaggio organizzato sempre da Raphael Quilici per scoprire anche la storia dell’Italia del sud con Pompei, il Vesuvio e tutti i tesori della vita napoletana, del passato e del presente.

Per la prima volta, l’8 giugno 2019, la Confraternita Sant’Antone Abbate di Speloncato con l’aiuto dell’associazione Saladini ha organizzato una passeggiata per scoprire il patrimonio antico, storico, culturale e musicale del villaggio.

Un’occasione di camminare insieme sulle tracce del passato e di scoprire attraverso le pietre e i canti, la storia del villaggio abbandonato di Giustiniani con le mura fortificate del castello e A Torre di Giustiniani, le sue abitazioni romane e medievali e I bagni romani.

La tradizione orale narra che Giustiniani è l’antico villaggio di Speloncato, abbandonato dai suoi abitanti per ripararsi in altitudine e fuggire l’insicurezza e le epidemie di peste tra 1494 e 1528.

Una passeggiata musicale da Speloncato a Giustiniani, passando per le numerose cappelle lungo la via romana che era l’unica strada, dal periodo romano al 1870, tra il centro corso e la costa settentrionale.

L’occasione per la Confraternità Sant’Antone Abbate di far scoprire i numerosi canti, come Il Benedictus con due voci molto poco conosciute nella tradizione, o Dio ti salvi San Rocco il canto di San Roccu contro le malattie contagiose. I canti sono specifici a Speloncato perché ogni villaggio ha la sua propria melodia.

Ora voglio concludere questo meraviglioso viaggio tra passione e tradizione e condividere con voi alcune immagini di Speluncatu e della Confraternita Sant’Antone Abbate di Speluncatu…

Lucie Gaspari

Foto e video Lucie Gaspari, Laurence Colin e Raphael Quilici

Siti e link su Speloncato e i nuovi legami con l’Italia:

https://www.facebook.com/stelledimarecorse/

https://www.facebook.com/confraternita.speluncatu/

https://www.facebook.com/paesedispeluncatu/

http://www.lamontagnedesorgues.com/lassociation-saladini/

http://guardia-corsa.adecec.net/