The New York Times: «Dopo l’omicidio di Maxime Susini, la Corsica si ribella contro la sua “mafia”»

Dopo l’assassinio di Maxime Susini, il 13 settembre scorso, la parola si è liberata in Corsica. La società civile si è svegliata per erigersi contro la presa mafiosa che abbraccia l’isola. Non è sfuggito al New York Times che in un articolo di Adam Nossiter rileva il coraggio di tutti coloro che accusano le bande criminali locali, dal sovrasviluppo al commercio della droga.

«Con calma, il padre del defunto racconta l’omicidio del figlio. L’assassino con il telescopio nascosto nella macchia mediterranea stava aspettando suo figlio che ha aperto la porta della cucina del suo ristorante. La pallotola fatale è stata sparata e Massimu Susini è caduto sulla spiaggia, a 30 passi, dal suo stabilimento, dopo un ultimo disperato tentativo di fuga.»

È con queste parole che Adam Nossiter, giornalista del New York Times inizia il suo articolo che racconta come grazie all’omicidio di Massimo Susini, la società corsa ha trovato la forza per liberare la parola e il coraggio, di ribellarsi contro la mafia ben presente sull’isola.

Andrea Mantovani per il The New York Times

La storia dell’omicidio di quest’uomo di 36 anni «attivista ambientale, militante nationalista, calciatore, campione di boxing e ristoratore popolare» non è la stessa di altri casi che l’hanno preceduta. “Maxime non è stato ucciso per un regolamento di conti, è un assassinio – afferma con una certa emozione suo zio Jean-Toussaint Plasenzotti, che un mese fa ha creato l’omonimo collettivo antimafia.

“È una banda periferica della mafia che ha ucciso mio nipote. Non conosciamo la profondità dei legami tra questo ramo e la sua gerarchia, ma siamo fiduciosi e pensiamo che l’indagine si concluderà, deve concludersi perché non accettiamo che Massimu sia un’altra vittima. La nostra risposta deve essere all’altezza dell’aggressione subita”

Andrea Mantovani per il The New York Times

E nonostante le “forze apparentemente onnipresenti e tuttavia oscure che hanno terrorizzato i corsi” costringendoli al silenzio, una “insolita ondata di protesta” è sorta “in Corsica” e ha raggiunto gli Stati Uniti.

Andrea Mantovani per il The New York Times

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Fonte: Corse Net Infos e The New York Times