I soldi corsi: la moneta della Corsica indipendente di Pasquale Paoli
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I soldi corsi: la moneta della Corsica indipendente di Pasquale Paoli

La Corsica indipendente aveva già avuto brevemente una moneta con il re di Corsica, l’avventuriero tedesco Theodor von Neuhoff dal 1736 al 1738.

Dal 1762 al 1768 durante la Corsica indipendente di Pasquale Paoli fu aperta una zecca a Murato nel Nebbio (Alta Corsica) e una minore a Corte, capitale paolina.

Perché Pasquale Paoli scelse proprio Murato come sede della zecca? La posizione strategica del paese permette la discesa verso la valle del Golo, Bastia e San Fiorenzo e anche un facile controllo dei dintorni di Bastia. Murato era anche il paese del tenente Achille Murati e di Giuseppe Barbaggi coniugi in seconde nozze di Dionisa figlia di Clemente Paoli, il nipote di Pasquale Paoli a cui fu affidato la consulta di Vescovato del 24 maggio 1761.

Per sfuggire in modo permanente ai vecchi dominatori genovesi e anche per ottenere maggiore libertà vennero coniate sei monete con la testa mora, di rame e di denaro d’argento, sufficienti a coprire bisogni della vita quotidiana all’interno del paese.

Dopo immense difficoltà pratiche, riserve di metalli, creazione di un laboratorio monetaria autonoma con forni, laminatrice, stampa, taglierina, bagni di candeggio, e l’assunzione di personale specializzato, la difficoltà maggiore fu quella di coniare monete di qualità e di facile utilizzo.

Venne quindi scelto il palazzo per ospitare la zecca di Murato, un edificio di pietra e ardesia costruito nel 1437 dalla famiglia Morati. 

In tutto furono coniate le seguenti monete :

20 soldi= u VENTINU 

10 soldi = U DECINU 

4 soldi = U QUATRINU

2 soldi = U DUPPIONE

8 denari = BAIOCCU

1 soldo non verrà emesso fino al 1768 a Corte,  tutte queste monete furono emesse nel 1763, millesimate con il conio del 1762. La zecca di Murato entrò effettivamente in servizio dal 26 febbraio 1763 e già un mese dopo  era possibile pagare gli stipendi a tutte le truppe indipedentiste ma il commissario genovese di Bastia annunciò sanzioni contro gli utilizzatori del “denaro contraffatto”  descritto come “falsificato e adultero”. Aggiungerà nuove imposte per fornire materiali preziosi tra cui una tassa speciale sul clero.

La consulta del maggio 1761 aveva deciso di colpire le valute con le armi del regno (del corso), i tipi di valute porteranno a destra un capo dei moro, rivolto a destra, animato (con gli occhi), perlato (con orecchio), colletto (collana di perle), con tortiglia (fascia sulla nuca).

Il primo maestro della zecca fu Pietro Ortosani, pagato 100 lire al mese ed era aiutato da un caposquadra (Suzzoni) da cui dipendevano sei operai, quattro ausiliari e un impiegato. La spedizione del 1767, la conquista dell’isola di Capraia da parte di Achille Murati comporterà pesanti spese, aggravate anche dopo il successo militare (4.000 lire al mese). Nel settembre 1767, la produzione di denaro corso a Murato terminò. Le ultime monete furono coniate 8 giorni del mese di ottobre del 1767, il trasferimento definitivo della Zecca su Corte richiese 36 convogli di muli guidati dagli uomini di Orezza.

Perché questa mossa? L’esercito francese si strinse sempre più attorno a Murato, e si stabilì lì dal 1768 e il Convento viene trasformato in un ospedale militare dalle truppe reali e anche la storia della zecca corsa terminò.

Tutta la monetazione isolana è visibile sul sito Numismatica italiana.

Il paese di Murato (Alta Corsica), sede assieme a Corte della zecca della Corsica indipendente di Pasquale Paoli.

 

Il Palazzu di a Moneta / Palais de la Monnaie di Murato, sede della zecca dal 1762 al 1767.

 

Quattro soldi del 1767 della zecca di Murato.

 

1 soldo del 1768

 

 

Fonti: Numismatica italiana, Patria-libertà, Numista.com e comune di Murato

Andrea Meloni

Di origini sarde e calabresi ma genovese di nascita, laureato in scienze geografiche presso l'Università di Genova nel 2013 e socio della sezione Liguria dell'AIIG (associazione Italiana insegnanti di geografia), risiede nell'Appennino Ligure in val Borbera, una valle piemontese ma da sempre legata alla confinante Liguria e da agosto 2015 è redattore di Corsica Oggi. Collabora da marzo 2016 con la società cartografica geo4map di Novara, nata da una costola di DeAgostini e da giugno 2017 con il quotidiano genovese Il Secolo XIX. Adora viaggiare ed è innamorato della Corsica.