Riforma costituzionale: l’autonomia della Corsica sarà gestita… da Parigi

Il Parlamento potrà adattare le leggi nazionali alla Corsica, o concedere – caso per caso – un permesso alla Collettività territoriale perché possa farlo essa stessa. In altre parole: l’adattamento delle leggi nazionali alla situazione dell’isola sarà deciso a Parigi, dall’Assemblea nazionale.

Questo è ciò che il Governo ha comunicato ieri al duo dei dirigenti isolani, Gilles Simeoni e Jean-Guy Talamoni, salito a palazzo Matignon per l’ennesimo incontro con il primo ministro e con il ministro e viceministro degli affari interni.

L’articolo specifico 72-5 è stato dunque confermato, ma non conterrà la parola “autonomia” né a livello di testo né di sostanza.

Per Gilles Simeoni, un articolo di fatto inutile, “una tautologia”. Il leader autonomista ricorda come Libert Bou, inviato per cercare di trattare con gli autonomisti, disse cinquant’anni fa che “anche 200.000 Corsi autonomisti non riuscirebbero a cambiare la Costituzione”. E aveva ragione: “sono passati 50 anni, ci sono anche più di 200.000 Corsi autonomisti… ma niente è cambiato!”.

Simeoni si dice comunque risoluto a portare la discussione fino in fondo e a vedere il testo finale proposto dal governo. Ma, dichiara, né lui né Talamoni sono delusi. Perché “per essere delusi avremmo prima dovuto essere speranzosi” ma sapevamo che il governo è poco disposto a trattare di questi temi.


Fonti: CNIFR3 Corse ViaStella