Questo strano Natale che ci unisce ancora di più

Se un anno fa ci avessero detto che a dicembre 2020 saremmo stati costretti a trascorrere il Natale con pochi parenti e obbligati a compilare un’autocertificazione per uscire da casa, non ci avremmo mai creduto.
L’anno scorso di questi tempi ci affannavamo (almeno io), alla ricerca degli ultimi regali, pensavamo a organizzare al meglio i pranzi delle feste e questo periodo si viveva come sempre nella normale consuetudine natalizia.

Pochi giorni fa ho incontrato il mio medico di famiglia, invece del solito Buon Natale, mi ha salutato dicendo: “Mi raccomando fate i bravi!”. Subito non capivo, poi ha continuato: “In quanti siete a Natale?” …E sì pensai, quest’anno sarà un Natale diverso.
Per le strade, nonostante gli addobbi, le luci e la musica, si respira un’aria tesa, in uno scenario surreale: indossiamo tutti la mascherina, se ci s’incontra, non ci si può abbracciare e baciare, molti negozi sono vuoti, alcuni alla ricerca di una finta normalità consumano l’aperitivo alle cinque del pomeriggio, questa dovrebbe essere l’ora del tè o della cioccolata calda, ma alle ore 18 i bar e i ristoranti devono chiudere.

Ho sempre pensato che questa pandemia fosse difficile emotivamente soprattutto per i bambini e i ragazzi, che stanno perdendo un anno della loro vita praticamente chiusi tra le mura domestiche, ma una persona anziana mi ha detto: “Loro hanno tutto il tempo per recuperare, a me rimane molto meno”… ed è vero, in un modo o nell’altro, questa situazione sta colpendo tutti, nessuno escluso.

Quest’anno è un Natale anomalo, poco scintillante e sfarzoso, dove predomina l’essenzialità e forse mai come ora, questa festa assume il vero significato di quello che in realtà dovrebbe rappresentare: un periodo di compassione, altruismo e generosità, dove l’Io non sta al primo posto, cercando di riflettere su quello che è stato un evento epocale sconcertante, nel quale molte persone hanno perso i loro cari senza neanche potergli dare un ultimo saluto.

Diamo spazio ai veri valori della vita, che vanno ben oltre a un mancato e abbondante pranzo con i parenti e a futili regali.
Viviamo questo momento d’interiorità, che quest’anno unisce più che mai l’Italia, la Corsica, l’Europa e tutto il mondo, l’angosciosa incertezza di come sarà il futuro non ci deve sopraffare: uniti ce la faremo!

Rimandiamo i pranzi e gli incontri quando tutto questo sarà finalmente finito per festeggiare quello che sarà per l’intera umanità il vero Natale.

Buon Natale- Joyeaux Noel, Bon Natale!

Fulvia Ottonello

 


Foto di copertina: U fucone di Calvi

Fulvia Ottonello

Grande appassionata di viaggi! Vive a Genova, da sempre lavora nel settore turistico, dove ha maturato diverse esperienze; dalla Hostess su navi da Crociera in America e Isole dei Caraibi a assistente turistica in Spagna a impiegata in agenzia di viaggio con mansione di vendita e programmazione. Oggi è responsabile di prodotto e contract manager per un Tour Operator genovese sulla destinazione Corsica, isola che conosce e ama da più di 15 anni e che considera la sua seconda casa.

A proposito di Fulvia Ottonello

Grande appassionata di viaggi! Vive a Genova, da sempre lavora nel settore turistico, dove ha maturato diverse esperienze; dalla Hostess su navi da Crociera in America e Isole dei Caraibi a assistente turistica in Spagna a impiegata in agenzia di viaggio con mansione di vendita e programmazione. Oggi è responsabile di prodotto e contract manager per un Tour Operator genovese sulla destinazione Corsica, isola che conosce e ama da più di 15 anni e che considera la sua seconda casa.

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