Psicologia: pensare in un’altra lingua aiuta a ragionare più razionalmente

Pensare in un’altra lingua non è come farlo nella nostra lingua materna.

Numerosi studi lo confermano: in una lingua “straniera”, ci lasciamo meno guidare dalle emozioni e privilegiamo il risultato più efficace, badiamo alla concretezza. Le lingua usate dai soggetti di questi studi erano diverse, spagnolo, inglese, italiano, tedesco, ma i risultati erano identici.

I risultati sono descritti in un recente articolo di Costa ed altri colleghi nella rivista specialistica “Trends in Cognitive Sciences” del 3 settembre 2016.

Quando ragioniamo in un’altra lingua, siamo meno guidati dalle emozioni, più razionali, più disposti a rischiare.

Janet Geipel, dell’università di Trento, ha pubblicato sempre a settembre uno studio in cui i soggetti erano posti di fronte a quesiti con implicazioni morali forti. In uno, qualcuno donava il suo vestito a un clochard, che poi veniva picchato perché accusato di averlo rubato.. In un’altra, una coppia adottava una bambina con handicap solo per ricevere soldi dallo Stato.

Dovendo scegliere tra il risultato (il pestaggio, l’adozione ecc) e l’aspetto morale, esponendo i queiti in lingua straniera tutti i soggetti privilegiavano i  risultati rispetto ai risvolti morali.

Questa differenza di ragionamento tra lingua materna e lingue aquisite, in alcuni casi può offrire vantaggi. Un altro punto a favore del plurilinguismo.

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Fonte: Courrier International – Skitterphoto Pixabay