Porto della Carbonite, un progetto tanto importante quanto discusso

In discussione dal 2007, il porto della Carbonite continua a suscitare discussioni e dibattiti accesi. Mentre gli studi di fattibilità continuano, in questi giorni tornano a farsi sentire i contrari al progetto, tra cui  Éric Simoni di Corsica Libera che lo giudica disastroso, e Joseph Savelli di Inseme per Bastia che lo ritiene aleatorio ed invita a raccogliere più informazioni per poterlo giudicare seriamente e razionalmente.

Questo grande progetto della CTC appassiona e inquieta al tempo stesso.

Si tratta di costruire delle strutture in grando di accogliere navi e passeggeri, ma anche un polo di scambio multimodale e un nuovo spazio urbano per la città di Bastia con un gigantesco quartiere che dovrebbe sorgere qui.

Lo scorso anno il porto di Bastia ha accolto 2.150.000 passeggeri e 750.000 veicoli.

In termini di trasporto merci, il porto rappresenta il 54% del traffico dell’intera isola.

La CTC si pone dunque come priorità la necessità di mettere il principale porto di Corsica in condizioni di accogliere meglio le navi, le merci e i passeggeri, ma anche di poter rispondere all’evoluzione prevista per il traffico marittimo.

Dal punto di vista economico, molti puntano sui dati della CCI dell’Alta Corsica, secondo cui il nuovo porto genererà 1200 posti di lavoro diretti, senza contare i 5000-7000 che si renderanno necessari per la costruzione.

Chi è contro il progetto, invece, sottolinea l’impatto ambientale devastante, che porterebbe alla distruzione della spiaggia dell’Arinella e di molti ettari di praterie di posidonie, alla costruzione di migliaia di metri cubi di cemento che foraggeranno la speculazione edilizia, e incentiverebbe il turismo stagionale di massa.

Anche la bilancia economica ne sarebbe danneggiata, perché i costi di costruzione sarebbero esorbitanti (tra i 300 e i 500 milioni di euro) e i posti di lavoro generati sarebbero precari, molto legati alla stagionalità del turismo e del trasporto via mare.

Staremo vedere se le discussioni arriveranno a un risultato nei prossimi mesi, o se il dibattito è destinato a durare ancora a lungo.

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Fonti: CorseMatin.com – France3 – Corsicainfurmazione.org – Inforinnovu