Nel 2017, un ricordo del “5 maggio”. Ajaccio 1769 – Santa Elena 1821

Fu vera gloria ? Ai posteri l’ardua sentenzia: noi chiniam la fronte….

Dopo nulla fu più come prima.

Era il 17 ottobre 1797 (25 vendemmiaio anno VI) quando, a Campoformido (Udine, Italia nordorientale), ospiti nella casa di Bertrando del Torre e (oggi Trattoria del Trattato in piazza del Trattato n. 4), il generale Napoleone Bonaparte comandante dell’ Armata d’Italia e il conte Johan Ludwig Josef von Cobenzl rappresentante Austriaco firmavano il Trattato. Si trattava di quel documento con cui veniva decretata la fine della Repubblica di Venezia ed il riconoscimento della Repubblica Cisalpina. Mentre si concludeva il lungo tramonto della Repubblica di San Marco subentravano quasi vent’anni di instabilità dovuta all’ altalenante fortuna che arrideva ora all’ Imperatore dei Francesi, ora all’ Austria. Questa sarà la fonte inesauribile di molte incomprensioni che si svilupperanno nel periodo successivo ed ora ancora sopite.

Negli articoli n. 5 e 6 del Trattato era contenuta anche la sorte dei territori costieri ed insulari dell’Adriatico orientale:

Art. 5°. Sua Maestà l’imperatore dei Romani, re d’Ungheria e di Boemia (Francesco II Asburgo –Lorena) acconsente che la Repubblica francese possieda in tutta sovranità le isole già veneziane del Levante: Corfù, Zante, Cefalonia, San Mauro, Cerigo e le altre isole che ne dipendono così come Butrinto, Larta, Ionizza ed in generale tutte le isole già veneziane ed in generale tutti gli insediamenti già veneziani in Albania, che sono situati a sud del golfo di Lodrino.

Art. 6°. La Repubblica francese acconsente a che Sua Maestà l’imperatore dei Romani, re d’Ungheria e di Boemia possieda in tutta sovranità e proprietà i paesi qui di seguito menzionati: l’Istria, la Dalmazia, le isole già veneziane dell’Adriatico, le bocche di Cattaro, la città di Venezia, le lagune ed i paesi compresi fra gli stati ereditari di Sua Maestà l’imperatore dei Romani, re d’Ungheria e di Boemia, il mar Adriatico,…..

La sconfitta ad Asterlitz del 2 dicembre 1805 si concludeva con la pace di Presburgo firmata già il 26 dicembre dello stesso anno. Le condizioni contenute nel patto imponevano all’Austria la cessione dei territori che avevano fatto parte della Repubblica di Venezia come l’Istria, la Dalmazia e le isole del Quarnero che venivano annesse al Regno d’ Italia governati da Milano dal vicerè Eugenio Beauharnais. La sorte riservata all’ ex Stato da Mar dell’ ex Serenissima sarà simile. Qualche mese dopo, alla fine di febbraio 1806 le isole del Quarnero venivano occupate dall’ 81° Reggimento comandato dal generale Sérras. Già nel 1807 il colonnello Danese, agente anglo-austriaco, organizzava nell’ambito Quarnerino delle insurrezioni anti-napoleoniche, nel frattempo i nemici della Francia si alleavano per formare la Quinta Coalizione. Dall’analisi di alcuni documenti conservati negli Archivi dell’ Imperial Regia Luogotenenza di Zara, si rileva che il Provveditore Dandolo segnalava gravi disordini in quei “Cantoni”. Tra il 6 e 8 maggio 1807 le isole venivano occupate da 500 volontari croati comandati dal colonnello Peharnik. Gli ufficiali francesi facevano in modo di arrendersi agli inglesi mentre tutti gli altri militari si consegnavano ai croati. Erano ritornati gli austriaci ed a capo dell’amministrazione locale veniva posto Francesco Souppé Demella, funzionario austriaco ma lombardo oriundo belga. Trascorsi due mesi, la fortuna mutava direzione e le armate napoleoniche riuscivano vittoriose a Wagram. Con la pace di Schonbrunn del 14 ottobre dello stesso anno le regioni Adriatiche venivano restituite ai francesi, lo rimarranno per cinque anni, fino al 1813. Lo stesso giorno della firma, Napoleone dal Campo imperiale di Schonbrunn inviava a Fiume il seguente proclama: Napoleone, Imperatore dei Francesi, Re d’ Italia, Protettore della Confederazione del Reno. Abbiamo decretato quanto segue: il Circolo di Villaco e la Carniola (oggi Slovenia), la Provincia dell’Istria già austriache, le Province di Fiume e di Trieste, i paesi conosciuti sotto il nome di Litorale, la parte della Croazia e tutto ciò che ci è ceduto sulla destra della Sava, la Dalmazia e le sue isole, saranno designate col nome di Province Illiriche.(Arch. Nat. Paris A. F. 1713).

Con questo nuovo assetto veniva creata una regione cuscinetto che doveva costituire la testa di ponte per attuare un piano di espansione nei confronti dell’ormai debole Impero Ottomano. Bonaparte non aveva tempo di attendere, …. di quel securo il fulmine correa dietro al baleno…, perciò si rivolgeva ai suoi consiglieri per chiedere notizie sui popoli e sui territori appena conquistati o ancora da conquistare. Nel caso delle neonominate Province Illiriche si era rivolto a J. J.Pellene ex segretario di Honoré Gabriel Riqueti de Mirabeau, vissuto a Vienna fino al 1809, che rispondeva: Ad eccezione della Carinzia ed una parte della Carniola e dell’ Istria, le altre province non sono in rapporto tra loro. Modo di vedere, abitudini e carattere sono ben differenti nei vari popoli quantunque la lingua illirica sia loro comune, essa ha tante diversità nei suoi dialetti che questo mezzi d’unione non può essere che imperfetto. Gli sloveni non comprendono i dalmati, i croati gli sloveni, così possono essere considerati Stati separati che si toccano senza unirsi e quasi senza conoscersi. Sono di ieri e di oggi la Relazione tra questi popoli, perciò si deve estendere la vera lingua illirica che sola può formare la lingua comune di questi paesi.

Dai documenti risaltava che l’ Imperatore non aveva chiesto un’analisi della regione costiera dell’Adriatico orientale così, l’ 11 aprile 1811 veniva pubblicato un Decreto imperiale sull’organizzazione dell’Illirio. Nell’art. 68 della Divisione territoriale Sezione I si legge: La provincia della Croazia civile comprende tutta la Croazia civile, l’antico territorio di Fiume, quello dell’ Istria austriaca, quello di Marcopal e di tutto il litorale Ungarico compresa la città di Segna, le isole di Arbe, Veglia, Cherso, Lussingrande e Lussinpiccolo (Bulletin des Lois, n.369 bis).

Abbandonato il piano di attaccare l’ Impero Ottomano e la nuova situazione indurrà l’Imperatore a intraprendere la campagna di Russia che, iniziata il 24 giugno 1812 si concluderà in dicembre dello stesso anno. Napoleone Bonaparte non promulgherà più frettolosi Decreti per governare le nuove province. Da allora, più volte tutto è cambiato ma nulla è stato risolto in quanto neppure la ‘cultura’ sembra avere la forza di smussare gli angoli delle diversità che la Serenissima, alcune volte aveva affrontato e risolto, ma erano altri tempi.

Gianna Duda Marinelli

Autrice triestina, nota studiosa esule dall'isola di Cherso (Cres), da lungo tempo s'interessa ai temi dell'Istria, di Fiume, della Dalmazia, e ha favorito di persona incontri e amicizie tra persone di queste terre.

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A proposito di Gianna Duda Marinelli

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