Mi chjamu Corsica, la campagna turistica dell’isola raggiunge l’Italia

I turisti italiani sono i terzi più numerosi nell’isola, dopo i francesi continentali e i tedeschi. Quest’anno la Corsica ha puntato su una campagna pubblicitaria che in Italia non sceglie l’inglese, e neanche l’italiano, bensì il còrso! Puntando sull’intercomprensione pressocché totale con la nostra lingua: non è difficile capire il motto, “Mi chjamu Corsica”, che tappezza città, autobus e metropolitane di grandi città italiane come Roma e Milano.

Il video pubblicitario che passa in televisione e sulle reti sociali è in italiano, con la voce narrante di una donna còrsa di cui un italofono madrelingua riconosce chiaramente l’accento.


E negli altri Paesi?

Scorrendo il canale YouTube dell’ente del turismo  capiamo facilmente che è stata fatta una localizzazione per alcuni Paesi (tedesco per Germania e Austria, còrso per Francia e Italia, inglese per altre nazioni…)

La pubblicità – lo insegnano in ogni corso di questa disciplina – parla alle persone, e deve toccare corde emotive, prima ancora che razionali o istintive. E per farlo, la lingua scelta non è per nulla secondaria. L’inglese è lingua globale usata nel mondo degli affari, delle scienza, e come prima lingua veicolare, ma nel mondo, su quasi otto miliardi di persone sette e mezzo non sono di madrelingua inglese.

E allora la lingua corsa, per la Corsica, non può che essere la scelta ideale. Soprattutto verso chi la comprende perfettamente, come i vicini italiani.

 

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