L’irlandese ora è una lingua della Ue come tutte le altre: raggiunto il pieno status di ufficialità

Il gaelico irlandese, prima lingua ufficiale della Repubblica d’Irlanda (accanto all’inglese) e lingua scelta da questo paese come propria lingua nell’Ue, è di fatto lingua ufficiale dell’Unione europea da 15 anni, ma finora non poteva essere considerata alla pari degli altri 23 idiomi dell’Unione.  Tuttavia dal 2007, data in cui l’irlandese passò da semplice lingua di traduzione dei Trattati europei a lingua ufficiale dell’Unione, la Ue chiese una deroga, dovuta alla difficoltà di reperire traduttori e interpreti in grado di garantire il rispetto di tale status.

Nel 2015 l’Irlanda aveva chiesto alla Ue di uscire gradualmente da questo limbo e pochi giorni fa, il 1° gennaio 2022,  il verdetto definitivo: tutte le istituzioni Ue sono in grado di garantire lo standard adeguato per la traduzione di tutti i documenti e la traduzione simultanea delle sessioni dell’Europarlamento.

Questo traguardo sottolinea da un lato l’importanza che l’Unione europea attribuisce al multilinguismo (nonostante le recenti derive anglomani dalle parti di Bruxelles) e, se c’è chi dice che il lavoro di traduzione richiede più di 1000 persone e costa 1 miliardo di euro l’anno, c’è chi ribalta la questione e dice che essa garantisce più di 1000 posti di lavoro per un’ottima causa (permettere a ogni cittadino di esprimersi e comprendere nella sua lingua) e che costa ai cittadini europei… solo 2 euro a testa all’anno.

Dall’altro lato dobbiamo guardare il rovescio della medaglia, che è quello con cui i Corsi sono più familiari, quello delle difficoltà di tenere la lingua irlandese (come quella còrsa) viva. E questo nonostante l’ufficialità a livello nazionale e addirittura internazionale!Ci sono voluti quindici anni per trovare un numero sufficiente di traduttori di livello adeguato, e non c’è da stupirsene. Infatti oggi, su 4 milioni e mezzo di cittadini irlandesi, si stima che solo 100.000 parlino correntemente il gaelico irlandese, mentre il resto della popolazione usa solo l’inglese. Una percentuale che non si discosta molto a quello dei corsofoni, che rapprentano una percentuale sempre minoore sulla popolazione dei circa 320.000 Corsi.

Questo ci insegna che lo status di co-ufficialità è certo importante, ma che nel frattempo bisogna trovare strade alternative per spingere i Corsi a usare la lingua. Come diciamo da sempre, quella dell’intercomprensione con l’italiano per noi è una delle vie principali da tentare.

 



Fonte: Ue – Copertina: da wikimedia