Linguimondi: Quei media locali che “democratizzano” la propria lingua

Sabato scorso a Corte si è conclusa l’edizione 2019 di Linguimondi, un evento ha messo in luce il ruolo dei media nella promozione e diffusione di una lingua minoritaria sul proprio territorio, con la condivisione dell’esperienza dei Paesi Baschi e dei “Paesi Catalani”.

Sono venuti da lontano, per condividere la loro esperienza. Alla nuova edizione di Linguimondi (organizzata dalla Cullettività di Corsica fin dal 2011, nell’ambito della Giornata europea della Lingua) i rappresentanti delle mondo mediatico che difendono l’uso corrente di Euskara (lingua basca) e Catalano (in Catalogna, Paese Valenziano e Isole Baleari) hanno discusso in merito al percorso da seguire per della salvaguardia della loro lingua in Spagna.

Sono stati accolti da Saveriu Luciani, consigliere esecutivo per la lingua còrsa, e Pasquale Ottavi, professore presso l’Università di Corsica. Per fare alcuni esempi, va detto che – quando si tratta della co-ufficialità delle lingue regionali con quella del Paese – la Spagna è davanti alla Francia. E di molto.

Nei Paesi Baschi (la parte spagnola, ovviamente) la co-ufficialità è stata votata nel 1982, la sua autonomia nel 1989, e nel 1997 il Basco ha fatto il suo ingresso ufficiale nelle amministrazioni pubbliche.

Il servizio di TéléPaese sull’evento

Modello «a immersione» nelle TV e radio basche

Al giorno d’oggi, l’Euskara ha fatto molta strada: «L’80% dei bambini e dei giovani sono iscritti a scuole che applicano il “modello linguistico a immersione”», dice Estebaliz Alkorta, direttrice per la promozione Euskara nel governo basco. «L’insegnamento per gli adulti è disponibile a partire anche dai 16 anni; abbiamo collaborazioni con enti pubblici e privati, e risorse economiche per sviluppare tutto questo».

Sono stati creati dei media sia pubblici che privati: «Nel 1982 è nato il primo canale televisivo basco, il primo di una TV autonoma in Spagna», continua. «Oggi abbiamo diverse reti televisive e radiofoniche, tra cui TV3 per i bambini e un canale radiofonico dedicato ai giovani, che registra gli stessi ascolti in Euskadi che fa il canale in lingua castigliana più ascoltato».

Alcuni media sono bilingui, ma altri sono esclusivamente in basco: «Abbiamo in totale più di 100 media (fra stampa, TV, radio e Piattaforme digitali)».

Una “democratizzazione del linguaggio” supportata dalla cooperativa mediatica Tokikom: «È stata creata nel 2012», aggiunge Alaitz Artolazabal Amilleta, dell’associazione Tokikom. «È composta da 200 dipendenti, supportati da 29 partner e copre 200.000 lettori su carta e 350.000 utenti digitali».

«Abbiamo messo il lavoro prima del “capitale”», dice Iban Arantsabal Arrieta, anch’egli membro dell’associazione Tokikom. «Tutti i nostri profitti sono re-investiti in questa impresa. La nostra linea editoriale è chiara: notizie equilibrate, e di qualità».

I nostri finanziamenti? Il 30% da sovvenzioni pubbliche, quasi il 30% dalla pubblicità e il resto da autofinanziamento: «Questa è la condizione per essere sufficientemente indipendenti e liberi», sostiene Iban Arantsabal Arrieta. «Abbiam voluto essere dei leader, perché questa è la condizione per far acquisire prestigio alla nostra lingua. Dobbiamo essere più popolari dei media prodotti nella “lingua egemone”, e per essere tali, abbiamo bisogno di informazioni di qualità. “Vicinanza” è la parola chiave».

Il successo è dovuto anche alla sua accessibilità: «Abbiamo un giornale distribuito gratuitamente, solo su abbonamento. Non facciamo spam», dice. «Abbiamo anche un’edizione speciale per gli abbonati a 65 euro all’anno».

 

TV: Notizie e fiction in lingua catalana

Anche in Catalogna, la co-ufficialità è ben consolidata: «Per riconoscere una lingua, è necessario un modello standard», afferma Joan Carles Sico, direttore delle risorse linguistiche per la TV catalana nella Comunità Valenzana À Punt Mèdia. «A questo scopo, dobbiamo stabilire basi linguistiche, fonetiche e sintattiche».

Anche se riconosce una certa “flessibilità” per quanto riguarda i Paesi Catalani: «Ci sono alcune differenze tra il catalano orientale, quello di Valenza e quello parlato nelle Isole Baleari». L’obiettivo è quello di cercare una “forma naturale” della lingua palata. À Punt Mèdia trasmette notizie e fiction (film, serie, ecc.) in catalano.

Per mantenere questa TV, sono necessari non meno di 155 milioni di euro: «Abbiamo a libro paga almeno 400 lavoratori (giornalisti, linguisti, cameramen, produttori, registi, team di studio, ecc.)», dice.

E se nei Paesi Catalani i bambini parlano «almeno tre lingue: spagnolo, catalano e inglese», ci invita a lottare per il multilinguismo in Europa: «Per quanto riguarda la difesa dei diritti di una lingua minoritaria, non possiamo fare concessioni!» egli avverte. «Per salvare la lingua devi dargli uno standard, ottenere la co-ufficialità, un sacco di soldi, e sviluppare mezzi di comunicazione digitali. Dobbiamo continuare la lotta, vi auguro un sacco di coraggio!».

A cui Pasquale Ottavi risponde: «Un proverbio corso dice: “Nata a vita è nata a battaglia” (con la vita arriva la lotta), siamo abituati a combattere!».

La strada è ancora lunga. Anc’una tamanta strada.

Fonte: Corse Matin

Alessio Vic Stretti

Laureato in "Conservazione dei Beni Culturali" presso l'Università di Genova, il suo amore per la Corsica nasce nel 2005, dopo aver girato ogni angolo dell'isola in cerca dei suoi tesori naturali e artistici. La sua poesia in lingua corsa «Una preghèra da Genuva à l'isula bella» (presentata al concorso “Tropea, onde mediterranee” del 2009) e la sua Tesi di Laurea «L'architettura in Corsica e le regioni tirreniche fra l'Alto Medioevo e il XIV secolo» (2007) appaiono sulla rivista online A Viva Voce diretta da Paul Colombani.

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A proposito di Alessio Vic Stretti

Laureato in "Conservazione dei Beni Culturali" presso l'Università di Genova, il suo amore per la Corsica nasce nel 2005, dopo aver girato ogni angolo dell'isola in cerca dei suoi tesori naturali e artistici. La sua poesia in lingua corsa «Una preghèra da Genuva à l'isula bella» (presentata al concorso “Tropea, onde mediterranee” del 2009) e la sua Tesi di Laurea «L'architettura in Corsica e le regioni tirreniche fra l'Alto Medioevo e il XIV secolo» (2007) appaiono sulla rivista online A Viva Voce diretta da Paul Colombani.

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