L’associu Sulidarità porta la causa dell’amnistia all’ONU

Nel quadro della sua campagna internazionale per l’amnistia dei prigionieri politici còrsi, l’associazione Sulidarità ha preso contatti con l’Association des Nations de l’Hexagone, organizzazione che riunisce le “nazioni senza stato” di Francia, tra cui bretoni, baschi e alsaziani, e firmataria della carta per l’amnistia. E proprio l’ANH mercoledì ha preso la parola di fronte all’Ufficio delle Nazioni Unite di Ginevra per perorare la causa dell’amnistia, in un intervento preparato insieme a Sulidarità, ed effettuato dal presidente dell’ANH Stéphane Domagala.

Ecco il suo intervento:

La Corsica ha conosciuto quattro decenni di conflitti, che hanno causato sacrifici e privazioni per numeri patrioti còrsi e molti drammi per ciascuna delle parti contrapposte.

Una constatazione è comune alle due parti: la Corsica è ora entrata in una fase nuova. Negli ultimi cinque anni all’Assemblea di Corsica i diversi punti di vista di sono avvicinati e ci sono state diverse votazioni – passate con larga maggioranza– sugli argomenti più importanti: lingua, patrimonio edilizio, sviluppo ambientale, evoluzione istituzionale…

Prendendo in considerazione questa convergenza tra gli eletti còrsi, il FLNC ha annunciato lo scorso anno la sua uscita dalla clandestinità, per facilitare questo processo di costruzione comune. Ma nel frattempo avevano luogo arresti di militanti politici, arrestati per fatti anteriori alla decisione dell’FLNC di cessare le proprie attività. Per i Corsi desiderosi di voltare pagina, queste manovre politico-giudiziarie costituiscono un ostacolo sul cammino della pace.

In tutti i paesi che hanno conosciuto una storia turbolenta come questa, l’uscita dalla situazione di crisi è stata accompagnata da una misura d’amnistia. La Francia stessa vi ha fatto ricorso a più riprese nel corso del XX secolo.

La trasposizione di questo principio nella situazione attuale della Corsica è da ascrivere alle responsabilità storiche condivise tra i protagonisti delle varie politiche di governo francesi.
Si tratta di una possibilità concessa dagli antagonisti per una strada perso una soluzione politica, che deve passare attraverso una risposta forte e irreversibile, come la misura d’amnistia.

Queste iniziative nel mondo hanno condotto a pacificazione, giustizia sociale, rispetto della dignità umana, emancipazione, libertà.

Ad oggi, oltre la metà dei comuni di Corsica ha votato a favore di una domanda di amnistia, come aveva già fatto l’Assemblea di Corsica. Malgrado questo, lo Stato persiste nel suo silenzio e nella negazione dei diritti dei nostri prigionieri. In effetti, la metà dei prigionieri politici còrsi sono ancora in esilio carcerario a centinaia di chilometri dall’isola, e i loro diritti di riavvicinamento e costituzionali continuano ad essere negati, senza validi motivi. Come il caso di Paul-André Contadini che è stato trasferito in Corsica dopo tre anni di prigionia solo in seguito a due settimane di sciopero della fame, molte manifestazioni e un intervento della Lega per i Diritti dell’Uomo (LDH).

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Fonte: CorseNetInfos