L’antico pelegrinaggio di « Sant’Antoni di Sarra dà »

Due villaggi : Palneca, nel sud della Corsica e San Gavino di Fiumorbo nell’Alta Corsica, divisi dalla catena montuosa centrale.

Una piccola cappella dedicata à Sant’Antonio Abbate, sul vecchio sentiero che va dal Talavo al Fiumorbo, che passa ancora per il collo chiamato Bocca di Laparò, sul GR 20.

Due villaggi uniti in passato da numerosi scambi e matrimoni e che lo sono oggi ancora dal magnifico pellegrinaggio di “Sant’Antoni di Sarra dà ” che ogni anno ,il 28 luglio, porta questi due mondi ,giovani e vecchi, attorno alla piccola cappella e alla statua venerabile che scompare sotto numerose cappe colorate, offerte dai pellegrini.

Dopo la messa e la processione, i pellegrini più forti e senza paura, strappano le benedette cappe con coltelli spaventosi e ne distribuiscono i pezzi a tutti… Una tradizione violenta che dura da secoli e che scandalizza ogni volta i sacerdoti e gli anziani…una colazione al sacco riunisce un’ultima volta, famiglie e amici …

Partendo saluteremo Palneca (o Palleca) che sarebbe stata fondata dai fratelli Bartolo e Santo i cui nomi diventarono cognomi : i Santoni e i Bartoli così numerosi nell’Alto Fiumorbo, dopo matrimoni a San Gavino, Isolaccio o Prunelli.

I giovani partono il giorno prima ,alla fine del pomeriggio per trascorrere la notte a cantare, a bevere, a sparare pistole e fucili o a dormire nella pineta.

I pellegrini più saggi, adulti e bambini, partono da San Gavino alle 4 del mattino per arrivare a ora di messa.

Camminano nella notte, in fila indiana ,alla sola luce delle lampadine elettriche che fanno un lungo nastro sinuoso e luminoso, senza timore dei precipizi ripidi.

Si fermeranno un momento sulla Bocca di Laparò, al sorgere del sole.

Alcuni anziani , o persone più pigre, preferiscono andarci con la loro macchina ma la tradizione vera e la devozione e ci chiedono di andarci a piedi attraversando la montagna. Spesso le donne erano scalze e giravano intorno alla cappella in ginocchio.

Arrivando, ognuno suona la campanella della cappella tirando felicemente sulla fune , poi si va a salutare il Santo, si accendono numerose candele per chiedere grazie, e dopo si va all’incontro di quelli che sono arrivati prima.

Tutti questi riti sacri tramandati da secoli danno il suo sapore al pellegrinaggio e sono le vere radici dei “Fiumorbacci.”

Per saperne di più sul pellegrinaggio di Sant’Antoni di Sarra dà, ho incontrato il Priore della confraternita, il signore Jean François Valentini, che ha voluto rispondere alle mie richieste. ( Le domande sono in italiano e le rispostesono in corso ).

1/ Ma perchè questo nome :“Sant’Antoni di Sarra dà “?

A sarra hè a cima di tutte se muntagne…Noi Fiumurbacci semu “da sarra in quà .”

I pallicacci chi sò da l’altru cantu di a sarra sò per noi “ da sarra in dà “..Sant’Antoni di sarra in dà ,si hè dittu poi :”di sarra dà.”

2/ Si conosce l’origine di questo pellegrinaggio ?

Si dice chì à u diciassettesimu seculu u rimitu chi stava in a cappedda pagava una tassa à u preti di Ciamanaccia.

A statula di legnu di Sant’Antoni U Vecchiu ùn avìa che u capu impressiunante..ni ferma u ritrattu.

Dopu hè stata rifatta è ùn ha più listessu valori .

3/ Come si svolgeva la festa ?

L’omi eranu armati ma ghjunghjendu appiccavanu u fucile à un faiu è u ripigliavanu quand’elli si n’andavanu. Ma ùn era mai luntanu…C’era una sola bivetta ma era chjusa à ora di messa è di prucissiò.

A cappella hè sempre aparta…i pastori, i purcaghji, i cacciadori ci si ponu ascundà, ci ponu dorma..Sant’Antoni si chjama ancu : “Sant’Antoni di l’alloghju.”

4/ Qual’è il ruolo della confraternita ?

A cunfraterna ( o com’ella si chjama in Fiumorbu : a cunfraternita ) porta a statula, a bandera di Sant’Antoni , canta a messa in paghjella…sparte u manghjà ch’ella hà in a so musetta…

 

Vorrei ringraziare i membri della confraternità di Sant Antoni di Sangavino Di Fiumorbo per avermi dato tante informazioni e a il Priore Jean François Valentini per aver risposto alle mie richieste.

 


Sitografia: https://fr.wikipedia.org/wiki/Palneca

Foto e video personali

 

Livia Maria Bartoli

Ha 24 anni ed è studentessa all'Università di Corte al terzo anno di Licenza di Lingue Straniere Inglese-Italiano.

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A proposito di Livia Maria Bartoli

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