L’altro 14 luglio, quello còrso del 1755

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Se chiedi ai turisti per strada ottieni quasi sempre la stessa risposta: “Il 14 luglio 1755? No, non mi dice niente… sicuro di non confonderti con il 1789?”

Nessun errore: 34 anni prima della presa della Bastiglia, un altro 14 luglio segna la Storia della Corsica. Pasquale Paoli, diviene capo della Corsica nazione indipendente.

Ci troviamo all’epoca in un contesto di guerra. Nel 1729, scoppia la guerra d’indipendenza dalla Repubblica di Genova, che sfrutta l’isola come una colonia. Malgrado le concessioni che Genova farà in seguito alla cosiddetta pace di Corte” del 1732, gli isolani proclamano la propria indipendenza nel 1735 creando una monarchia costituzionale guidata dall’aristocratico germanico Théodore Neuhoff, primo e unico re di Corsica.

La Francia, che ha promesso di aiutare i Genovesi, schiaccia gli indipendentisti nel 1740. Ma nel 1752 genova chiede che le truppe francesi lascino l’isola. L’attivismo còrso riprende allora con vigore, soprattutto grazie all’arrivo nel 1755 di Pasquale Paoli.

Il trentenne nato nel comune di Morosaglia, Alta Corsica, già allievo dell’Accademia militare a Napoli, dov’era fuggito con il padre nel 1739dopo che quest’ultimo si era unito alle forze ribelle còrse. Democatico, patriota e uomo illuminato, Paoli viene chiamato dai principali capi dei rivoltosi còrsi in lotta contro Genova, che erano in cerca di un uomo che guidasse l’isola verso l’indipendenza.

Eletto dapprima Generale in capo della Nazione il 20 aprile 1755, il presentarsi di un altro candidato alla carica – Emanuele Matra – rende necessaria un’elezione, che si tiene presso il Convento di Sant’Antonio di Casabianca, in Alta Corsica, tra il 13 e il 14 luglio, data in cui Pasquale Paoli viene confermato nella carica di Generale.

Couvent_saint_antoine_de_casabianca

La sua proclamazione ufficiale a Generale in capo della Nazione còrsa e Generale del Regno di Corsica avviene il giorno seguente, 15 luglio 1755, come ricordato dalla targa commemorativa affissa presso il convento.

In breve tempo Paoli dota il paese di una nuova costituzione repubblicana e democratica, che prevedere tra le altre cose delle libertà di voto per le donne e la separazione dei poteri, concetti assolutamente all’avanguardia per l’epoca.

In quell’occasione fu anche scelto l’inno nazionale còrso, “Dio vi Salvi Regina”, scritto in italiano – lingua ufficiale della Repubblica Corsa – dal gesuita napoletano Francesco di Geronimo e dedicato alla Vergine Maria.

Se dunque per tutti i Francesi il 14 luglio ha un significato particolare, per i Còrsi, nazionalisti e non, quella stessa data è doppiamente importante.

 

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Fonte: france3-Régions – immagine: Wikimedia

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One Comment on “L’altro 14 luglio, quello còrso del 1755”

  1. Spesso si dice che il popolo corso non abbia partecipato al processo risorgimentale italiano e questo è in parte vero,Mi chiedo altresì quale sia stata la partecipazione reale alla presa della Bastiglia come effettivo coinvolgimento ad un processo storico che avveniva nel continente francese da parte dei corsi,visto che poi ben altre vicende hanno vissuto i corsi in quelle date.

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