La “leghistizzazione” dell’Italia avanza anche in Sardegna, articolo di François Alfonsi

La Lega di Matteo Salvini è diventata in pochi mesi la principale forza politica in Italia. Dal momento che la formazione del governo di Giuseppe Conte, condivisa tra il Movimento 5 Stelle, vincitore delle elezioni del 3 marzo 2018 con il 32,7% dei voti, e la finitura Lega di gran lunga dietro di sé (17.35% di voce), ma il leader della coalizione della destra italiana, l’equilibrio di potere è invertito nei sondaggi e il leader dei 5 Stelle di Luigi Di Maio è ora oscurato dietro Matteo Salvini. In Sardegna, il vecchio partito sardo PS d’Az ha ceduto alle sirene della Lega. Sospeso per un anno dall’ALE nel maggio 2018, la questione del suo mantenimento nell’accordo di libero scambio sarà decisa a marzo presso l’AG di Bruxelles.

La linea di alleanza con la Lega fu presentata per la prima volta dal suo leader Cristiano Solinas, come un semplice modo tattico per ottenere un parlamentare in un gioco elettorale italiano totalmente bloccato per le forze extraparlamentari. Cristiano Solinas fu quindi eletto senatore nella lista di Matteo Salvini.

Doveva sedere come non iscritto e poi partire da questa alleanza. Questo non è stato il caso, e dal momento che queste elezioni, che hanno sconvolto il panorama politico dell’Italia, il Partito Sardo d’Azione, l’oggetto di una diligente corte di Matteo Salvini, sembra essersi definitivamente spostato a il giro dell’estrema destra italiana. Al suo Congresso il 23 novembre 2018, Matteo Salvini ha parlato in diretta dal forum presieduto da Cristiano Solinas, mentre molti quadri storici del movimento sbattuto la porta e fondarono “Sardi Liberi”. Per il Partito Sardo d’Azione le scelte appaiono irreversibili e l’ALE dovrà prendere atto.
Ma la Sardegna non è l’unico posto in Italia dove le sirene elettorali della Lega fanno vacillare le cose. Come in Valle d’Aosta dove, quando l’alleanza Lega-5 Stelle era legato contro tutte le probabilità di Roma, lo stesso ha cercato di aggregare una maggioranza regionale in Valle d’Aosta, con l’aiuto degli autonomisti valdostani di ALPE. Ma questa alleanza fu rapidamente sconfitta e ALPE, un tempo sospeso della FTA come PS d’Az, fu reintegrato subito dopo le dimissioni da questa coalizione che fu così rimossa dalla Presidenza della Regione.
Questi shock interni alla FTA sono significativi di un profondo divario politico in Italia in generale. Le elezioni regionali si sono svolte questo fine settimana in Abruzzo, che ha confermato la Lega come il primo partito in Italia, mentre la rottura con l’Europa è sempre più marcata.
L’Europa sta pagando per la miopia che è stata la sua durante gli anni della crisi migratoria. Invece di affrontare i bisogni dell’Italia dove l’immigrazione stava esplodendo a causa della sua posizione geografica, ha chiuso gli occhi, i sussidi e le frontiere e causato una profonda rabbia in una notevole popolazione di ospitalità, grazie ad una società civile molto attiva e molto aperta, cattolica e laica.
Questa negazione della solidarietà europea ha portato la Lega in prima linea. Si è osservata una pausa da allora in termini di ondate migratorie, per ragioni totalmente estranee alla politica italiana: i conflitti siriano e iracheno si concludono gradualmente, in particolare l’accordo di pace tra l’Etiopia e l’Eritrea. Meglio Matteo Salvini ha sfruttato appieno le reti discrete tessute in Libia dal suo predecessore per ottenere, come ottenuto da Angela Merkel in Turchia, una politica di fermare il transito degli immigrati in Libia. Tutto ciò ha contribuito a dare all’Italia un calo significativo della pressione migratoria che più attribuisce agli effetti tribuni del loro ministro dell’Interno Matteo Salvini.
Non c’è dubbio che la Lega tornerà in vigore al Parlamento europeo dove si trova nello stesso gruppo di Marine Le Pen con l’intera destra europea. Per tutti i nostri movimenti è importante che il chiarimento con il PSd’Az avvenga prima dell’istituzione del nuovo Parlamento europeo.
L’assemblea generale del prossimo mese a Bruxelles sarà l’occasione.

François Alfonsi, membro di Femu a Corsica, sindaco di Osani e ex europarlamentare

François Alfonsi, europarlamentare dal 2009 al 2014

 

 

Salvini con Solinas in Sardegna

Andrea Meloni

Nato a Genova nel 1986, laureato in Scienze Geografiche nel 2013. Ha collaborato nel 2016 e 2017 con la Geo4Map (ex DeAgostini) di Novara, nel 2018 ha scritto alcuni articoli sul Secolo XIX. Insegna dal 2018 Geografia nelle scuole superiori a Genova, è socio dell'Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG) e abita nell'Appennino Ligure al confine tra Piemonte e Liguria. Ama anche la storia e ama la Corsica dal 2010 e ha visitato due volte l'isola.

Andrea Meloni

A proposito di Andrea Meloni

Nato a Genova nel 1986, laureato in Scienze Geografiche nel 2013. Ha collaborato nel 2016 e 2017 con la Geo4Map (ex DeAgostini) di Novara, nel 2018 ha scritto alcuni articoli sul Secolo XIX. Insegna dal 2018 Geografia nelle scuole superiori a Genova, è socio dell'Associazione Italiana Insegnanti di Geografia (AIIG) e abita nell'Appennino Ligure al confine tra Piemonte e Liguria. Ama anche la storia e ama la Corsica dal 2010 e ha visitato due volte l'isola.

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