La Corsica torna a splendere nella restaurata Galleria delle carte geografiche in Vaticano

Sono terminati il 23 aprile, poche settimane fa, i lavori di restauro di un piccolo gioiello che si trova nei Palazzi Vaticani, a Roma: la Galleria delle carte geografiche.

Posta lungo l’itinerario che conduce alla Cappella Sistina, è un’eccezionale rappresentazione di tutte le regioni d’Italia e delle isole, con le principali città, testimonianza preziosa delle cognizioni geografiche cinquecentesche e dello stato dei luoghi in quell’epoca.

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Un’epoca (fu affrescata tra il 1580 e il 1585) in cui l’Italia intesa come Stato non esisteva, dato che l’Unità d’Italia si concretizzò solo trecento anni dopo, nel 1861. Cos’era dunque l’Italia? Era un’area geografica e culturale con caratteristiche comuni (tra le quali la scelta del tosco-italiano come lingua istituzionale e alta), di cui, oltre ai territori dell’attuale Repubblica italiana, facevano parte anche altre terre: l’arcipelago di Malta, l’Istria e la Dalmazia, l’isola di Corfù… e naturalmente anche la Corsica.

Ecco l’affresco che rappresentata la nostra isola, posta stranamente “a testa in giù”, con il Capo Corso in basso:

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La Galleria Ff voluta da papa Gregorio XIII ed è opera di diversi artisti: Girolamo Muziano, Cesare Nebbia, i due fratelli fiamminghi Matthijs Bril e Paul Bril, Giovanni Antonio Vanosino da Varese e Antonio Danti che la decorarono e affrescarono tra 1580 e il 1585, seguendo le indicazioni del geografo domenicano Ignazio Danti, originario di Perugia. La galleria è lunga 120 metri e larga 6, e comprende le seguenti carte, sulle quali è spesso rappresentata la pianta della città più importanti:

  • due carte per la Puglia: Penisola Salentina e quella del Gargano e Tavoliere;
  • una carta per l’Abruzzo: Abruzzo con rappresentazione della città dell’Aquila;
  • tre carte per le Marche: Piceno (attuali province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata), con rappresentazione della città di Macerata, Marca di Ancona (attuale provincia di Ancona), con pianta di Loreto, in quanto alla pianta del capoluogo è riservato un intero affresco al termine della galleria, Ducato di Urbino (attuale provincia di Pesaro e Urbino), con piante dei due capoluoghi;
  • quattro carte per l’Emilia-Romagna: Flaminia (attuale Romagna), con pianta di Rimini, Ducato di Ferrara, con pianta del capoluogo e di Comacchio, contado di Bologna, con pianta e panorama del capoluogo; Ducato di Parma e Piacenza, con carte dei due capoluoghi;
  • quattro carte per il Veneto, il Friuli-Venezia Giulia, il Trentino-Alto Adige e la Lombardia: Ducato di Mantova, con pianta del capoluogo, Forum Iulii (attuali Friuli e Venezia Giulia, Istria compresa), Veneto (attuali Veneto e Lombardia dal lago di Como a quello di Garda), con piante di Vicenza e di Padova (la pianta di Venezia è rappresentata a parte), Ducato di Milano, con pianta del capoluogo (le quattro regioni non sono distinte, in quanto nel Cinquecento i domini veneziani comprendevano vaste aree lombarde, giuliane e friulane);
  • una carta per il Piemonte: Piemonte, con pianta di Torino;
  • una carta per la Liguria: Liguria (la pianta di Genova è rappresentata a parte);
  • due carte per la Toscana: Etruria, con pianta di Firenze e di San Miniato ed Elba, con pianta di Portoferraio;
  • due carte per l’Umbria: Agro Perugino, con pianta di Perugia, e Agro Spoletino, con pianta di Spoleto;
  • due carte per il Lazio: Patrimonio di San Pietro, con pianta di Viterbo e di Orvieto (allora considerata facente parte di questa zona geografica) e Lazio e Sabina, con pianta di Roma;
  • due carte per la Campania: Campania, con pianta di Napoli e Principato di Salerno con pianta del Santuario di Montevergine;
  • una carta per la Basilicata: Lucania;
  • due carte per la Calabria: Calabria citeriore e Calabria Ulteriore;
  • una carta per la Sicilia: Sicilia, con piante di Palermo, Siracusa e Messina;
  • una carta per la Sardegna: Sardegna;
  • una carta per la Corsica: Corsica, allora dominio genovese;
  • una carta per Malta: Malta, allora dominio siciliano, con pianta de La Valletta;

Inoltre è presente anche una carta del Territorio di Avignone, con pianta del capoluogo, in quanto allora questa città francese era possesso pontificio.

  • due carte geografiche rappresentano infine l`Italia antica e l`’Italia moderna.

A completare mirabilmente la serie delle carte geografiche ci sono le vedute prospettiche dei principali porti italiani del Cinquecento, di gran valore artistico e anche testimonianze fondamentali dell’aspetto di quelle città durante il Rinascimento: Venezia, Ancona, Genova eCivitavecchia.

Sul soffitto sono rappresentati episodi miracolosi, posti in corrispondenza della regione italiana in cui essi sono avvenuti. In questo modo l’Italia intera è vista come terra in cui la provvidenza divina, in ogni sua parte, ha diffuso la propria grazia.

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Questi splendidi ambienti sono stati riportati all’antico splendore da questo restauro, durato quattro anni e finanziato anche grazie al contributo di una fondazione californiana, la Patrons of the Arts in the Vatican Museums.

Il Papa voleva collegare il suo nuovo osservatorio astronomico, la Torre dei Venti, con il Palazzo Apostolico, di modo che i suoi ospiti potessero camminare tra le mappe della terra prima di osservare il cielo. E sarebbe certamente felice di sapere che quest’opera, 500 anni dopo, riesce ancora a stupire e affascinate i sofisticati visitatori dei giorni nostri.

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Fonti: Wikipedia [it]Musei Vaticani – Aleteia – Santa Sede