La compagnia Moby è in crisi e potrebbe peggiorare

La Sezione Fallimentare del Tribunale di Milano presieduta da Alida Paluchowski ha rigettato l’istanza di fallimento presentata dai fondi detentori del bond scadenza 2023 da 300 milioni per carenza della condizione di fallibilità e per carenza di insolvenza attuale.

Per quanto riguarda la possibile «insolvenza prospettica» di Moby sollevata dagli obbligazionisti, il collegio osserva che «allo stato non vi sono manifestazioni esteriori e nell’immediato futuro vi sono molteplici elementi imprenditoriali incerti, per poter ritenere sicuramente la società prospetticamente insolvente a breve».

«È evidente però – sottolineano i giudici – che il gruppo, e non solo la Moby, avrebbe necessità di monitoraggio e di ricorrere a strumenti di superamento di una crisi che in prospettiva ha caratteristiche importanti e che potrebbero divenire molto gravi. I margini operativi nascenti dal core business della società tendono a ridursi costantemente e non potendo alzare di più le tariffe, la società sino ad ora ha provveduto a vendere alcuni tra i migliori natanti, per contrastare la carenza di liquidità conseguente e far fronte alle rate del prestito bancario del 2016».

La Sezione Fallimentare rileva però come per il futuro la strategia di Moby nell’affrontare la fase delicata dell’azienda si baserà ancora sulla vendita di navi di proprietà di Moby o della sua controllata Cin, vendite che potrebbero riguardare addirittura 10 navi nel caso in cui lo Stato Italiano decidesse di non rinnovare la convenzione con Cin. Questa strategia, osservano i giudici, «non mostra particolare attenzione alla continuità aziendale e nemmeno immaginazione, oltre a sostenere concettualmente i timori dei detentori di bond che, per quando i loro crediti scadranno nel 2023 , nulla più li garantirà né consentirà l’adempimento».


Fonte: ilSole24Ore