Juppé e l’identità della Corsica; sì deroghe fiscali, no coufficialità e amnistia

Alain Juppé è in visita in Corsica da martedì, nel quadro della campagna elettorale per le primarie, che si terranno i 20 e 27 novembre prossimi, e designeranno il candidato di Les Républicains (LR, centrodestra) e del Centro per l’elezione presidenziale di marzo 2017. Dato favorito nei sondaggi tra altri sette candidati, tra cui l’ex presidente Nicolas Sarkozy, l’ex primo ministro e sindaco di Bordeaux ha salutato i pompieri del SDIS dell’Alta Corsica, prima di incontrare i suoi sostenitori insulari in un ristorante di Lucciana. Dopo una tappa in Balagna, ha svolto un meeting ad Ajaccio mercoledì sera. Sostenitore del concetto di “identità felice“, ha dato una visione della Corsica molto prudente. Pur acconsentendo alla necessità di una fiscalità derogatoria per l’isola, rifiuta categoricamente la co-ufficialità della lingua e l’amnistia per i prigionieri politici.

Il candidato Alain Juppé (71) ha sicuramente meno dimestichezza con la Corsica rispetto al suo principale avversario, Nicolas Sarkozy (61). Tuttavia, si presenta come un “amico di lunga data” dell’isola, dice di conoscerla bene e di avervi soggiornato numerose volte. Promotore della prima zona franca concessa durante la sua permanenza a Matignon, Juppé gode di alcuni importanti sostegni nella classe politica locale. Tra questi, Jean Baggioni, presidente del suo Comitato regionale, e alcuni importanti rappresentanti del centrodestra isolano: Laurent Marcangeli, deputato-sindaco di Ajaccio, Jean-Jacques Panunzi, senatore della Corsica del Sud, Jean Martin Mondoloni, consigliere territoriale, Ange Santini, sindaco di Calvi, Etienne Suzzoni, sindaco di Lumio, Ange Fraticelli, sindaco di Aleria, Christian Orsucci, sindaco di Tallone, e gli eletti bastiesi Jean Louis Milani e Jean Joseph Massoni.

La visione dell’isola portata avanti da Alain Juppé non sembra però distinguersi per audacia o innovazione. La questione corsa viene così inglobata all’interno di una problematica generale, e, se dice di avere “una visione della Francia che rispetta la diversità e le specificità dei suoi territori“, afferma anche che questa diversità non è accettabile che “a condizione di avere qualcosa in comune: radici“. La chiama “identità felice” e aggiunge che “non è per oggi“. Il corollario di questo concetto è “la laicità e le sue due facce: quella che garantisce la scelta religiosa e quella che impone, a tutte le confessioni, il rispetto della legge repubblicana“.

Inoltre, malgrado una mite approvazione della riforma istituzionale dell’isola, Juppé considera un’eventuale riforma costituzionale “una questione secondaria” e afferma che “i corsi rimangono molto legati alla Repubblica“. Senza grandi sorprese, il sindaco di Bordeaux è contrario sia alla co-ufficialità della lingua corsa: “Il francese è la lingua della Repubblica“, e all’amnistia dei prigionieri politici, negandone l’esistenza, ma acconsentendo al riavvicinamento dei detenuti, promettendo di realizzarlo qualora venisse eletto. Dopo aver declinato il suo programma nazionale, Juppé lancia un appello ai corsi per andare a votare alle primarie che giudica “indispensabili” e per evitare una “dispersione disastrosa” del centrodestra e del centro al primo turno dell’elezione presidenziale.

Urelianu Colombani

Studente còrso di Storia, da alcuni anni vive e studia a Roma. E' uno degli autori della pagina Facebook "Pezzetti di Corsica in Italia" ed è entrato nella squadra di Corsica Oggi fin dagli inizi, diventando uno dei gestori del sito e dei suoi canali social.

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