Jean-Guy Talamoni: convergenza tra nazionalisti necessità imperativa

L’incontro a porte chiuse tra Corsica Libera e Femu a Corsica è stato l’evento che ha caratterizzato le Ghjurnate Internaziunale 2015. In queste due ore d’incontro, Indipendentisti e Nazionalisti moderati hanno tentato di appianare le divergenze per poter tracciare un percorso di convergenza in vista delle prossime scadenze elettorali dell’8 e del 13 dicembre.

Il leader di Corsica Libera, capogruppo all’Assemblea di Corsica e capolista alle prossime elezioni territoriali, Jean-Guy Talamoni, parla di quell’incontro.

Spiega che la convergenza del movimento nazionale potrà aver luogo al secondo o anche al terzo turno di scrutinio, ed è incline all’apertura verso le forze di sinistra come quella di Paul Giacobbi, autore di un progetto comune votato alla CTC.

Ecco le parole di Talamoni nell’intervista di Nicole Mari per CorseNetInfos.

– Perché avete invitato in modo così formale e ufficiale Femu a Corsica alle Ghjurnate?

– Finora c’erano stati contatti, ma pochi incontri bilaterali, tra l’altro solo tra Corsica Libera e il PNC (Partitu di a Nazione corsa) che è una componente di Femu a Corsica. Alcuni incontri previsti sono stati annullati. Per farla breve, non avevamo fatto molti passi avanti. Ci è sembrato allora che le Ghjurnate ci offrissero la possibilità di incontrarci in un quadro formale e pubblico dove ognuno potesse esprimersi come voleva sull’esito dell’operazione. Era il momento di fare un gesto significativo, forte. Da tempo diciamo che i Nazionalisti dovrebbero essere al centro dell’arena politica, perché i risultati elettorali dicono che hanno le carte in regola per occupare quel posto. Auspichiamo dunque la coesione del movimento nazionale, con possibili aperture anche verso altre forze politiche, che però per noi non saranno mai sullo stesso piano rispetto agli altri nazionalisti.

– Com’è andato l’incontro?

– Bene! Positivo e promettente. E’ una cosa bella vederci in un ambiente informale e rilassato, davanti all’insieme dei Còrsi, perché le Ghjurnate sono, ogni anno, un momento importante della vita politica còrsa. Abbiamo ripeturo che la convergenza tra i Nazionalisti è una necessità imperativa. Per essere al centro del gioco, i Nazionalisti devono essere uniti, non in un unico partito ma in un quadro di coesione nazionale che metta in evidenza che noi siamo uniti e non divisi, e che lavoriamo sempre insieme quando possibile.

– Cos’avete deciso?

– Niente di concreto per ora, questo è l’inizio di un processo di convergenza che dev’essere accolto da entrambe le parti. La nostra proposta ha ricevuto, se possibile, un’accoglienza miglior del solito. Abbiamo intanto deciso di incontrarci di nuovo. Che non è una cosa da poco! Dall’altro lato, abbiamo stabilito di darci un metodo di lavoro e delle scadenze.

– In quale momento potrà manifestarsi questa convergenza?

– Non siamo andati così lontano. Ci saranno altri incontri, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, per definire, nel caso, il momento migliore per la convergenza. Siamo appena all’inizio di un percorso, e può essere che le discussioni non portino a nulla, ma noi invece faremo di tutto perché la cosa vada avanti.

– Perché avete già stabilito di partire con due liste separate, alle Territoriali?

– La questione non è stata neanche discussa, è un fatto compiuto che avremo due offerte nazionaliste, o forse anche di più, al primo turno. Sono accaduti un certo numero di fatti che rendono la lista unica poco probabile. Mentre eravamo stati uniti un anno prima, Femu a Corsica non ha giudicato vantaggioso rifare la lista unitaria. Abbiamo quindi preso le nostre decisioni di conseguenza. Rendiamo pubblici i primi cinque nomi della nostra lista. Siamo già in campagna elettorale. E dunque tutte le possibilità sono aperte.

– Da parte vostra, desiderate un’unità del movimento nazionale al 2° o al 3° turno?

– Nulla è stato ancora deciso! Vogliamo lavorare insieme, per rispondere a questa domanda. Dipenderà anche dai risultati che ciascuno otterrà al primo turno. C’è anche la possibilità che i Nazionalisti uniti al secondo turno siano in testa! Le nostre riflessioni su questo punto, per il momento le riserviamo ai nostri potenziali partner, per discuterne con loro prima di renderle pubbliche.

– Come avete gestito le vostre divergenze, soprattutto il diverso giudizio sul mandato di Giacobbi, ormai logorato secondo Femu a Corsica e che voi invece difendete?

– Dipende dai vari argomenti! Sul dossier marittimo siamo in totale disaccordo con l’Esecutivo perché noi abbiamo una visione ben precisa, ossia la creazione di una compagnia regionale, non solo per quanto riguarda la proprietà delle navi, ma anche la gestione del servizio di linea. Corsica Libera qualche giorno fa ha votato contro la DSP (Délégation de service public) mentre Femu a Corsica si è astenuta. Siamo anche stati molto attivi sul dossier riguardante la corsizzazione dell’impiego, dove esiste un punto importante di disaccordo. Non abbiamo avuto risposte soddisfacenti dall’Esecutivo. E’ vero che la persona che se ne occupa è Jean Zuccarelli! Infine, noi siamo Indépendantistes, che è rispetto a Giacobbi e i suoi compagni, un punto di divergenza che non necessariamente c’è con Femu a Corsica.

– Tuttavia voi siete gli unici, nelle opposizioni, a difendere l’operato di Paul Giacobbi

– Negli ultimi cinque anni all’Assemblea di Corsica sono passate alcune cose che non potevamo far finta di ignorare. I voti sull’ufficialità della lingua, lo statuto di residente, l’architettura istituzionale il PADDUC, la legge d’amnistia per i prigionieri politici e i ricercati… sono importanti per noi. Dobbiamo constatare che l’Esecutivo ha fatto votare la propria maggioranza in modo sistematico. Ne prendiamo atto. I Nazionalisti per anni hanno portato avanti le proprie rivendicazioni in una corrente minoritaria. Oggi possiamo dire di essere diventati maggioritari, grazie alla pressione del movimento nazionale e alla decisione storica dell’FLNC.

– Tutte quelle decisioni però sono restate lettera morta. Non è deludente?

– Oggi dobbiamo rafforzare la pressione su Parigi perché ci conceda ciò che è nostro diritto. Parigi ha risposto positivamente solo alla domanda sulla collettività unica. Non è comunque cosa da poco! La chiedevamo da decenni. Anche in quel caso non si può dire, come si sente anche da certi Nazionalisti, che sia un guscio vuoto! Tutto il contrario! Rischia di avere problemi perché, oltre alle competenze dell’attuale CTC, assumerà anche quelle dei due dipartimenti. Il guscio rischia quindi semmai di essere troppo pieno! Non è logico mettere ora in dubbio l’utilità di questa riorganizzazione istituzionale.

– Come pensate di aumentare la pressione su Parigi?

– Per prima cosa, facendo bene alle elezioni di dicembre. Sarebbe un elemento importante nei rapporti di forza.I Còrsi a un dato momento dovranno prendere posizione rispetto alla nostra, che è stata molto offensiva durante questa legislatura. Ora la domanda è: governeremo? I Nazionalisti possono governare, uniti tra loro ma senza altre forze politiche? Questo pare difficile, a meno di ottenere risultati elettorali importantissimi!

– Se questi risultati non arriveranno, avete deciso di allearvi?

– Se dobbiamo aprirci ad altre forze, non potremo farlo che sulla base d’u prugettu cumunu, il progetto già votato dall’Assemblea di Corsica.

– Vale a dire con il movimento di Paul Giacobbi?

– Con chi ha votato quel progetto, ossia Femu a Corsica, i Socialisti come Emmanuelle De Gentili e Jean-Charles Orsucci, che non sono per ora con Paul Giacobbi, e con chi in quel progetto si riconosce. Per contro, è impossibile unirsi con la destra. Non solo perché abbiamo una visione in materia di giustizia sociale che non corrisponde necessariamente a quella dei signori Francisci e Rocca Serra, ma perché è contraria a tutto! Se domani mattina una corrente liberale si dichiarasse favorevole all’ufficialità della lingua, lo statuto di residente, l’amnistia… potremmo pensare a un cammino comune anche con loro. Ma la destra si è dichiarata apertamente ostile a quei punti fondamentali.

– Femu a Corsica denuncia il “sistema Giacobbi” come clientelare, clanista e nocivo per la Corsica, rigettandolo nettamente. Non siete in una impasse?

– No! La posizione che Femu ci ha esposto in proposito non è così netta!

– Trovate che questa loro messa alla gogna del “sistema” manchi di chiarezza?

– Va benissimo che la esprimano con chiarezza sulla stampa! Anche noi siamo molto chiari: quello che conta per noi sono le idee e la presa di responsabilità. Continueremo a discutere, incontrare gli altri Nazionalisti, e ad andare avanti. Ora la questione non è Giacobbi, non sappiamo nemmeno quanti voti avrà la lista socialista. Contano le idee, non si può costruire nulla partendo solo dalla ripartizione dei seggi!

– Per anni i Nazionalisti hanno attaccato i “sistemi clanisti e clientelari” e oggi questo non vi dà fastidio?

– Abbiamo combattuto in generale il sistema francese in Corsica. Oggi si applica un sistema in un posto, e uno diverso in un altro. Sappiamo gli scandali che ci sono stati negli ultimi anni e chi vi ha preso parte, come certi candidati in lizza che hanno partecipato a sistemi particolarmente devastanti. Ma piuttosto che gettare anatemi su potenziali candidati, abbiamo posto le regole del gioco.

– Quali?

– Ne discuteremo con coloro interessati a un progetto nazionale, ponendo vincoli di funzionamento del sistema e di moralizzazione della vita pubblica. Se queste garanzie non ci saranno, non ci saranno aperture! Da diversi anni abbiamo fatto adottare alla CTC un organismo di valutazione delle politiche pubbliche.

– E il fatto che questo organismo non abbia mai visto la luce non vi fa porre qualche domanda?

– La questione della moralizzazione della vita pubblica e dei mezzi per raggiungerla sarà una delle nostre esigenza per la prossima legislatura. E non è solo uno slogan elettorale! Noi abbiamo cercato di pensare a mezzi pragmatici, ma è anche vero che non siamo molto sostenuti quando abbiamo chiesto un organismo non solo di valutazione, ma di controllo dei fondi pubblici. Questo controllo è effettuato oggi da una semplice commissione che non ha i mezzi necessari per poter funzionare. Si tratta di passare dalla Commissione a un organismo con funzionari adeguatamente formati, specializzati, e con una certa indipendenza rispetto al potere esecutivo. Abbiamo fatto proposte precise. Le sottoporremo a Femu a Corsica che credo le approverà.

 

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Intervista a cura di Nicole MARI per CorseNetInfos – Traduzione: Giorgio Cantoni