Italia: verso un nuovo governo

E’ stato un agosto caldissimo quello vissuto dalla politica italiana e dal governo.

L’inizio ufficiale di questa crisi è datato 7 agosto: Il Senato boccia la mozione con cui M5s chiede al Parlamento di fermare la Tav ma passano tutte quelle mozioni a favore della Torino-Lione. La Lega vota a favore dell’opera e Salvini va a palazzo Chigi in serata e vede il premier Conte. Un faccia a faccia durissimo durato 50 minuti. Al termine di quella giornata, Salvini dichiara che nell’esecutivo “qualcosa si è rotto”. L’8 il premier Conte comunica che «Salvini ha deciso di interrompere l’esperienza di governo per capitalizzare il consenso».

Nella giornata del 20 agosto. La crisi di governo che da due settimane teneva banco nelle cronache politiche italiane è stata infine formalizzata in Parlamento, dove il premier ha annunciato le sue dimissioni.

«Questo governo si arresta qui», ha dichiarato in Senato Giuseppe Conte, addossando l’intera responsabilità di questa svolta al ministro dell’Interno leghista Matteo Salvini, accusato di aver «irresponsabilmente» innescato la crisi per mero “opportunismo politico” nel desiderio di passare all’incasso, con un voto anticipato, del buon risultato registrato dal suo partito alle Europee.

Conte ha inoltre colto l’occasione di tacciare Salvini di autoritarismo («permettimi di dirlo, mi preoccupa») e di spregio della laicità dello Stato, per i suoi comizi con crocifissi e invocazioni di Maria. Salvini ha risposto sostenendo che rifarebbe «tutto» e voler tornare subito al voto. (discorso integrale)

Dopo le dimissioni del PM, il Presidente della Repubblica ha avviato le consultazioni (dichiarazione del Presidenre della Repubblica dopo le prime consultazioni) con i gruppi parlamentari per capire se vi era la possibilità di formare una nuova maggioranza. Le scadenze a breve termine come la nomina del commissario europeo (unico Paese membro a non aver fatto il nome) e in particolare la presentazione della Legge di Bilancio hanno imposto ai partiti e al Presidente della Repubblica tempi molto stretti.

Sin dalla prima consultazione è emersa la possibilità di una maggioranza tra il Movimento 5 Stelle (già nel precedente governo con la Lega di Salvini) e il Partito Democratico con Giuseppe Conte premier. Una alleanza che è stata una sorpresa, la formazione di un governo costruita attorno ad una maggioranza parlamentare composta da due partiti che fino a qualche settimana fa neanche si parlavano. Fin dall’inizio i cinquestelle e il Partito democratico si sono scambiati commenti sarcastici.

L’accordo tra M5S e PD è nato per rispondere all’esigenza di “dare delle risposte al Paese” e fermare immediatamente l’aumento dell’IVA (In Francia la TVA). Il progetto è frutto anche dalla consapevolezza che le elezioni anticipate porterebbero a un trionfo della Lega, che alleandosi con Forza Italia e con Fratelli d’Italia potrebbe puntare ad avere un’ampia maggioranza in parlamento.

Dopo un’altra tornata di consultazioni, giovedì 29 agosto, il presidente Sergio Mattarella ha conferito a Conte l’incarico di formare il nuovo governo. Il nuovo premier incaricato, come da prassi, si è riservato di accettare.

“Il presidente della Repubblica, che ringrazio, mi ha conferito l’incarico di formare il Governo, che ho accettato con riserva” – sono state le prime parole di Conte – “Oggi stesso, giovedì, avvierò le consultazioni con tutti i gruppi parlamentari e solo successivamente mi dedicherò alla stesura del programma con le forze politiche che hanno espresso il sostegno”.

Il premier incaricato ha dedicato una riflessione anche alla situazione europea: “Siamo agli albori di una nuova legislatura e dobbiamo recuperare il tempo perduto per consentire all’Italia il ruolo da protagonista che merita. Il Paese ha l’esigenza di procedere speditamente”.

L’ultima precisazione di Conte è legata alla fisionomia che assumerà il nuovo Esecutivo: “Non sarà un Governo ‘contro’ ma un Governo per modernizzare il Paese e per i cittadini, nel segno della novità. È quello che richiedono anche le forze politiche”.

Le delegazioni formate dai capigruppo dei due partiti si sono incontrate sin dal giorno dopo le consultazioni per la stesura del programma di governo, non sono mancati i momenti di tensione tra i due schieramenti causati da una serie di veti incrociati su particolari temi e posizioni di governo.

Nella giornata di ieri, il futuro governo dopo aver concluso la stesura del programma ha superato lo scoglio più importante: il voto degli iscritti del Movimento 5 stelle sull’accordo di governo.

Gli iscritti al Movimento 5 stelle (M5S), attraverso il voto online sulla piattaforma Rousseau, hanno detto sì, martedì, al Governo Conte bis con il Partito Democratico. I sì sono stati il 79,3% (63’146 voti). “Dalle 9.00 alle 18.00 hanno espresso la propria preferenza 79’634 iscritti, su una base di aventi diritto che, alla mezzanotte del 2 settembre 2019, ha raggiunto il numero di 117’194 iscritti”, ha dichiarato l’Associazione Rousseau. I sì sono stati 63’146 (79,3%), i no 16’488 (20,7%).

“La stragrande maggioranza ha votato Sì per la nascita di un Governo sostenuto da una coalizione dove il M5S sarà la forza maggioritaria. È stato un voto plebiscitario”, ha sottolineato il leader M5S Luigi Di Maio in conferenza stampa. “Adesso si passa all’ultimo miglio, la squadra di Governo che deve lavorare per migliorare la qualità della gente. Non sarà un governo di destra o di sinistra, ma un Governo che deve fare le cose giuste”.

Il segretario del PD, Nicola Zingaretti, dal canto suo ha dichiarato che “con la chiusura del lavoro programmatico si è fatto un altro passo avanti per un Governo di svolta. Ridurre le tasse sul lavoro, sviluppo economico, green economy, rilancio di scuola, università e ricerca, modifica radicale dei decreti sicurezza. Ora andiamo a cambiare l’Italia”.

L’ex alleato di Governo del M5S, il leghista Matteo Salvini, ha reagito all’esito del voto su Rousseau con un tweet: “Il Governo delle poltrone dura poco, non possono scappare dal voto per sempre. A testa alta, pronti a difendere gli italiani e a tornare a vincere! Onore e dignità valgono più di 100 ministeri”. (video)

Nella mattinata di oggi il Premier incaricato Giuseppe Conte è atteso al Quirinale per sciogliere la riserva sull’incarico e presentare la lista dei ministri. Già nella serata di oggi ci potrebbe essere il giuramento.

In fine ecco l’iter di formazione di governo:

 

 

Donato Mulargia

Classe 1998, sardo, studente di Scienze internazionali e diplomatiche presso l'Università degli Studi di Genova. Appassionato di politica internazionale e storia contemporanea. Tante passioni, ma un unico grande amore: il giornalismo. Innamorato della sua Sardegna e della vicina Corsica.

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A proposito di Donato Mulargia

Classe 1998, sardo, studente di Scienze internazionali e diplomatiche presso l'Università degli Studi di Genova. Appassionato di politica internazionale e storia contemporanea. Tante passioni, ma un unico grande amore: il giornalismo. Innamorato della sua Sardegna e della vicina Corsica.

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