Italia ancora senza un governo, il Presidente rifiuta il tentativo Lega-M5S

Dopo più di 80 giorni dalle elezioni del 4 marzo, l’Italia non ha ancora un nuovo governo. Si tratta della crisi più lunga dalla fondazione della Repubblica, settant’anni fa.

Nelle scorse settimane i due partiti considerati vincitori delle elezioni, Movimento 5 Stelle (M5S), 32% e Lega (17% ma all’interno di una coalizione di destra con Forza Italia e Fratelli d’Italia che ha toccato il 38% complessivo) avevano elaborato un “contratto di governo” e la lista dei ministri.

Ora, bisogna sapere che la legge elettorale italiana cambia quasi ad ogni elezione (11 volte negli ultimi sei anni). Quella adottata il 4 marzo era sostanzialmente proporzionale, quindi i seggi vengono ripartiti proporzionalmente ai voti, senza premio di maggioranza e senza doppio turno, come avviene invece in Francia. Quindi per poter formare un governo appoggiato da una maggioranza parlamentare, si doveva trovare un accordo tra almeno due partiti. Lega e M5S l’hanno fatto, sebbene il loro “Contratto per un governo del cambiamento” fosse stato attaccato duramente da più parti perché prevede al tempo stesso una riduzione delle tasse (due sole aliquote, al 15% e al 20%) e un aumento della spesa dello Stato (ad esempio con un reddito per tutti i disoccupati).

Il ruolo di presidente del consiglio incaricato era stato affidato all’avvocato e docente universitario Giuseppe Conte. Ieri sera Conte è stato convocato dal Presidente della Repubblica Mattarella al palazzo del Quirinale.

La Costituzione italiana dice che è il Presidente della Repubblica a nominare il presidente del consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri. Inoltre, dice la Carta, il presidente della repubblica deve garantire il rispetto dei trattati internazionali e l’appartenenza dell’Italia alle organizzazioni internazionali e sovranazionali di cui fa parte. Inoltre la Costituzione tutela con un apposito articolo i risparmi dei cittadini.

Per queste motivazioni, Mattarella ha esercitato il potete di cui è dotato per rifiutare la nomina a ministro dell’economia del professor Paolo Savona, 82 anni, già ministro dell’Industria negli anni ’90 con il governo Ciampi. La motivazione sono le dichiarazioni pubbliche che più volte Savona ha fatto negli ultimi anni, per una possibile uscita dell’Italia dalla moneta unica, l’euro, accompagnate da duri attacchi all’Unione europea ritenuta succube della Germania. Una Germania che, secondo Savona, non ha cambiato le sue mire egemoniche sull’Europa rispetto ai tempi del nazismo, solo che oggi usa strumenti economici e non militari. Dichiarazioni pesanti, che secondo Mattarella avrebbero causato reazioni dei mercati internazionali dannosi per l’economia del Paese e per i risparmi delle famiglie.

Il capo dello stato ha anche detto di aver proposto come alternativa altri esponenti dei due partiti, ma di aver ottenuto un netto rifiuto. Quindi Conte ha rimesso l’incarico, dichiarandosi impossibilitato a formare un governo. In tarda serata, durissime reazioni dai leader del M5S Luigi di Maio e della Lega, Matteo Salvini. Ritengono “inaccettabile” il rifiuto di far partire un governo sostenuto dalla maggioranza votata dai cittadini per il nome di un solo ministro “colpevole di reato d’opinione”. Il Movimento, sostenuto dal piccolo partito di destra Fratelli d’Italia, propongo di far votare dal Parlamento la messa “in stato d’accusa” per alto tradimento nei confronti di Sergio Mattarella, perché, dicono, ha dimostrato di essere mosso dalla difesa di interessi di lobby finanziarie e paesi stranieri e non da quelli della Nazione. Nella storia repubblicana nessun presidente è finora mai stato messo in stato d’accusa (art. 90 della costituzione).

Marine Le Pen ha dimostrato solidarietà a Salvini in un tweet, parlando di confisca della democrazia e di colpo di stato:

Nel frattempo, proprio in queste ore, Mattarella ha chiamato al Quirinale Carlo Cottarelli, una carriera al Fondo Monetario Internazionale e come revisore della spesa pubblica sotto il governo di Mario Monti. Pochi minuti fa gli ha l’incarico di formare un governo. Difficilmente però Cottarelli riceverà un voto di maggioranza dal parlamento. Il che significherebbe nuove elezioni politiche in Italia il prossimo autunno, con un governo provvisorio e senza reali poteri.

 

Giorgio Cantoni

Nato nell'82 da genitori originari della città lombarda di Crema, di cui conosce e ama il dialetto, è appassionato di linguistica e di informatica. Vive vicino a Milano, dove lavora nel mondo della comunicazione digitale. Si è innamorato della Corsica e della sua cultura nel 2008, e sette anni dopo è stato tra i fondatori di Corsica Oggi.