Irlanda del Nord. Gli unionisti si presentano divisi alle elezioni britanniche anticipate

Il rifiuto degli unionisti di sostenere l’accordo ha creato divisioni al loro interno. Il DUP parte in ordine sparso a poco più di un mese dalle elezioni, mentre gli anti-Brexit (nazionalisti ed ecologisti) concordano per presentare candidati unici.

Il Partito unionista democratico (DUP) dell’Irlanda del Nord dovrà affrontare le elezioni generali anticipate del 12 dicembre nel Regno Unito in una situazione fragile, questo a causa delle divisioni all’interno del campo unionista e rischiando addiritura di perdere una parte dei suoi rappresentanti eletti.

Con dieci deputati nella Camera dei Comuni uscente, il DUP di Arlene Foster ha detenuto la chiave della maggioranza parlamentare dell’ex primo ministro britannico Theresa May, che ha contribuito alla sua caduta bloccando l’accordo di Brexit che aveva negoziato con l’Unione Europea.

Il DUP ha poi sostenuto il governo minoritario di Boris Johnson, ma lo ha accusato nel mese scorso di tradimento per aver accettato un accordo di divorzio che avrebbe previsto la proroga delle norme doganali europee solo sul territorio dell’Irlanda del Nord.

Giocando a Londra la carta del blocco, il DUP si è trovato accusato a Belfast di non aver tutelato gli interessi dell’Irlanda del Nord. Questo atteggiamento ha conseguenze anche nel campo unionista poiché il Partito unionista di Ulster (UUP), altra formazione che sostiene il mantenimento dell’Irlanda del Nord nel Regno Unito, prevede di rompere dalla sua strategia abituale e di presentare candidati propri in 17 delle 18 circoscrizioni nord-irlandesi in vista delle elezioni del 12 dicembre.

In passato, il DUP e l’UUP rispettavano una sorta di patto di non aggressione, evitando di presentare candidati nella stessa circoscrizione per massimizzare il voto unionista di fronte al voto nazionalista repubblicano. La strategia delineata dal nuovo capo dell’UUP Steve Aiken minaccia il voto unionista di una dispersione.

I nazionalisti nordirlandesi corrono uniti

Nel campo nazionalista, invece, il Sinn Féin e il Partito socialdemocratico e laburista (SDLP) hanno annunciato lunedì che non presenteranno candidati in due circoscrizioni attualmente detenute da altre formazioni anti-Brexit. Le due grandi formazioni nazionaliste hanno anche deciso di dividersi due circoscrizioni, una attualmente rappresentata da un eletto Sinn Féin che non avrà un avversario SDLP e viceversa per l’altra, che rappresenta un membro dello SDLP. Gli ecologisti pronti a sostenere i candidati anti-Brexit.

Nello stesso ordine di idee, il partito ambientalista dei Verdi, anch’esso ostile alla Brexit, ha rinunciato martedì a presentare un candidato nella circoscrizione di Belfast Sud per favorire il candidato dello SDLP di fronte al deputato DUP uscente. «È un’epoca straordinaria che richiede una risposta straordinaria», ha spiegato la leader ecologista Clare Bailey.

Il Sinn Féin, che afferma di rappresentare il 56 % degli elettori dell’Irlanda del Nord che hanno votato contro la Brexit in occasione del referendum del giugno 2016, deteneva sette rappresentanti eletti nel parlamento uscente, nonostante la linea radicale che escludeva il seggio al Parlamento Britannico, di cui non riconosce la legittimità.

 

Ecco uno schema dei partiti Pro-Unione Europea (Remain) e Pro-Brexit (Leave).
I risultati delle ultime elezioni generali dell’Assemblea dell’Irlanda del Nord

Fonte: Reuters

Donato Mulargia

Classe 1998, sardo, studente di Scienze internazionali e diplomatiche presso l'Università degli Studi di Genova. Appassionato di politica internazionale e storia contemporanea. Tante passioni, ma un unico grande amore: il giornalismo. Innamorato della sua Sardegna e della vicina Corsica.

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A proposito di Donato Mulargia

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