Insieme a chi guarda lontano

Il tempo scorre inesorabilmente, non aspetta per nessuna ragione al mondo. 11 anni è tutto quello che ci rimane. Tutti gli errori commessi stanno per concretizzarsi e manifestarsi dinnanzi a noi come una tragica data di scadenza.

È la vita stessa del nostro pianeta ad essere in pericolo, gli scienziati parlano in modo forte e chiaro: se non riusciremo a limitare l’innalzamento della temperatura entro 1.5°C rispetto all’epoca preindustriale, le conseguenze saranno catastrofiche e irreversibili: acidificazione degli oceani, desertificazione (e con essa le ondate di calore), perdita di biodiversità e innalzamento del livello dei mari.

Anche il nostro amato Mare Nostrum è ritenuto una zona particolarmente vulnerabile ai cambiamenti climatici: l’innalzamento del Mediterraneo, e soprattutto del Mar Tirreno che entro il 2050 si solleverà di 8 cm, minaccerà per sempre le nostre città costiere come Alghero, Cagliari, Olbia, Porto Vecchio, Bastia, Aléria, Livorno, Genova e anche il nostro stupendo patrimonio paesaggistico che rischia di essere sommerso. Verranno cancellati per sempre siti archeologici costieri come Nora e Tharros. Senza un’inversione di tendenza, intere spiagge finiranno sott’acqua, a cominciare dal Poetto di Cagliari e dalla Spiaggia di Santa Giulia.

Un esempio delle mappe elaborate nel nuovo studio: a sinistra in alto, la costa del Golfo di Oristano così come è ora; in basso, le previsioni per il 2100. A destra, lo stesso confronto per l’area di Cagliari.  Illustrazione da F. Antonioli et al. / Quaternary Science Reviews 158 (2017)

Altro che: “non ci sono più le stagioni di una volta, i soliti esagerati che pensano a chissà cosa”, “Fate solo terrorismo psicologico, sono solo supposizioni, stupidaggini”. Sicuramente alcuni lo penseranno. Ecco cosa ci frega: bastano alcune giornate in apparenza normali (dal punto di vista meteorologico) e ci scordiamo le bombe d’acqua sulle città, il clima tropicale dell’estate appena lasciata, gli eventi climatici estremi sempre più numerosi.

Di fronte a tutto questo c’è da decidere a chi affidarsi: agli opinionisti di turno (spesso guidati da gruppi di interesse per i quali l’ambiente non è una priorità) o alla scienza che, come si sa, non è democratica. Quando si parla di scienza non è valido il criterio dell’“uno vale uno”: ci sono le certezze scientifiche delle quali si dovrebbe solo prendere atto e trarne le dovute conseguenze. In questo ambito dovrebbe intervenire solo chi ha un’effettiva competenza.

Corsica Oggi non si è mai schierata politicamente e continuerà a non farlo ma ci schiereremo sempre dalla parte del pianeta. Crediamo nel nostro patrimonio e nella preservazione naturalistica, con passione e con amore vi raccontiamo ogni giorno le bellezze della Corsica e del Mediterraneo, con il cuore spezzato i roghi che colpiscono la nostra area. Non vorremmo mai un giorno narrarvi la fine di quello in cui crediamo e che amiamo.

Nonostante gli episodi degli ultimi anni, c’è ancora chi nega che la nostra speranza siano i giovani. Noi di Corsica Oggi, invece, domani (venerdì 27) guarderemo con simpatia e speranza allo sciopero globale del clima di Fridays for Future dei “nostri” giovani. Non siete soli. Ma anche noi “adulti” non siamo soli.