In Sardegna proposta di legge per un’Agenzia che tuteli il sardo e le altre lingue dell’isola

Presentata al consiglio regionale sardo una proposta di legge che ha per relatore Paolo Zedda. Previsto lo stanziamento di un milione e mezzo di euro all’anno fin dal 2018 per la tutela della lingua sarda nelle sue varianti e delle altre lingue dell’isola, “a pari dignità con l’italiano”. Per riuscirci la legge si propone di promuovere l’insegnamento della lingua nelle scuole e l’utilizzo nelle istituzioni e nell’amministrazione. Nello specifico si propone l’introduzione di un organismo paritetico, il Comitato interistituzionale permanente per l’insegnamento della lingua sarda, costituito dal direttore dell’Ufficio scolastico regionale e dalla Regione. Inoltre si disciplina il finanziamento da destinare a tal fine, i requisiti e le modalità di reclutamento dei docenti, e l’introduzione di misure a favore del settore dell’informazione, dell’editoria e delle nuove tecnologie.

Nel testo unificato vengono riconosciute le varianti storiche e locali della lingua sarda – come il logudorese, il campidanese e le parlate diffuse nelle singole comunità locali – e quelle “linguistiche alloglotte”, come il gallurese, anche nelle varianti castellanese e corso-maddalenino, il sassarese e il tabarchino. Nella legge è prevista altresì l’adozione di una norma ortografica di riferimento, a cura della Regione, che imponga il possesso di una certificazione linguistica per svolgere le attività previste dalla legge. Si propone, infine, l’istituzione di un’Agenzia sarda per le lingue, l’Asal, che lavori all’attuazione della politica linguistica regionale al fine di assicurare un livello minimo di tutela degli idiomi delle minoranze storiche, del sardo e del catalano di Alghero.

 


Fonte: SkyTG24